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Indovinello.....Int’ ‘a l’uorto nce stà na cosa tonna ca tene li pili comm’a na cionna.(La cipolla)

Quarant’anni fa a Montefalcione,il desiderio di liberazione si tradusse in iniziative di carattere popolare e in atti di forza che culminarono nella vicenda del 20 Marzo 1946,

quando cioè i contadini incendiarono il carteggio della U.C.S.E.A.esistente sul comune.In quel periodo si portava all’ammasso il grano in base alla denunzia dei terreni e della produzione.

I contadini cercavano di denunziare il più poco possibile la coltura a grano,perché la resa era inferiore alla pretesa N.C.S.EA.
La stessa cosa succedeva per i maiali,si pretendeva una quantità di grasso,che l’animale non forniva.I contadini esasperati andarono sul comune,presero le carte,
le denunzie fatte e furono buttate dalla finestra e parte portate in piazza e ne bruciarono in grande quantità dinanzi alla chiesa di S.Giovanni.Questa fu la prima volta che non si fecero chiacchiere e fu una giusta reazione.L’azione però non fu improvvisa,fu deciso alcuni giorni prima.Si facevano incontri,riunoni e ogni frazione aveva il suo capocellula.I comunisti organizzarono e ne fecero proprio l’interesse dei contadini.Questi frequentavano la sezione del P.C.I., discutevano i problemi della campagna e venivano in paese la Domenica per riunirsi.Si discuteva di mezzadria dei fitti,dei rapporti tra contadini e padroni.
La battaglia dei fitti,dunque,fu risolta dai comunisti.Il padrone non ottenne più quello che chiedeva,venne distrutta la U.C.S.E.A.e introdotta la formazione degli elenchi dei disoccupati agricoli.Fu assunto l’impegno per una più giusta tassazione e dopo tali eventi,il partito comunista locale raggiunse la vittoria delle elezioni.Il P.C.I.,vinse le elezioni amministrative insieme al gruppo Titomanlio.
Con il decreto di scioglimento della coalizione,il P.C.I.diventa minoranza.Alle elezioni che seguono,si afferma il gruppo maggioritario dei monarchici, difensori dei proprietari terrieri e dei valori tradizionali.In seguito la D.C.locale si rafforza sullo sfaldamento del gruppo politico che seguiva l’onorevole Emilio D’Amore.Il declino del gruppo monarchico favorisce l’ascesa della D.C.in concomitanza all’affermazione nazionale.Dopo il
1948 l’emigrazione a Montefalcione è un fenomeno pesante,sconvolgente:famiglie intere partono per le Americhe,per i paesi europei.L’emigrazione fu una risposta parziale ai problemi economici.Essa determinò per il normale gioco delle leggi economiche il miglioramento dei contratti agrari e delle condizioni del bracciantato.I proprietari furono costretti dalla necessità a fare concessioni come miglioramenti contrattuali, aumenti dei salari agricoli ed altro,che una volta erano state tenacemente rifiutate.
Allo stato attuale si hanno grandi estensioni di terreno incolto e abbandonato e quindi privo di rendita.
Dal<<Ponte>>del 23/06/1984 e del 07/09/1985

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