1948

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Arturo GuarinoNel 1948 la corrente d'ispirazione Cattolica uscì dalla GGIL e fondò la LIBERA GGIL che, nel 1950 assunse il nome di CISL (Confederazione Italiana Sindacati dei Lavoratori). La CISL sotto l'influenza di Giulio Pastore e del gruppo culturale cattolico di "Cronache Sociali" acquistò la fisionomia di un movimento interclassista, che riprendeva e rielaborava il pensiero sociale cattolico mirante alla cooperazione fra capitale e lavoro. Anche a Montefalcione la CISL è presente con Arturo Guarino che promosse cantieri di lavoro e la cosiddetta "Carovana" (associazione di ippotrasportatori) che assicurava lavoro e previdenza sociale.

 

I risultati di questo impegno sul piano politico si possono verificare negli esiti elettorali. A Montefalcione nel Referendum Istituzionale del 2 giugno 1946, per la Repubblica votano 531 persone, mentre la Monarchia raccoglie il consenso di 1498 voti. Montefalcione rispetto agli altri paesi della provincia esprime però un consistente orientamento repubblicano e progressista se si pensa che il paese aveva una devozione verso la Casa Savoia infatti avverti nel 19001' assassinio del re Umberto come "il più grande delitto del secolo". I Montefalcionesi "immersi nel lutto per l'amato sovrano tributarono la solenne commemorazione con funerale nella Chiesa Matrice". Sempre nel 1946 la DC nelle elezioni politiche in una sorta di graduatoria si colloca al quarto posto: la Monarchia (voti 1498), la Repubblica (voti 531), i Combattenti (voti 711), la Democrazia Cristiana (voti 471). Nelle amministrative di novembre al primo posto: Il Blocco Popolare (voti 729), L'Uomo Qualunque (voti 625) e la Democrazia Cristiana con 344 voti.

Le elezioni politiche del 18 aprile 1948 sancirono il primato della DC in provincia, a Montefalcione la DC ottiene 713 voti, la Monarchia 958 voti e il Fronte Popolare 536 voti.

Le elezioni amministrative del giugno 1952 vedono la sconfitta delle sinistre simboleggiate nella Tromba con 700 voti, Stella e Corona (destre) con il suffragio di 999 voti e pertanto quest'ultima governa la cosa pubblica. Per la DC votano 405 persone. La DC in questo periodo vara la "legge truffa", una riforma elettorale che avrebbe reso più stabile la maggioranza. Si verificarono contestazioni di piazza. Questo nuovo meccanismo elettorale fu combattuto anche dai comunisti montefalcionesi, che nella legge vedevano "il tentativo di colpire alla base la Costituzione della Repubblica e l'annullare l'eguaglianza del voto in modo da impedire il libero e democratico svolgimento della vita nazionale".

7 giugno 1953: elezioni per la Camera dei Deputati: 898 voti alla DC, 811 al Partito Nazionale Monarchico e 374 ai Comunisti.

Questo incremento di consensi alla DC lascia intravedere una possibile affermazione elettorale che avverrà infatti nelle amministrative del 1956. Antonio Chiuccariello capeggia la lista di sinistra, che reca il contrassegno della Tromba con la scritta "per la rinascita del mezzogiorno". Il prof. Chiuccariello laureato in Chimica e in Farmacia è iscritto al PCI dal 1944. È stato "sottotenente di complemento dell'arma chimica dal 1940 al 1943, meritò a Terni in qualità di comandante di un settore nebbiogeno, un encomio solenne per ottimo comportamento in combattimento. Sindaco dal 1947 al 1949, durante la prima amministrazione Popolare di Montefalcione che (secondo un periodico provinciale) fece del Comune una scuola di democrazia e della democrazia un'esperienza di popolo, realizzando la partecipazione di questo alla vita comunale... adottò una sana politica tributaria facendo pagare i ricchi ed esonerando i meno abbienti. Per questo motivo fu sospeso insieme alla Giunta da un arbitrario Decre to Prefettizio, il qual fu successivamente annullato dalla Corte di Appello e dalla Corte dei Conti. Quest'ultima si pronunziò a completo favore degli amministratori e li esonerò da qualsiasi responsabilità. Oggi, dopo un quadriennio di amministrazione monarchica il prof. Chiuccariello... si ripresenta alle elezioni amministrative alla testa di una lista di democratici ed onesti cittadini..." (Il Progresso Irpino, Avellino, 17 maggio 1956, pag. 2). Il PCI mirava così a riconquistare l'Amministrazione per continuare e consolidare un'azione politica condotta dal dott. Achille Chiuccariello, dal dott. Alfredo Chiuccariello, da Giuseppe Baldassarre di Luigi, da Sabino Saccone e altri nella "patria" di Ugo Girone Ludovico di Alfonso (1897 1977) politico di fama che ha svolto diversi ruoli nell'ambito della sinistra e con una vita travagliata fatta di esilio, di fondazioni, e di approdo infine nel partito Social Democratico Italiano, di cui divenne Segretario Provinciale. Sempre nelle elezioni del 1956 il primo posto nella lista Monarchica è del maestro elementare Giuseppe Baldassarre di Gaetano nato a Montefalcione il 23 settembre 1920, combattente nella seconda guerra mondiale. La Democrazia Cristiana ha per capolista un altro maestro elementare: Vincenzo Reppucci (1892 1964), figlio di Giuseppa Baldassarre e di Ercole, che prima della nascita della Repubblica, aveva ricoperto nelle varie amministrazioni ruoli di Consigliere Comunale e di Assessore del Comune, combattente nella prima guerra mondiale con il grado di Caporal Maggiore di Fanteria e nella seconda con il grado di Tenente di Fanteria. Questi sposa Michelina Tango, vedova Ciarfera, maestra e direttrice didattica.

Il figlio Nicola Ciarfera (1915 1957) è europeista convinto, stretto collaboratore di Altiero Spinelli, l'altra figlia Carmelina , diplomata in pianoforte, nel 1952 apre un'industria per la fabbricazione di lucido per calzature, cere e simili che dava lavoro ad alcune decine di operai del paese. Nella lista capeggiata da Reppucci figura al n. 9 il venticinquenne Nicola Mancino, che aveva assunto la carica di Segretario della locale Sezione DC e si era dimesso nel dicembre 1955.

Ultimo aggiornamento (Domenica 08 maggio 2011 15:05)