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Indovinello.....‘O figghio re Pili Pilossa non tene nì carne, nì pili e nì ossa ma la mamma tene carne, penne e ossa.(L’uovo)

Le cifre del fenomeno
Non si può considerare la storia di Montefalcione senza dare un giusto rilievo al fenomeno dell'emigrazione.

L'emigrazione, con i suoi aspetti negativi e positivi, ha avuto un'incidenza notevolissima sullo sviluppo economico del nostro paese e sul cambiamento etico, sociale e culturale che di conseguenza si è verificato.
Montefalcione rientra nel più ampio problema che ha interessato tutta l'Italia e specialmente il Meridione.
Il fenomeno si è sviluppato principalmente in due direzioni:
a) Emigrazione Esterna, quella diretta versi i paesi europei ed extraeuropei;
b) Emigrazione Interna, quella riguardante lo spostamento da una regione all'altra all'interno dell'Italia.
Il flusso migratorio nazionale, sia interno che esterno, è caratterizzato da alcune fasi o momenti diversificati, molto significativi:
1) in crescita progressivamente costante fino agli anni '60;
2) in lieve flessione, ma sempre abbastanza sostenuto, dagli anni '60 agli anni '70;
3) in caduta verticale dagli anni '70 agli inizi degli anni '80;
4) a partire dalla seconda metà degli anni '80 comincia a scomparire del tutto.
È questa una tendenza comune a tutti i paesi dell'Italia Meridionale, interessati a questo grosso movimento, ed in particolare a quelli dell'Irpinia, che ha contribuito in misura più accentuata delle altre province ad ingrossare le cifre del fenomeno.
A Montefalcione la tendenza nazionale, per quanto riguarda l'emigrazione esterna, quella così detta verso i paesi europei ed extraeuropei, è rispettata in pieno.
Prendiamo per esempio il numero dei passaporti che il nostro Comune ha rilasciato in circa venti anni e confrontiamoli col numero complessivo degli emigranti italiani dello stesso periodo:
Emigranti italiani·················· Passaporti del Comune
1950······· Tot.·· 200.306····· imprecisati'
1955········· "···· 296.826················· 98
1960···········································137
1961········· "···· 387.123··············· 129
1962···········································120
1966········· "···· 296.964················· 74
1970········· "···· 151.854················· 27
1971·············································26
1972·············································10
1973········· "···· 117.937················· 22
Dall'esame della tabella si evince che l'esodo nazionale verso i paesi esteri è in progressivo aumento fino al 1961, quando raggiunge la punta massima di circa 400.000 mila persone. Dal 1961 comincia il lento ma graduale calo. Anche a Montefalcione la punta massima si raggiunge negli stessi anni: in tre anni (1960, 1961, 1962) si rilasciano 386 passaporti. Dieci anni dopo (1970, 1971, 1972) i passaporti rilasciati diventano appena 63.
Il fenomeno dell'emigrazione, molto massiccio alla fine del secolo scorso e nei primi decenni del Novecento, subisce una paralisi quasi totale nel periodo fascista, in quanto sono chiuse le porte ad ogni forma di espatrio, essendo l'aumento demografico perseguito dal Regime riservato solo ad uso interno. Riprende quota, invece, subito dopo la seconda guerra mondiale, e questa volta, a differenza di quanto avvenne nella prima ondata migratoria, il flusso è diretto non solo verso i paesi extraeuropei (Argentina, Venezuela, USA e Canada) ma anche e soprattutto verso i paesi europei più industrializzati.
Tuttavia la grande novità di questa seconda ondata migratoria è rappresentata dal fatto che, accanto a una fortissima emigrazione esterna, si sviluppa un'altrettanto massiccia emigrazione interna, soprattutto verso le ricche regioni dell'Italia del Nord.
Questo tipo di emigrazione verso l'interno sembra non avere i caratteri di drammaticità di quella verso i paesi esteri; invece mostra subito il suo volto inumano e umiliante per i poveri meridionali che vengono trattati, il più delle volte, peggio degli emigrati del terzo mondo.
Ecco la tabella di variazione di popolazione in 50 anni. (1 dati si riferiscono ai censimenti ufficiali):
1946·· ab. 4943
1951·· "··· 4855
1961·· "··· 4300
1971·· "··· 4028
1981·· "··· 4243
1991·· "··· 3294
1995·· "··· 3426
È evidente la diminuzione lenta ma costante, con la notevole variazione del decennio 1981 1991; ciò potrebbe far pensare che il flusso migratorio è stato più massiccio proprio in quegli anni. Ma cosi non è.
Le cifre riportate sono state fornite dal Servizio Demografico del Comune che, a proposito del dato del decennio 1981 91, ha fornito la seguente giustificazione: dal 1981 si è proceduto a cancellare d'ufficio tutti coloro che non risiedevano più a Montefalcione. In precedenza la cancellazione avveniva su richiesta degli interessati o per evidenti fattori naturali (morti, trasferimenti di residenza o altro), per cui tantissimi emigranti, che non avevano pensato a farsi cancellare dall'anagrafe del Comune, risultavano ancora iscritti negli elenchi ufficiali, pur mancando da decenni dal proprio paese. Ciò chiarito, possiamo affermare con assoluta attendibilità che Montefalcione, in fatto di emigrazione, non si è discostato dalla tendenza nazionale che registra la punta massima proprio nei decenni precedenti (1951 61 e 1961 71). Ed è proprio negli anni a cavallo tra questi due decenni che il paese si spopola tanto da raggiungere la punta più bassa, al di sotto di 3.000 abitanti. Anzi, all'interno della situazione complessiva il nostro Comune presenta un'altra caratteristica: mentre in tutta l'Italia meridionale la popolazione aumenta, a Montefalcione diminuisce. La diminuzione, tuttavia, non é legata a fattori positivi come per i paesi industrializzati, ma soltanto all'emigrazione. Il fenomeno, perciò, è stato tanto grande da determinare la scomparsa di intere famiglie.
Famiglie numerose come Fasciello, Pistacchio, Cecatiello, Banchetta, Calacchio, Fraddiàvola, Zàmpera, Spallato, Malomo, Scèppelopeppo, in seguito all'emigrazione non hanno in paese alcun rappresentante. Questi sono solo degli esempi e anche molto riduttivi. E che dire delle tante masserie e case di campagna rimaste solo con i vecchi e stanchi genitori che passano il tempo ad aspettare il postino che porti una lettera dai figli lontani; quella lettera, bagnata di lacrime, rimane stretta per ore nella stanca mano della vecchia madre e per più notti le fa compagnia sotto il cuscino. Tra emigrazione interna ed esterna è raro trovare a Montefalcione una famiglia che non abbia un congiunto coinvolto in tale fenomeno.

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