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Indovinello.....Chi ‘o fà, ‘o fà p’o venne;chi l’accatta non l’ausa;chi l’ausa non ‘o vere (‘O taùto)

antonio giuseppe pagliuca

Il Poeta di Montefalcione Una forte personalità é Giuseppe Antonio Pagliuca, uomo di temperamento sanguigno e di ingegno vivace.

 Nella sua vita ha seguito sempre e solo I' ideale di vivere cristianamente: '7n alto i cuori! In alto i cuori sempre! Cristianamente.", è il suo motto.

Ha amato le lettere, la filosofia e la poesìa, alla quale ha affidato fl messaggio della sua vita e dei suoi solidi e onesti sentimenti.

Ha scritto molto; non per orgoglio, non per fama, non per il successo, ma per l' ideale che conta anche più della salute fisica; perfino della vita, come egli stesso tiene a precisare.

Politicamente si sente un nostalgico dell' ideale monarchico, intendendo la monarchia come sìmbolo dì lìbertà e soprattutto di unìone tra gli italiani. Egli, infatti, "non ammette divisioni e odio tra gli uomini ed ha profonda fede nella fratellanza, l'amore e la comprensione fra i popoli".

Giuseppe Antonio nacque a Montefalcione il 25 Aprile del 1920, in via Fontanelle; la sua famiglia era numerosa, modesta e laboriosa, ed aveva per stemma una spiga di grano.

Il padre, Giuseppe, era segretario comunale.

Il giovane frequentò con enormi sacrifici gli studi universitari e riusci a conseguire la laurea in lettere.

E' stato sempre un uomo libero e indipendente, tanto che durante la guerra venne catturato dai tedeschi e rischiò di essere fucilato per le sue idee di libertà e di progresso.

Alla fine della guerra fu chiamato ad una scelta decisiva. Nella Provincia di Avellino era difficile trovare un' occupazione stabile, anche con la laurea. Oltre ai titoli di studio, servivano benemerenze e diplomi di combattente, partigiano o patriota per fatti di guerra. IL nostro Giuseppe Antonio poteva far''valere solo la laurea, e nel 1946, lasciòdefinitivamente il proprio paese.

Parti per la Provincia di Frosi none, dove vi era possibilità di insegna mento. Si stabilì a Ferentino, la bella cìttà dei montì Ernici che, insieme ad Anagni, Alatri e Veroli, formarono un tempo la leggendaria Lega Ernica.

In questa ridente città termale ancora attualmente vive.

Qui insegnò per diversi anni nelle scuole medie, con incarico anche di Vice Preside; infine fu Preside in diverse scuole della Provincia ciociara.

Rivedrà il proprio paese solo poche volte.

La sua produzione poetica si compendia in tre interessanti opere, tutte edite dal Centro Letterario del Lazio, di Roma: I Canti dell'Amore 1991; 2) La vera Italia 1992; 3) Versi della speranza anzi della certezza del felice avvenire 1995. Sono tutte e tre raccolte di poesie miste a prosa (I Pensieri e un romanzo dal titolo La croce senza Cristo, ovvero una storia d'amore rocrcana), in cui il Pagliuca esprime il suo ideale umano e cristiano, con una visione della vita quasi mistica, per cui solo la parola di Cristo può dare fiducia alle persone.

Ha scritto inoltre numerosi articoli per Il Giornale d'Italia e collabora tutt' ora con il "Progresso Democratico"; periodico mensile di arte e cultura di Roma, oltre che a "Terra nostra ", mensile di attualità e di cultura.

L' ideale di Giuseppe Antonio è Salvo D'Acquisto, medaglia d'oro al valor militare; a questo grande eroe della Resistenza sono dedicate le sue pagine più belle. Il pensiero politico, invece, è tutto racchiuso nel volumetto "La vera Italia ", dove si evidenzia un forte sentimento di ideali nobili e alti per una società di progresso e di benessere, ma monarchica e fortemente unitaria.

Giuseppe Antonio Pagliuca dal 1990 è membro dell' Accademia Italiana dello Spirito S. Francesco di Sales di Roma; inoltre è membro dell' Accademia di Paestum (Salerno).

