Indovinello "Popolare"

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SAN FELICIANO

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SAN FELICIANO

 

“Nell’anno 1826,addì 14 Settembre,la confraternità del monte dei morti di Montefalcione,desiderando di possedere e venerare il corpo di un S.Martire,si rivolgeva al Cardinale di Benevento il quale accoglieva ben volentieri la domanda e ne dava incarico al Signor D.Camillo Belli a Roma.Questi si occupò ed ottenne le reliquie di un santo sul cui loculo era  scritto:“FELICIANUS in PACE”,la sola notizia che si è potuta avere intorno alla sua vita e martirio”.Il corpo del santo da Roma giunse a Montefalcione,la sera del 26 Novembre dell’anno suddetto,atteso da una grande pompa e solennità alla quale prese parte anche l’ EM°Cardinale di Benevento e in qu0ella occasione si macellarono venti bovini e trecento agnelli e per dare sfogo al pubblico si cucinava lungo le vie del paese.

Nel 1926,essendo trascorso un secolo fu celebrato il centenario:(il paese fu addobbato con archi multicolori ed illuminato a gas acetilene).Dietro questa festa si delinea il quadro della fame dei contadini montefalcionesi,in un contesto socio-economico di miseria e di sfruttamento.La raltà è la fame.Attualmente,però,la festa non si lega più al momento alimentare ma registra un mutamento di significati.

È soprattutto momento di riflessione,di cultura popolare autentica,divertimento, svago,coivolgimento.Il programma religioso è distinto da quello civile ma in contrasto.C’è integrazione.La festività si svolge nei giorni 26/27 Maggio.

Il giorno 26 si fanno i fuochi e suona la musica leggera;il giorno 27 è presente il concerto bandistico che esegue musiche lirico-sinfoniche.La festa di San Feliciano Martire,resta uno dei momenti più significativi della vita del paese;essa si svolge funzioni di recupero,di proposta,senza scadere nel ritualismo o nello spreco.

In una attenta lettura storica del vissuto festivo si colgono le mutazioni della religione locale con caratteristiche specifiche rispetto al cattolicesimo ufficiale.

Proprio in questa festa,un tempo emergevano,tramite i filono culturali secolari,i temi del religioso e del folklorico.Basti pensare come l’elemento sangue,così decisivo nella cultura popolare e così presente nella sfera del religioso come “preziosissimo”,appare sotto forma di miracolo la sera del 23 Maggio 1926,durante la festa del Martire Feliciano.“Alcune bambine ed anche giovanette con alcune devote,che erano rimaste in chiesa a pregare dinanzi al Santo Martire,gridavano ed affermavano intimorite di aver visto il sangue liquefatto nell’ampollina,che giace nell’urna”.Ciò che colpiva era l’assenza di una biografia del Santo.L’unica storia:il suo corpo,la sua ferita.È stato proprio questo vuoto biografico ad alimentare la fantasia popolare per cui ciascun montefalcionese si è costruito il suo S.Feliciano,inquadrato nella civiltà contadina.Allo stato attuale lo sguardo verso il sacro è mutato.Le scenografie,i timori e i tremori,le forti emotività sono attenuate o scomparse,ma resta quel raccogliersi  intorno al corpo del Santo, segno di cristianesimo autentico.Nella Chiesa di S.Maria di Loreto;si svolge l’Ultima Domenica di Maggio la modesta festa in onore di“S,FELICIANO-MARTIRE”.Sono presenti anche numerose bancarelle.La processione esce verso le ore 18 ed è accompagnata dalla musica.In piazza Marconi poi la banda musicale fa sosta per eseguire vari brani.A conclusione della festività verso le ore 1 di notte vengono eseguiti bei fuochi pirotecnici.

 

(Dal<<Ponte>>del 19/05/1984;del 11/05/1985;del 10/05/1986,art.di Fausto Baldassarre)

Ultimo aggiornamento (Martedì 26 Aprile 2011 18:45)