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Indovinello.....È tunno e non è munno,è verde e non è ereva,è russo e non è fuoco,tene acqua e non è mare.(Il cocomero)

Cosa ricorderanno i bambini oggi quando avranno la mia età,la risposta:trenini radiocomandati,robots,Pantera Rosa,Braccio di Ferro.

Ai miei tempi non esisteva niente di tutto questo.Infanzia umile,cose umili,legate alle origini di chi nasce contadino.Contadino,sinonimo di miseria.Le<<Cose>d’infanzia,col trascorrerre del tempo,hanno acquistato valore.Avevo sei anni,ricordo la<<Selva>>,folta di castagni secolari,sembravano giganti,chiome cariche di cardi con dentro castagne,in Ottobre queste cadevano per terra.Mio padre,la mattina prima ancora che sorgesse l’alba,si avvicinava al mio letto,scuotendomi delicatamente mi diceva:<<Alzati,vuoi venire con me nella selva,se arriviamo tardi altri ci ruberanno le castagne>>. Assonnato,scendevo dal letto,mi vestivo in fretta,indossavo la giacca vecchia,la mattina di Ottobre era fresca,scendevo verso la stalla,mio padre aveva già fatto uscire l’asino,montavamo,ci avviavamo nella penombra verso la selva,lontana circa due chilometri da casa.Appena giorno,si incominciava a raccogliere castagne,le dita diventavano indolenzite dal freddo tanto da non sentire le fitte delle spine dei cardi.Durante il giorno si mangiava qualcosa,tardi si tornava a casa.
Lavorare una selva significava vedere qualche soldo.La selva era del latifondista.Questi in Settembre mandava un esperto,faceva<<apprezzare>>, calcolava la produzione dell’annata di ogni pianta di castagno.Ogni chilo di questo frutto di prima scelta era formato da 48 o 50 castagne.Quelle che si producevano in più,le più piccole erano del contadino che le vendeva.Qualche anno<<il Cafone>> riusciva a vedere come erano i soldi.La sera tardi,a casa,sotto la luce del lume a petrolio si faceva la scelta delle castagne raccolte durante il giorno,si ammucchiavano nella cantina.Questo lavoro durava per una ventina di giorni.
Nel dopo-guerra,solita vita,solito lavoro,ricordi:Le canzoni del primo festival di San Remo venivano cantate dalle ragazze,che raccoglievano castagne in quelle selve circostanti.La colazione:pezzo di pane,alici salate,tanta allegria.Ma l’unica fonte di misero guadagno,doveva presto venir meno.I castagneti colpiti da una grave malattia<<il cancro>>nel giro di due anni seccarono tutti.Questi alberi secolari,giganti secchi,vennero abbattuti,venduti,bruciati,il terreno di selva rimase nudo.Gli abitanti del paese in buona parte emigrarono,quelli che non partirono rimasero privi di quella allegria che,a volte solo la miseria era capace di dare.
Non si canta nei campi,s’avverte il rombo dei motori dei trattori.
Le canzoni si ascoltano.
(Dal<<Ponte>>del 25/05/1984,articolo di Giuseppe Martignetti)

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