Ha partecipato a numerosi concorsi letterari, ottenendo sempre unanimi riconoscimenti. Tra i più importanti si ricordano: Il Premio Regione Lazio Campidoglio Roma, del 1992; Premio per la Poesia "Don Giuseppe Morosini " ad Avellino, del 1988; Premio Internazionale "San Valentino" per la poesia d'amore di Terni, e tanti altri premi.

E' menzionato, inoltre, nell' interessante volume "Nuovi itinerari poetici", Ed. "La Conca", Roma, del molisano Romeo lurescia, dove sono riportati numerosi nuovi poeti italiani. Così si esprime 1' Autore su Giuseppe Antonio Pagliuca: "Una poesia quasi mistica quella di Giuseppe Antonio Pagliuca che si ottiene per mezzo di figure dai volti indefiniti ed evanescenti che si perdono nella luce, nella luce dell'amore che avviluppa tutta l'opera del poeta e tutti i ,suoi segreti di uocno. 1 suoi pensieri si perdono nel grande mistero universale, nel grande proftccno di Dio, nel grande cuore aperto del dolore del mondo.

La sua poesia aleggia in can' atmosfera irreale e fascinosa ed emana dalla profòndità del suo pensiero una,forza vibrante.

Nella luce che avvolge tutte le cose create veleggia un messaggio di verità sublimato da un,forte senso mistico, ma espresso informa surreale, quasi estraneo alla terra. Giuseppe Antonio Pagliuca è un uomo di fede. Chi ha fede vive in Dio e chi ha Dio nel cuore ha un animo poetico aperto alle speranze, ai vasti orizzonti luminosi, all'amore e alla sofferenza.

Egli il vero significato delle parole lo trova nell'azione e le sue azioni sono illuminate dal pensiero e dalla fede. Egli lotta sempre per affèrmare la pace, la verità e la giustizia e crede che le tenebre saranno squarciate solo dai raggi dell' amore. Romeo lurescia."

Numerosi sono stati gli attestati di stima e i giudizi molto lusinghieri espressi sulla importante produzione poetica di Giuseppe Antonio Pagliuca. Attestati e giudizi formulati da importanti organi di stampa nazionali e internazionali e dalle più svariate personalità politiche e di cultura. Ecco come si esprime "Il Progresso Italo Americano" di New York , il più noto giornale in lingua italiana degli U.S.A., aproposito della raccolta "I canti dell'Amore": " .... Nella mirabile raccolta di GiuseppeAntonio Pagliuca il lettore non si imbatterà in nessuno degli "isini "fioriti in questo nostro secolo. Non mancano le rime e tanto meno il ritmo in questa brillante sfilata di liriche che il Pagliuca ha scritto in un linguaggio sempre spontaneo e musicale. Dirò subito che la facile, sonante poesia di questo giovane Poeta, procede sicura, seguendo le tradizioni che furono consacrate dal canto dei Grandi. Vi è nella poesia del Pagliuca, quella semplicità e quella freschezza che difficilmente offrono gli ermetismi e i surrealismi dei nostri poeti moderni ai loro stanchi lettori." E questo è il giudizio espresso sul poeta montefalcionese da "FIORISCE UN CENACOLO", rivista mensile internazionale di Lettere e Arti dell'Accademia di Paestum (Salerno): " Un grande Canzoniere dell'anima dove il respiro del classicismo spira dal sottofondo ma dove moderno è il linguaggio in cui il canto si esprime, assertore come è il Pagliuca di una poesia che deve avere una stia funzione altamente umana e sociale, di una poesia che sia quella del cuore, la poesia che sgorga dall'anima, la poesia dell'Amore".

Peccato che il nostro illustre poeta non ha mai citato il paese natìo, verso il quale, negli ultimi anni, si è comunque avvicinato e per il quale nutre profondo e fervido amore.

L' appellativo di "Il Poeta di Montefalcione" gli è stato attribuito per la prima volta nel 1998 dal Direttore del periodico mensile Progresso Democratico, Preside Prof. Oreste Marinucci di Frosinone, al quale il Pagliuca è legato da fraterna amicizia.

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