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Indovinello.....È tunno e non è munno,è verde e non è ereva,è russo e non è fuoco,tene acqua e non è mare.(Il cocomero)

 

Immersa nell’incanto della media Valle del Sabato, in un verdeggiante ambiente rurale di Montefalcione, da tempo remoto la Chiesa di Santa Marina rappresenta un centro di alto interesse spirituale.

statua di Santa MarinaCuriosi, devoti, ciclisti, passanti sono attratti dalla bellezza del luogo e si fermano frequentemente in momenti di intensa riflessione e riposo. Questo luogo di pace, suggestione e preghiera si è arricchito di un nuovo e ulteriore senso del sacro grazie alla statua di San Pio, posta accanto all’entrata della chiesa; tale opera, voluta da Martignetti Nazareno, in segno di devozione, dona al luogo una profonda impronta francescana: sono questi senz’altro i presupposti che rendono tale luogo ricco di senso mistico, basti pensare che accanto alla chiesetta in questione c’era anticamente la presenza dell’eremita Severino Bruno di Candida morto nella prima metà dell’Ottocento, che andava diffondendo il culto e conservava la sacralità di questo tempio.

Negli anni non è mancato il contributo dei devoti che con sacrifici personali hanno custodito il sacro luogo nonostante le calamità naturali e sismiche. Nel primo dopoguerra la Chiesa di Santa Marina è stata ampliata grazie al contributo dei devoti dell’omonima contrada che hanno anche provveduto a realizzare una nuova statua e venerato la santa quale protettrice dai mali contagiosi e dalle calunnie oltre ad essere icona di riferimento del mondo contadino. Molto suggestiva resta anche l’antica edicola che spicca al centro della facciata dell’edifico sacro dove è raffigurata la santa.

Singolari figure del mondo ecclesiastico hanno sempre manifestato una particolare predilezione per la Chiesa Campestre di Santa Marina. Già sul finire del Seicento il Cardinale Orsini, successivamente papa Benedetto XIII, nelle sue visite pastorali invitava a tener cura della chiesa e ne registrava le diciture dialettali, con una celebre frase, ancora oggi ricordata fra le genti del posto: «Qui si dice Marena». Lo stesso presule registrava con soddisfazione, nel Settecento, che il benefattore Pietro Baldassarre aveva salvato dalle rovine sismiche la chiesa. Fratel Venanzio Vari, fondatore del Colleggio “La Salle” in Benevento, noto scienziato e studioso dei terremoti e di meteorologia, amava frequentare la Chiesa di Santa Marina, l’omonima contrada e in modo particolare la casa di Modestino Baldassarre; queste fraterne frequentazioni contribuirono alla nascita, nel 1914, del Liceo nel Monastero di Montefalcione.

A seguito dei danni del sisma recente del 1980, la chiesa è stata ristrutturata, sempre con il contributo economico e la fattiva operosità dei devoti; al riguardo solenne fu la celebrazione liturgica e la benedizione dell’Edificio Sacro, cosi come si legge nella lapide marmorea commemorativa: “S. E. Mons. Serafino Sprovieri dell’Arcivescovo Metropolita di Benevento questa vetusta Chiesetta restaurata dalla pietà popolare consacrò il 6 settembre 1998.” Santa Marina riacquistava quel semplice e antico splendore di una singolare chiesetta campestre, cosi disegnata e riprodotta dall’architetto romano Alessandro Nocera che nel suo viaggio si è fermato e all’aria aperta con la tecnica dell’acquerello ha dipinto, tutto preso dall’incanto della natura e dal mistero del luogo. L’estrema “leggerezza” rappresentativa, la delicatezza dei colori, l’effetto di freschezza e l’immediatezza espressiva dell’artista sono le note essenziali dell’opera. Nei primi anni novanta la Madre Generale delle Suore Francescane Immacolatine, Suor Giovanna Santedicola, in una visita al presepe allestito nelle chiesetta rimane affascinata dalla francescana bellezza del luogo. Lo stesso gesto si è ripetuto recentemente con la visita di una delegazione delle stesse Suore Francescane Immacolatine che hanno rivisitato così i luoghi un tempo evangelicamente frequentati dalla Beata Teresa Manganiello e dal Servo di Dio Padre Lodovico Acernese.

Recente è la visita di S. E. Monsignor Luigi Barbarito arcivescovo italiano, già nunzio apostolico ad Haiti, su nomina di Papa Paolo VI e in Gran Bretagna per volere di Papa Giovanni Paolo II, membro per la Congregazione dei Santi presso la Santa Sede. Il presule, come i suoi predecessori che con la loro visita hanno onorato la chiesetta, Santa Marina e le sue genti, è rimasto affascinato dalla bellezza del posto che nell’elegante sobrietà, grazie alla sua posizione rifugge dai calori estivi, donando refrigerio al fisico e allo spirito del passante.

dipinto di Aldo Melillo

 Il maestro, poeta e scrittore neorealista Arsenio Baldassarre nel suo celebre romanzo storico «Don Ceccantonio e il tesoro» così descrive Santa Marina  "La santa, ritta in piedi, con una toga bianca ricamata in oro, che le scende fino alle caviglie dei piedi nudi e candidi, dalle unghie lucenti come alabastro rosato ed alabastro rosato è il suo angelico viso. Gli occhi grandi ed azzurri le brillano comestelle. I capelli biondo rame le si raccolgono folti sulla nuca in lunghe trecce circonfuse da un’aureola di luce celeste. Una scriminatura bianca e dritta, in pettinatura bipartita e tirata fino alle tempie, mette in evidenza la sua fronte ampia e serena. Nella mano sinistra stringe eP 20170407 122156 solleva una piccola croce d’oro. Nella destra, all’altezza del petto, una palma d’argento. Una stretta cintura rossa le cinge i fianchi”

IAll’interno della chiesa è possibile ammirare: la statua di Santa Marina della prima metà del 1900 donata da Baldassarre Francesco padre della compianta Antonietta; la pittura, riproducente il martirio di Santa Marina, del prestigioso artista Aldo Melillo e la pregevole fattura dell’altare ligneo opera di Accurso Lino con un covone di grano intagliato nel legno e i tralci della vite che riproducono la Parola evangelica che va a fondersi con la cultura popolare contadina.

Mario Baldassarre – tratto da “Il Quotidiano del Sud”

 

 

cardinale orsini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cardinale Orsini, Arcivescovo di Benevento, Papa Benedetto XIIIsul finire del 1600 visitò la Chiesa di Santa Marina

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La chiesetta di Santa Marina nel dipinto di Alessandro Nocera

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 S. E. Monsignor Luigi Barbarito in visita a Santa Marina

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