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Indovinello.....Ficca ficcanno,rota rotanno,fa quera cosa e po’ s’arreposa.(La chiave)

La Confraternita del SS.mo Sacramento ad un certo punto cessò di esistere e ne fu fondata un'altra: «Il Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo» che riprende il culto di Gesù Eu Caristico.

 

Angelo Titomanlio, vicario foraneo, fonda a Montentefalcione la confraternita del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo sotto la protezione della Beata Vergine della Cintura e della Salette con regole approva.te dalla Rev.ma curia in data 1° agosto 1882 e eretta canonicamente con bolla arcivescovile dell'U gennaio 1883. Il suddetto vicario, nel giorno dell'apertura solenne 21 gennaio 1883 recita un sermone nel quale sottolinea l'essenza e l'importanza delle confraternite, specie quella del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo. «Un dotto arcivescovo diceva che nulla è più utile nella chiesa che le confraternite, quando siano esse canonicamente stabilite e fedeli allo spirito della loro istituzione. Allora esse servono in modo mirabile a far fiorire la pietà, ad eccitare

l'emulazione del bene, ad edificare i popoli, ad accrescere il fervore colla più assidua frequenza di sacramenti. Inoltre esse aggiungono splendore alle funzioni del culto coi loro canti, con la pompa dei loro ornamenti, colla decorazione; degli oratorii e degli altari che loro appartengono».

Ed ancora aggiunge:

Qui emerge chiaramente la visione di una specifica religione vissuta in chiave prettamente devozionale, contro il quale negli anni di fine secolo correrà l'esperienza della già menzionata Ida Cassi fondatrice dell'istituto delle suore del Sacro Cuore di Gesù che pur apprezzò e valorizzò la centralità del culto eucaristico. Dopo Questa parentesi, è utileriprendere alcuni frammenti concettuali del Sermone di Titomanlio per chiarire il significato che veniva attribuito a una nascente confraternita come quella in questione. Infatti

il Titomanlio afferma che: «Tra le confraternite risplende di luce tutta nuova e vivissima quella chiamata del Preziosissimo .sangue di Nostro Signore Gesù Cristo. La divozione al Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo è antica quanto 1a religione Cristiana, poiché sin dal principio essendosi compresa dai fedeli la parola dell'apostolo».

«E lode sia alla pietà dei buoni cittadini montefalcionesi i quali non furono mai a nessun altro paese secondi nell'illustrarsi di quelle sante istituzioni che tornano ad onore e gloria di Dio. Si, in questo paese vedemmo non sono molti mesi sorgere 1a benedetta unione, alla quale molti cedendo al nostro invito, accorsero per iscriversi' Benedetti voi.' Così contribuiste non solo a render chiaro i1 nostro paese di un'istituzione carissima al cuore di ogni buon cristiano, a glorificare questo tempio, ma a partecipare qui ad un tesoro di grazie il quale non può essere disconosciuto se non da coloro i quali non volendo saperne di religione vanno lungi da Gesù Cristo e dalla sua chiesa. La confraternita del Preziosissimo Sangue, voi ben sapete non solo ha per fine di onorare Gesù Cristo, ma di richiamarci a Ì,ente quanto Egli ha fatto per amore di noi; il Sangue di Gesù Cristo ha cancellato l'eterna maledizione del peccato di

Adamo.

Il Sangue di Gesù Cristo ci ha purificati e ritornati all'antico diritto della figliuolanza di Dio, ci ha fatti eredi del cielo. Devoti del Preziosissimo Sangue, voi siete in particolar modo i soldati di Gesù Cristo; siate attenti, vigilanti, operosi, tenete sempre ardente la fiamma dell'amore, sempre viva e forte la vostra fede. Coraggio dunque, correte fiduciosi a questo altare che è i1 vostro albergo, stringetevi a quel Crocefisso che è la vostra bandiera, fortificatevi dei sarti sussidi che qui vi vengono prodigati. I tempi si fanno tetri e nuvolosi, non, temete 1a tempesta, Gesù Cristo con un cenno 1'acqueta. Gli uomini si fanno sempre più perversi, non vi facciano paura.. Gesù Cristo con un semplice cenno 1i atterra. I1 demonio si leva tremendo, non fuggite, che Gesù Cristo è di tanta forza da fiaccarlo, Vincerlo. Coraggio, procedete con ardenza e fermezza e siate certi che per l'opera vostra, cara rimunerazione vi è serbato in cielo».

