Indovinello "Popolare"

‘O figghio re Pili Pilossa non tene nì carne, nì pili e nì ossa ma la mamma tene carne, penne e ossa.
(L’uovo)


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Nel terzo centenario del Santo Patrono

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Nel terzo centenario del Santo Patrono

Proclamata Santuario di S.Antonio la Chiesa Madre di Montefalcione

 

Saranno certamente in molti a chiedersi che cosa sia cambiato nell’antica chiesa parrocchiale di Montefalcione dopo la sua elevazione a Santuario di S.Antonio. Non mancano nella nostra provincia chiese insignite di titoli particolari:a Prata la basilica paleocristiana dell’Annunziata,a Solfora la colleggiata di S.Michele,ad Avellino il duomo,per citarne alcune.Ma la parola Santuario ci richiama subito alla mente località quali Montevergine,Caposele,Sant’Angelo a Scala,Montella, Altavilla con i loro rinomati santuari rispettivamentente della Madonna,di S.Gerardo,di S.Silvestro,del SS.Salvatore,di S.pellegrino,per citare i più noti.

Che cosa fa di una chiesa un Santuario?Il termine si usa per indicare una particolare categoria di edifici e luoghi sacri,con caratteri propri.Il Santuario il più delle volte sorge in luoghi impervi e isolati,là dove un fenomeno naturale,una visione di qualche fedele,un miracolo richiamano,per la loro particolare manifestazione della divinità,un afflusso di fedeli anche da luoghi lontani.

Mentre per le altre definizioni riguardanti le chiese(patriarcale,basilica,cattedrale

o duomo,abbaziale,collegiata,regolare,conventale,religiosa,ricettizia,parrocchiale)i            regolamenti ecclesiastici sono abbastanza precisi;per il Santuario non trovano una appropriata definizione.La parola Santuario rimane ancora oggi un termine <<popolare>>.La denominazione,poi,per analogia,viene comunemente attribuita a quei luoghi sacri,di tutte le religioni,antiche e moderne,i quali presentino una qualche somiglianza con i santuari dei tempi nostri.Senza andare a scomodare i famosissimi santuari dell’antichità classica greca e romana,vorrei ricordare che nella nostra provincia esisteva un famoso santuario delle tribù sannitiche dedicato alla dea Mefite nella valle di Ansanto,oggi in agro di Rocca S.Felice.

Il trionfo del Cristianesimo determinò la decadenza e la distruzione,dei Santuari pagani.Nel Medioevo erano frequentissimi i pellegrinaggi a Santuari(o meglio,a luoghi santi):la Palestina,Roma,Santiago di Compostela in Spagna e più vicino alle nostre zone,S.Michele del Gargano.Con le fondazioni di nuovi Ordini religiosi, vennero ad assumere carattere di Santuari i luoghi resi venerabili dalla tomba o dal ricordo di fatti insigni o miracolosi compiuti dai santi.Sorsero così i Santuari francescani di Assisi,della Verna,di S.Antonio da Padova.Nel secolo XVI la Contoriforma vide sorgere molti nuovi Santuari,per lo più di carattere mariano,oppure ebbero la loro attuale sistemazione antichissimi luoghi di culto della Madonna.In molti casi si vennero ad affollare attorno al tempio maggiore,o all’interno di esso,le<<cappelle>>,spesso donate da comunità o da privati.

L’uso linguistico con il quale si esprime il concetto,rileva nei parlanti la consapevolezza della distinzione fra Tempio e Santuario.Un tempio può essere costruito dovunque e la sua sacralità dipende da un atto di consacrazione che lo delimita dallo spazio profano;la sacralità del Santuario dipende invece da una  presenza sacra del luogo,avvertita prima che il luogo sia scelto a sede di culto. Questa presenza può essere soltanto vagamente intuita,ma può anche concretarsi in manifestazioni straordinarie e miracoli.Il Santuario si presenta come uno spazio sacro al pari di tutti gli altri luoghi di culto,ma indissolubilmente legato alla propria posizione(topografica),sede di una determinata manifestazione del sacro,la cui fruizione è inscindibile dalla presa di contatto con il luogo.A differenza di altri luoghi di culto il Santuario è connesso intrinsecamente al fenomeno religioso del pellegrinaggio.Il Santuario di S.Antonio da Padova si lega a Montefalcione, indissolubilmente.Sono stati i montefalcionesi con la loro secolare devozione al Santo a trasmettere ai fedeli,anche di altre comunità,il culto per il Santo e la sacralità di un luogo.

(Dal<<Ponte>>del 27/08/1988,articolo di Fausto Baldassarre e Virgilio Iandiorio)