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Indovinello.....Ncoppa no barcone ce sta no uaglione: se sponta ‘o caozone e caccia ‘o battaglione.(La pannocchia di granoturco)

Nel trigesimo del P. Forcellati (dall'Osservatore Romano 21/04/1956) Nato a Montefalcione in provincia di Avellino il 25 settembre 1876

 Il P. Giuseppe Forcellati era primo Assistente Generale dell'Ordine della Madre di Dio. Amorevolmente assistite dai confratelli e dai nipoti, spirò ottantenne la sera del 21 marzo nell'ospedale dei Fatebenefratelli, munito dei conforti religiosi e dì una speciale Benedizione del Santo Padre.

Il venerando religioso ha lasciato nella nostra città il più vivo rimpianto per la sua intensa e generosa opera di ministero svolta per oltre mezzo secolo presso la Chiesa di S. Maria in Campitelli: Ma tre anni, 1922 25, li aveva trascorsi pure a Napoli come vicerettore della casa religiosa di S. Maria di Portico a Chiaia. Nell'ottobre del 1925 ritornato a Roma, vi disimpegnò l'ufficio di rettore della casa e quindi quello di assistente generale; e nel 1930 venne eletto 'Rettore Generale: carica che ricoprì fino al 1946.

In, quest'ultimo decennio poté estendere anche altrove la sua attività e beneficenza: in case private, per portare qualche soccorso anche in denaro; negli ospedali per visitare ammalati; e nella casa di salute di Castello della Quiete sulla via, Tiburtina, ove lo colse il repentino malore, paralisi degli arti, che dopo una settimana ne determinò la dolorosa scomparsa.

Nato a Montefalcione in provincia di Avellino il 25 settembre 1876, il P. Forcellati aveva studiato filosofia presso l'Università Gregoriana e teologia nello studentato di Lucca. Quale Postulatore Generale portò felicemente a termine la Causa di canonizzazione del Fondatore S. Giovanni Leonardi. Per la sua opera di cristiana carità (fece raccogliere in Campitelli israeliti e giovani per salvarli dai rastrellamenti del 1944 45) subito dopo le due guerre mondiali fu insignito di alte onorificenze ed ebbe i più alti attestati. La sua vita fu informata alla norma agostiniana: << charitate serviente, magis quam potestate dominante>>. Per la mitezza del carattere e la generosità dei sentimenti fu amato e stimato dai suoi confratelli, mentre per la dignità della vita e la nobiltà del cuore godeva di larga stima e benevolenza in ogni ambiente civile ed ecclesiastico di Roma. Ciò si constatò pure nei solenni funerali che si svolsero la mattina del 23 marzo nella chiesa di Campitelli, con larga partecipazione di fedeli e di amici che affollavano il tempio, e con rappresentanze di varie case dell'Ordine.

Domani, sabato 21, nel trigesimo della morte, alle ore 8, sarà celebrato un solenne funerale nella chiesa di S. Maria in Campitelli, ove per un cinquantennio svolse il suo zelante apostolato.

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