Leggiamo nella richiesta fatta all'arcivescovo di Benevento Camillo Siciliano di Rende, il 15 giugno 1682 che la Pia Unione del Preziosissimo Sangue nella parrocchia di Montefalcione, chiesa Matrice, altare di Maria SS.ma.

Addolorata aspira ad essere aggregata alla primaria esistente in Roma, ad effetto di partecipare dei beni spirituali ed indulgenze. Adesso diamo uno sguardo alle regole di questo sodalizio, il cui fine è operare ogni cosa con perfetto disinteresse, e mirare unicamente alla sublime gloria di Dio, guardandosi bene dall'assomigliare a quelle anime mercenarie ed interessate, le quali non fanno nulla se non per averne un ricambio.

Il primo capitolo afferma: << I fratelli e sorelle che bramano essere aggregati dovranno fare apposita istanza alla Banca, muniti della propria firma, ove sia espresso nome, cognome, età, patria, condizione e domicilio. Tale istanza leggerassi in pubblica riunione, affinché prender si possono le opportune informazioni, per le quali si farà eccezione sopra persone Ecclesiastiche meritevoli di speciale riguardo. Ammesso che sarà, farà la sua vestizione quando dopo tre mesi di Noviziato (nel qual tempo eseguirà con esattezza tutto cio che sarà ad esso prescritto) a maggioranza di voti segreti se ne farà la conferma da chi spetta. Di quelli che non restano ammessi si terrà elenco segreto. II confratello o Consorella aspirante verserà nelle mani del tesoriere della confraternita l'elemosina stabilita dalla Banca per diritti di entratura, ed assumerà l'obbligo di pagare in ogni sei mesi centesimi

settantacinque per antistare alle spese occorrenti della confraternita. La banca nella ricezione dei confratelli e delle consorelle abbia di mira di ammettere quelli solamente dai quali si possa sperare frutto di buone opere, colla speranza di preparare con essi nuovi e più validi puntelli allo stabilimento del nostro sodalizio. Quindi sono esclusi coloro che tengono condotta riprovevole sia morale, sia ci~ ile; come pure gl'infamanti e gl'infami; coloro che sono creduti denunzianti, intriganti, nel riflesso che perdendo la nostra confraternita un'individuo di simil fatta, non fa una perdita ma un acquisto impareggiabile, poiché siccome un albero che ha sempre menato frutti buoni s'imbastardisce e produce frutti pessimi, perché ad esso furono innestate gemme di frutti di tal fatta, onde tutto l'albero viene condannato ad essere tagliato e gittato nel fuoco; così se nella nostra confraternita si ammettono individui di tal conio corra pericolo di far crollare tutto l'edificio delle nostre sante istituzioni .fin dalle fondamenta».

Dalla lettura di questo capitolo emerge come la struttura confraternale sia pienamente calata nell'ambiente, e come la norma non possa prescindere dalla realtà. In questo periodo infatti, nel paese c'è una rivalità fra i notabili, fra gli stessi sacerdoti, che con i loro comportamenti ricchi di contrasti generano pettegolezzi, plasmando un tipo di comunità non priva di chi vede nella chiesa un piccolo affare e uno spazio di narcisismo, di riscatto del misero protagonismo. Un'altra caratteristica di questa struttura ecclesiale due possibilità che viene data al mondo locale religioso di aderire senza alcun limíte di età: «possono ascriversi anche i bambini di un sol giorno nati, come ivegliardi, purché abbiano le qualità suesposte. Nemmeno viene proibito di ascriversi chi versasse in pericolo di vita, purché 1a famiglia dell'infermo si convenga colla banca circa l'emolumento, prendendo in considerazione l'esito straordinario a farsi per 1e messe da celebrarsi ed altro occorrente per l'associazione. Per questi però e per i ragazzi fino al sesto anno compito non vi sarà 1a cerimonia della vestizione» .

