Indovinello "Popolare"

Non ‘o chiami e quiro vene, non ‘o vatti e quiro allucca, non l’acciri e quiro more.
(Il peto)


TRADIZIONI
C'era una volta
ARTISTI LOCALI
Home Piccoli e grandi fuochi Appendice glossario termini pirotecnici Finale pirotecnico

Finale pirotecnico

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Finale pirotecnico

 

Il· finale pirotecnico, o semplicemente· finale,è una sequenza dirompente di coppie· intreccio e· controbomba

Si presenta con una incalzante serie consecutiva di lanci che si esegue tipicamente come chiusura di una manifestazione· pirotecnica in cui, tipicamente, nella prima parte si lascia spazio alle singole· bombe da tiro a più spacchi. Il finale è usato sia nei fuochi di giorno che di notte. Per preparare un buon finale occorre utilizzare parecchi· mortai con diversi· calibri, a cominciare dalle piccole dimensioni (7-9 cm di· diametro) fino ad arrivare alle grandi dimensioni (18-30 cm), i quali vengono messi in fila e collegati con una miccia. Il numero dei mortai usati in un finale varia in relazione al costo sostenuto per il finale stesso.

Un finale non segue una norma precostituita perché il pirotecnico è un artista e come tale può spaziare attraverso diverse soluzioni, plasmando l'esecuzione in tanti "registri" consecutivi di bombe; in gergo, significa essenzialmente adoperare un certo tipo di bomba in un numero prestabilito di mortai (per es.: nel 1° registro, 10 bombe ad uno spacco con bombe all'oscuro; 2° Registro, 10 bombe a stelle con colpo scuro; e così via), armonizzando il tutto con gusto e simmetria.

L'operazione cruciale in un finale consiste nel calcolare la lunghezza delle "spolette di ripasso" che vengono inserite tra una bomba e l'altra nei mortai per dare alla sequenza di lancio una determinata "cadenza". Le bombe nel finale non vengono infatti lanciate simultaneamente, ma s'innalzano una dopo l'altra con un ritmo ben preciso, che può variare tra un registro e l'altro, fino ad arrivare alla fragorosissima "fuga" (la "strenta", in dialetto napoletano) conclusiva che avviene col lancio simultaneo di parecchie bombe, per poi scemare nuovamente in un certo numero cadenzato di grosse· che, con le ultimissime bombe all'oscuro di diverso calibro, chiudono l'esecuzione.

Una tipica sequenza di registri in un finale è fatta da:

1) botte a stucchi (calibro 8 cm);

2) bombe spacco e botte (calibro 9-10 cm);

3) bombe a pioggia (bianca, salice, tremolante, scoppiettante);

4) fermate (calibro 16-18-21 cm);

5) strenta (calibro 9-16 cm);

6) sequenza finale di colpi scuri

I· mortai contenenti le bombe dei vari registri vengono disposti vicini e collegati con una "miccia di passaggio" che le accende una alla volta in una precisa cadenza. Sulla miccia di passaggio tra una bomba e l'altra è in genere applicata anche una· spoletta carica di polvere, in modo tale da tenere in conto i valori delle "spolette di ripasso" alloggiate nella bomba lanciata precedentemente e in modo anche da sostenere a terra l'effetto dell'onda d'urto dovuta al lancio di quest'ultima: tale accorgimento consente alla bomba in partenza di alzarsi a tempo e in modo corretto.

Un finale che s'interrompe durante l'esecuzione è detto "finale spezzato": spesso ciò è dovuto all'interruzione del cammino del fuoco sul filo principale che lo conduce ai mortai.

Pioggia

La pioggia è un particolare effetto dato da una guarnizione di una· granata, normalmente di colore bianco argento, bianco-dorato oppure dorato e che a seconda degli effetti si divide in:

salice a cascata dorata;

pioggia luccicante;

pioggia tremolante;

pioggia scoppiettante.

Pupatella

Le "pupatelle" sono delle piccole· granate che anticipano la ; sono composte da piccoli pezzi di colori.

Strenta o fuga

La "fuga" (in dialetto napoletano, " strenta") è la parte conclusiva del· finale pirotecnico, caratterizzata da un ritmo incalzante fino al colpo oscuro conclusivo.

Tracchiare

Tracchiare, in gergo, significa collegare le bombe del finale tra loro.

Batterie d'onore

Le· batterie d'onore sono fragorosissime sequenze di· bombe all'oscuro e vengono incendiate di giorno ed in più punti di una città specialmente durante il passaggio per le vie della processione del· santo patronoEsse sono formate da parecchie bombe all'oscuro non lanciate in aria ma appoggiate sul terreno e di calibro via via crescente, dai 5 cm fino ai 20 cm che si accendono tutte contemporaneamente.