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d'alelio valerio

IL RE DEL PIANO BAR Valerio D’Alelio, 47 anni di carriera sull’onda dei ricordi LIVORNO «Bocelli?  Lavorava per me.

E Panariello mi cercava sempre, si dava un gran daffare per riuscire a sfondare». E poi Dario Ballantini, Jerry Calà... tutta gente che, come si dice, ha "svoltato".

Ha raggiunto la celebrità, quella con la "c" maiuscola. Lui, Valerio D'Alelio, no. Oddio, è conosciutissimo ed amatissimo in tutta Italia, ma pur essendo stato per tante star qualcosa di molto simile ad un maestro, le vicende della vita e le sue scelte nel segno della coerenza non lo hanno valorizzato in termini di notorietà per quanto avrebbe meritato.

Oggi D'Alelio festeggia felicemente 47 anni di carriera: musicista, intrattenitore, re dei pianobar.

Era il 1964 quando; ragazzino, prese in mano le bacchette della batteria e iniziò a suonare nei Corvi. «Si respirava aria nuova al tempo racconta - stavano arrivando i Beatles e un carico di altre primizie. Reperire uno strumento non era semplice, e chi si metteva in testa di averne uno desiderava solo suonare, sfondare e vivere di musica».

Ne ha percorsa tanta di strada: partito nel'68 dall'Irpinia Montefalcione si è presto stabilito a Livorno. «E da lì ho cominciato a viaggiare, da sud a nord: prima insieme al mio gruppo storico, i Modì, poi in mille avventure come il Festivalbar, Domenica In, attore per show televisivi con Antonello Falqui, musicista sulle navi da crociera con Gabriele Borghini e infine la scelta del pianobar come solista polistrumentista. Un lavoro che ancora oggi mi regala emozioni, un'attività che il pubblico apprezza».

Il suo repertorio - dice - abbraccia cento anni di musica italiana' e . _ internazionale. «Non sono solo cinquantenni a venire alle mie serate, in platea accolgo anche ragazzini E alla ime degli spettacoli si avvicinano e mi dicono "D'Alelio, sai che sei proprio in gamba". E' il motivo per cui continuo a suonare: voglio toccare le corde dell'anima di chi mi ascolta. All'ultima notte bianca di Castiglioncello ho suonato senza mai fermarmi dalle 21 alle 4 del mattino: ero in trance, perché la musica è vita».

Anche se, per D'Alelio, quella di oggi è un'altra Italia. «Negli anni'70 e'80 c'era più voglia di divertirsi, le persone erano serene, allegre, sognavano ad occhi aperti. Ricordo il grande fermento ogni volta che preparavamo una festa, l'atmosfera da sapore di sale. Con poco, sapevamo godercela, ed era comune il senso di aggregazione. Pensi che spesso viaggiavo in autostop: al massimo dopo dieci minuti avevo un passaggio. Oggi sarebbe impossibile».  Una passione sfrenata .per le auto storiche (ha posseduto 14 Jaguar), una vita trascorsa nel mondo dello spettacolo, e una serie di personaggi che in un modo o nell'altro lo hanno affiancato.

Come Andrea Bocelli. Racconta D'Alelio: «Andrea lavorava per me, nel 1984 mi accompagnava al pianoforte, lo pagavo centomila lire a serata. Era un giovane pianista di prospettiva; doveva solo ancora capire il talento e le potenzialità della sua voce. In seguito, grazie agli studi compiuti, è riuscito a diventare il tenore che è oggi>. E poi Giorgio Panariello: “veniva spesso da me, cercava la fama e per realizzarsi si dava parecchio da fare». E ancora Jerry Calà: «voleva partecipare ai miei live, ma io lo fermavo perché lui era un attore e gli consigliavo di rimanere tale», e Dario Ballantini: «Siamo rimasti amici, collaboravamo anni fa in un progetto che abbracciava musica e cabaret. E' un artista geniale, dentro è ancora il ragazzo gentile di allora».

E tanti altri: Sergio Cammariere («è una mia scoperta, lo conobbi quando aveva 20 anni, suonava il piano ma si vergognava di cantare, lo incoraggiai ad aprirsi al pubblico»), Umberto Bindi («un artista malinconico»), Domenico Modugno («conosciuto nel 1975 a Roma, il carisma fatto persona») Romano

Mussolini , Tony Renis, Renzo Montagnani Renato Zero («incontrato al Ciucheba») e Bruno Martino («ha inventato il night di una volta»).

Mentre parliamo, D'Alelio strizza gli occhi, «occhi azzurri che hanno fatto innamorare tante ragazze»,sorride. Sposato, con due figlie (Rachele e Rebecca, quest'ultima . dj fra Londra e Livorno), per 15 anni titolare dell'Astragalo a Castiglioncello dove spesso ospitava a cena Carlo Conti o Gigi D'Alessio. «La musica di oggi? Dopo tre mesi un brano non se lo ricorda più nessuno. Al l'epoca anche pezzi estivi erano arrangiati da miti come Morricone, Nino Rota o Bakalov. Si puntava di più sulla qualità». Oggi D'Alelio lo potete trovare spesso a Castiglione della Pescaia, a Roccamare: «Venite a trovarmi - chiude - vi condurrò in un viaggio nel vostro passato, e alla fine tornerete a casa felici ed emozionati».

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