Oltre le funzioni parrocchiali, l'oratorio è un momento fondamentale per la confraternita. Infatti nel capitolo II si afferma: «I confratelli che non sanno recitare 1'uffizio reciteranno 1a corona del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo.»

La pratica religiosa si concentra sull'esame di Coscienza. sull'uso delle giaculatorie, sull'ascolto della messa, sulla meditazione delle verità esterne, sull'accostarsi ai sacramenti, sulle opere pie, e sul lucro delle indulgenze. Si sottolinea la funzione del gruppo confraternale nei riguardi del defunto. E qui ci si riallaccia a tutta una tradizione, al tema della morte confortata alla storia della sensibilità paesana nei riguardi di queste evento, «nella morte di un confratello o consorella, datone l'opportuno avviso, debbono tutti i fratelli accompagnare i1 cadavere nella rispettiva sepoltura con divozíone, modestia e silenzio, e quindi si reciteranno per i1 medesimo dai confratelli suddetti tre notturni con 1e laudi dell'officio dei morti. Le consorelle e confratelli che non sanno leggere l'officio, reciteranno un Rosario di 7 poste in suffragio del defunto confratello o consorella. Gli si farà celebrare pure in suffragio della di lui anima, una messa cantata, purché abbia contribuito l'assegnata limosina. Venendo 1a nostra confraternita richiesta per un'associazione di chicchessia non appartenente a1 nostro istituto, stabilita l'elemosina dalla banca, i nostri confratelli saranno pronti ad associarne i cadaveri per dar loro sepoltura Ecclesistica, procurando di non mancare a questa Pia Opera della nisericordia corporale.

In tutte le prime domeniche del mese si dirà nell'oratorio l'ufficio dei morti, sarà celebrata una messa per 1e anime dei confratelli e consorelle, massime per quelli che sono morti in ouel mese, e chi non saprà leggere dirà il Rosario col Requiem aeternam. E prima d'incominciare 1 'ufficio dei morti, il Padre direttore annunzierà i nomi dei confratelli e consorelle morti Jn quel mese. Simile funzione si farà nel giorno della commemorazione dei fedeli defunti. Si dichiara che tanto 1e obbligazioni imposte in questo numero come quelle espresse nel numero precedente portano vincolo speciale di coscienza, quindi quei confratelli che mancheranno per tre volte continue, senza legittima scusa, dopo le debite ammonizioni della banca, potranno essere severamente puniti, e mancando sei volte continue, saranno espulsi dalla confraternita come disobbedienti».

Ma oltre il tema della morte ricorrente, abbiamo quello dell'accordo tra i confratelli, tema sentito in un ambiente allora così pronto alla rissa e alle sterili contrapposizìoni: «Sia tra confratelli e consorelle la pace, l'armonia, la carità, in modo particolare risplenda la bella virtù della santa umiltà, ogni confratello riconosca in tutti un fratello e in questi l'immagine di Gesù Cristo. Ancora si raccomandano ai confratelli e consorelle della confraternita l'assistenza ai poveri orfani, agli infermi, si stabiliranno

degli infermieri i quali praticheranno a turno l'opere della misericordia. Nella prima domenica di luglio di ciascun anno si celebrerà la festa del Preziosissimo Sangue di Vostro signore Gesù Cristo» .

