Indovinello "Popolare"

È tunno e non è munno, è verde e non è ereva, è russo e non è fuoco, tene acqua e non è mare.
(Il cocomero)


TRADIZIONI
C'era una volta
ARTISTI LOCALI
Home Storia del Novecento Storia del Novecento

Storia del Novecento

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Chiuccariello Danilo

 

Il novecento

La storia di Montefalcione nella storia della nazione

1900 L'ALBA DEL NUOVO SECOLO


001Il 1900 era l'anno in cui si usciva dal secolo XIX e si entrava nel XX. L'Italia era una monarchia parlamentare il cui sovrano era Umberto I di Savoia secondo re d'Italia sul trono dal 1878, figlio del primo re d'Italia Vittorio Emanuele II. (Nel 1868 sposò la cugina Margherita di Savoia.

Al ventesimo secolo gli Italiani si avvicinarono senza che ci fossero particolari segni di pace e di giustizia.

Causate sia dalla miope e reazionaria politica del governo e della corona, sia il processo d'accumulazione del capitale dell'industria nascente.

Per la politica di espansione coloniale in Africa, che Umberto I perseguì nonostante le critiche degli irredentisti, do002 1896 Aduave gli scali commerciali italiani sulla costa del Mar Rosso divennero la colonia di Eritrea. Ciò comportò un notevole impegno mi litare e una crescente tensione con il regno d'Etiopia. La politica del governo di Francesco Crispi, pur fra incertezze e contraddizioni,  favorì uno scontro aperto con il re etiope Menelik e la popolarità di Umberto I tra le classi popolari scemò in seguito alla disfatta subita dall'esercito, mal condotto e sopraffatto dalle truppe etiopi, nella battaglia di Adua del 1896.

003 1896 menelik

Ci sono state persecuzioni d'ogni genere dei movimenti di protesta sociale; ci sono stati tentativi di abolire il regime parlamentare e di instaurare una sorta di dittatura della monarchia e delle caste dirigenti.

Gli eventi sopra descritti portarono inevitabilmente ad innalzare il costo della vita (Pane lire 0,38 - Carne lire 1,29 - Zucchero lire 1,54 - Latte 0,26 centesimi - Giornale 0,05 centesimi - Biglietto treno Milano Roma lire 35 - 10 sigarette 0,18 centesimi - Telegramma 1 lira - Macchina per cucire 205 lire - Una poltrona alla Scala 15 lire).

Nel 1897 un chilo di pane costava un quarto del salario medio giornaliero di un operaio. L'anno successivo fu certamente il più tragico di quegli anni, a causa dell'ennesimo aumento del prezzo del pane (da 35 a 60 centesimi il chilo) provocò tumulti e rivolte a Foggia, Rovigo, Firenze, Milano, Pavia e Napoli. Le rivolte furono affrontate in modi diversi; a Napoli con la distribuzione di farina gratis, e a Milano dove si ebbe il suo apice, il generale Fiorenzo Bava Beccaris fu nominato commissario straordinario della provincia di Milano c004on l'incarico di reprimere i disordini e di applicare lo stato d'assedio. Svolse il compito con estrema durezza e ordinò alle truppe di sparare con i cannoni contro le barricate dei dimostranti disarmati;si contarono 80 morti e 450 feriti tra i civili.

Nel 1899 ilre Umbertoconfermò il suo autoritarismo premiando (il 6 giugno) con la Gran Croce dei Savoia il generale, che nei tumulti per la protesta del pane, dietro suo ordine aveva sparato sulla folla a cannonate.

All'inizio del '900 si arrivò, così, con poche speranze, tra malattie, disoccupazione, fame e soprattutto la mancanza di un minimo di giustizia sociale; in quanto, la classe dominante continua ad essere costituita da agrari, commercianti e pochi professionisti; i quali erano fermamente interessati a non cambiare la condizione socioeconomica del paese perché era solo così che si poteva mantenere intatto il controllo sulla società.

005Proprio questa situazione favorirà il fenomeno dell'emigrazione in particolare in direzione delle due Americhe credendo di risolvere così i problemi del Mezzogiorno, con un afflusso di 164 lavoratori ogni 10.000 abitanti, contro i 72 della Gran Bretagna, i 39 del Portogallo e i 32 della Spagna.

Questo stato di malessere dell'intera società italiana e soprattutto dei ceti meno abbienti esplode con il disp007 R Elena 1900erato 006 VE III 1900gesto di un anarchico, Gaetano Bresci, nell'uccisione di Umberto I il 29 luglio 1900 a Monza.

Montefalcione devota verso la Casa Savoia "immersi nel lutto per l'amato sovrano tributano la solenne commemorazione con funerale nella Chiesa Matrice".

Alla morte di Umberto I succede il figlio Vittorio Emanuele III (r. 1900-46), che sposò la principessa Elena del Montenegro.

La politica governativa prende un'impronta liberale che favorisce lo sviluppo del movimento sindacale e il suo regno, fino all'avvento della prima guerra mondiale, fu caratterizzato da un periodo di stabilità nazionale e internazionale.

Ultimo aggiornamento (Domenica 05 Dicembre 2010 17:11)