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Indovinello.....È àota quant’a no castiello e fà ‘e perate quant’a n’auciello.(La canna)

Nel 1837<<parecchi del comune di Montefalcione vennero allontanati dalla patria per disposizione superiore denunciati falsari>>.

Altro episodio:il colera:il tempo in cui era socceduta una sollevazione>>.
Il 12 Luglio 1837 l’arciprete Giuseppe Forcellati scrive all’intendente:<<Le sepolture esalano un pestifero fetore e se adesso che volano per ogni dove lacrimevoli notizie del colera non ci dia opportuno riparo a quando io le rappresento attandosi l’infezione,si appesteranno i cittadini>>.Le parole dell’arciprete trovano riscontro nella realtà:Il contagio vi fù.
Il contabile Giuseppe Pagliuca il 22/01/1839 riferisce all’intendente del Principato Ultra:<<Nel 1837,attesa l’invasione del colera,le spese di scrittoio crebbero a dismisura per l’esorbitante consumo della carta e degli altri oggetti>>.
Ma fu davvero un’invasione quella del colera?<<Il colera a Montefalcione appena si conobbe(leggiamo nei fascicoli dell’intendenza)quantunque negli stati si riportassero tredici individui morti di tal morbo,pure,a parlare senz’alterazione, non furono che quattro.Le poche medicine somministrate in effettivo il furono di proprio moto di farmacisti,per avere occasione a profittare in quel tristo rincontro e senza intelligenza del sindaco di quell’epoca come si può verificare,a che le somme essendo alteratissime sotto qualunque veduta potrebbero ammettersi per la quarta parte.Si osserva che le ricette esibite sono sottoscritte falsamente dal medico,fratello germano del cancelliere e di due farmacisti che tra ducati 19,20 presero 18 ducati e grana 57.Quattro furono i colerici a Montefalcione e questi non furono visitati neanche dal medico condotto,come si può dimandare al sindaco di quell’epoca e ai congiunti dei colerici stessi.L’esserci adunque accordata tale gratificazione fu effetto dell’influenza che esercita il cancelliere comunale fratello del medico sul Decurionato>>.Oltre questa lettura di documenti illuminante per comprendere il fenomeni colera anche il registro dei morti della chiesa madre.
I cadaveri<<affetti dal pestifero colera morbus>>venivano<<seppelliti,atterrati in campagna nel lazzaretto di S.Marco,luogo destinato dalla commessione sanitaria per tali appestati>>.L’arciprete Giuseppe Forcellati,turbato,registra il primo caso di colera il 16 Settembre 1837.Bilancio complessivo:10 morti di colera in Settembre.Ottobre:tre casi.Tra i quali:la bambina Orsola Martignetti<<di soli anni quattro è morta in casa propria dei genitori nel luogo nominato S.Antonio Abate e nel suddetto fu di bicchini trasportata a seppellire nel fondo de parenti nominato pozzillo per essere affetta dal pestifero morbo colera>>.
Dal<<Ponte>>DEL 25/08/1984 ARTICOLO DI FAUSTO BALDASSARRE

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