Una particolare importanza rivestono le regole intorno all'abito da indossare dai confratelli; il capitolo III afferma: «nelle funzioni che si praticano nella confraternita, i confratelli useranno i1 sacco nero, con mozzetta similmente nera, orlata di lana rossa, con stemma al lato sinistro del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo, fascia ugualmente di lana rossa, che sosterrà i1 Crocefisso pendente dal collo con una catenella, corona del Preziosissimo Sangue di Gesù a1 lato con rispettiva medaglia. Similmente potranno usare il sacco con mozzetta corrispondente a1 colore usato dalle confraternite della cintura, e del S. Cuore di Gesù. I medesimi sacchi non siano mai in casa propria dei confratelli, ancorché l'avessero fatte a proprie spese, ma si conservino tutti nel luogo destinato per la suppellettile dell'oratorio. Ogni qualvolta un confratello vestito di sacco passerà avanti Gesù Sacramentato bacerà la terra, e lo stesso si praticherà a1 principio ed alla fine delle funzioni dell'oratorio. Si porterà tal'abito dai confratelli nell'andare in processione,

e nell'acconpagnamento dei confratelli defunti, e in tutte le funzioni dell'oratorio. Nelle medesime funzioni il Padre Direttore userà la fascia di color nero col crocefisso pendente dal collo con una catenella».

Dopo aver sottolineati questi importanti aspetti formar consideriamo il numero e le qualità degli officiali che strutturano la confraternita.

Nel capitolo IV si legge: «un Padre direttore é il vertice dell'associazione, egli deve provvedere al buon andamento spirituale, ed è la prima dignità della confraternita. A questo Padre direttore in remunerazione delle sue fatiche dalla confraternita gli si passerà in ogni di 32 dicembre di ciascun'anno, un onorario. Pel decoro e buon andamento della confraternita medesima vi saranno degli officiali, e si divideranno questi in Maggiori e Minori. Gli officiali Maggiori formano la banca e regolano e dìrigono ogni suo interesse. Questi sono divisi in tal modo: un Padre direttore, un Presidente, due Assistenti, ed un segretario. Tale articolazione di persone costituisce appunto 1a banca. Il Segretario, va evidenziato, sarà nominato annualmente dalla banca a maggioranza di voti segreti, e datosi il caso di una parità di voti, il Padre direttore darà il voto decisivo.

Il segretario noterà i confratelli e consorelle che compongono la confraternita, e si occuperà delle risoluzioni prese dalla medesima, e quant'altro riguarda 1a sua carica. Ha un Toto deliberativo come gli altri officiali della banca. Nessun congregato potrà essere eletto officiale di banca se non dopo almeno tre anni di fratellanza, e con una condotta per ogni lato irreprensibile, affinché volendo correggere gli altri non abbia prima a riprendere se stesso. Non potranno essere eletti officiali gli ascritti ad altre confraternite. Gli officiali minori invece sono quattro fratelli consultori, scelti tra 1e tersone più pratiche e zelanti del servizio di Dio. L'ufficio di questi, è di concorrere, chiamati dalla banca, a risolvere e definire 1e cose che spetteranno a1 servizio di Dio, e beneficio dell'oratorio. II loro voto è deliberativo insieme alla banca e saranno nominati annualmente dalla banca medesina a maggioranza di voti segreti. Due fratelli col titolo di maestri novizi hanno i1 compito di aver cura e sorveglianza degli aggregati affinché siano istruiti nei propri doveri, si eseguiscano bene le funzioni, e si proceda nelle processioni con ordine e posatezza. Questi pure saranno noriinati dalla banca».

Si leggano anche l e disposizioni riguardanti

l'economia di questo sodalizio: «i1 fratello tesoriere ha l'ufficio i1 più geloso della confraternita, deve richiamare l'attenzione di tutta la fratellanza, quindi nella scelta di esso, si ponga mente ad un fratello di specchiata onestà. II tesoriere dovrà introitare tutte le rendite della confraternita, ma non ispenderà cosa alcuna senza la legale determinazione in iscritto degli officiali maggiori, o della intiera confraternita. Due fratelli revisori: eletti con maggioranza di voti segreti dalla banca esamineranno 1a gestione tenuta dal tesoriere».

