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Indovinello.....Tutte le femmene ‘a teneno sotta: chi ‘a tene sana e chi ‘a tene rotta; (La gonna)

A Montefalcione v’è grande rispetto per il dolore della morte. Legate in qualche modo alla morte,sono alcune usanze montefalcionesi,come il cuònzolo o pranzo di consolazione, e la veglia notturna nella casa del defunto.

Parliamo del cuonzòlo o pranzo di consolazione, è usanza che dopo il funerale, i parenti più prossimi del morto o gli amici stretti offrano il pranzo ai familiari del defunto,in considerazione che nei giorni di lutto questi non hanno potuto cibarsi adeguatamente per il dolore che li ha colpiti. La tradizione,infatti,voleva che,nei giorni prima e immediatamente dopo il funerale,non si doveva accendere il fuoco nella casa della persona deceduta e pertanto non si usava cucinare.Mentre si partecipava al cuonzòlo,si ricordava anche la persona scomparsa mettendo in risalto le cose buone che aveva fatto.Non mancava mai qualche risata.
Parliamo adesso della veglia notturna,essa consiste nel fatto che gli amici più intimi trascorrono col morto l’ultima notte,nella stanza dove è esposto il feretro o in quella attigua;stanno insieme a lui,lo consolano,e vigilano su di lui,prima di accompagnarlo alle esequie del giorno dopo,l’ultimo viaggio.Tra un bicchiere di vino,assaggi di cibi e pietanze prelibate,magari quelle che piacevano di più al caro defunto,amici e parenti rievocano,in uno spirito di allegria,i momenti più belli passati col morto,mettendo in risalto le“avventure”nelle quali egli era coinvolto.
È un po’come se fosse l’ultima cena,la cena di addio del morto ai suoi amici;quindi deve essere allegra e spiritosa.
Di rilievo e di grande significato è anche la stretta di mano finale,davanti al cimitero,a conclusione del rito funebre.
 
Tutti i parenti,appoggiati mestamente al muro della facciata del cimitero,si dispongono l’uno accanto all’altro,ma rispettando rigorosamente la gerarchia del grado di parentela col morto.Gli amici,i paesani,tutti coloro che hanno preso parte al funerale per le silenziose e per l’occasione tristi vie del paese,sfilano,uno alla volta,davanti alla schiera dei parenti e salutano con una stretta di mano o con un abbraccio i familiari del defunto,i quali,commossi,ringraziano per tanto affetto e solidarietà.La stretta di mano è un segno di profonda amicizia e di sincera partecipazione al dolore,ma sta a significare anche promessa di aiuto in caso di bisogno.In un’epoca in cui,specialmente nelle metropoli e nei grossi centri,si soffre e si muore di solitudine,questo segno di solidarietà è un fatto estremamente positivo.Speriamo che questa tradizione resista il più a lungo possibile,anche a dispetto della modernità dei tempi.
(Da<<Piccolo Dizionario Montefalcionese>>di Mario D’Amore)

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