Altri componenti utili a questa associazione sono: «un fratello sagrestano che assisterà alle funzioni, pulirà e terrà bene in assesto l'oratorio. vi saranno pure degl'infermieri, degli avvisatori, dei cantori, tutti nominati dalla banca ».

Una volta chìarìta la struttura, gli e elementi costituenti l'associazione, non possiamo trascurare il riodo di eleggere gli officiali e la loro durata in officio.

Capitolo V: «1a elezione degli officiali maggiori e minori dovrà essere compiuta nel mese di dicembre di ciascun anno. La durata di ciascun officio sarà di un anno, fatta eccezione per Padre direttore che sarà scelto dalla Rev.ma

Curia Arcivescovile di Benevento. L'elezione del Presidente, due assistenti e tesoriere deve farsi presente i1 Parroco e Vicario Foraneo pro tempore».

Questo capitolo continua nei dettagli la spiegazione delle norme da osservarsi per l'elezione degli officiali, ma quando le operazioni saranno compiute tutti dovranno accettare con carità ed umiltà gli Uffizi che saranno loro dati sotto pena della privazione della voce attiva e passiva per sei mesi. Un altro passo merita di essere riportato se non altro perché esso rispecchia la situazione conflittuale della comunità in cui s'indivìdua l'istituzione ecclesiale «viene scrupolosamente ordinato da queste regole che tutti i confratelli nella scelta dei superiori non si faccino raggirare in partiti, i quali sono la morte di ogni santa istituzione, ma attendino solamente a scegliere persone probe, caritatevoli, zelanti dell'incremento della confraternita; siano pie, laboriose, osservanti, frequenti all'oratorio, pudiche, capaci di sostenere l'andamento della confraternita, non dedite ad alcun vizio (...).

Il Padre direttore nel giorno dell'elezione degli officiali spiegherà queste regole, acciò i confratelli meno esperti conoscano bene i caratteri dei quali dev'essere insignito ciascun candidato, quindi fatta la lettura specialmente dei presente capitolo intuoni i1 Veni Creator Spiritus con le altre preci all'uopo, e si proceda all'elezione». oltre le regole scorrendo questo testo della Pia Unione, riscontriamo l'assenso, il riconoscimento in legittima e canonica Confraternita del Preziosissimo Sangue di ' Nostro Signore Gesù eri sto. serto sotto la protezione della Beata Vergine della Cintura e della Salette, da parte dell'arcivescevo Camillo Siciliano di Rende nel giorno 11 gennaio 1883. Questi tra le altre cose esorta poi i confratelli «che procurino infra quattro mesi di aggregarsi con qualche arciconfraternita della città di Roma, perché in tal modo aggregati siano forniti a dovizia dei tesori delle indulgenze». In altre pagine dei libro delle norme in questione si riporta il «Diploma di aggregazione» di questo pio sodalizio all'apostolato della preghiera e all'arciconfraternita del S. Cuore di Gesù eretta in Roma nella chiesa di S. Maria della Pace e il sommario delle indulgenze. Il sacerdote ispiratore, fondatore di questa confraternita nella conclusione si chiede: «che mai può mancare più ad un'associazione così favorita per assicurarle ogni prosperità e sempre maggior incremento?».

Oltrequeste regole sopra citate, un documento che ci informa su questa confraternita è il «Summarium> del «formale giudizio» fra il Monte dei Morti e il sodalizio del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo, iniziato il 1 aqosto del 1909.

La confraternita del Preziosissimo Sangue, secondo il giudizio del sodalizio del Monte dei Morti cercò più volte di prendere la precedenza sia nelle processioni ecclesiastiche che nell'accompagnamento funebre, e questi abusi determinarono ostilità, reclami e successivamente, il «formale giudizio». Fu iniziata una causa alla Sacra Rota di Roma in cui fu riconosciuto il diritto di precedenza completa al sodalizio del Monte dei Morti o Buona Morte.

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