Canto  "Popolare"

Lo nnammorato mio se chiama Peppo: è lo megghio iocatore co le carte.
S’è già ghiocato la sòla re le scarpe, appriesso se ioca puro la mogghiere.


TRADIZIONI
C'era una volta
ARTISTI LOCALI
Home Montefalcione e l'emigrazione Montefalcionesi a Boston

Montefalcionesi a Boston

Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 
Boston, capitale del Massachusetts, è la città degli USA col più alto numero di Montefalcionesi.

 

Nel Capoluogo e nel suo hinterland, vivono e operano attualmente intere famiglie di Montefalcionesi che, grazie all'impegno, al sacrificio e all'intelligenza sono riusciti a farsi onore in ogni campo.

Sono legati tra loro da un forte spirito di solidarietà dovuto all'amore per il paese d'origine. Il punto di unione di questo spirito di fratellanza è dato dalle usanze montefalcionesi, ancora molto vive tra tutti coloro che vivono lontano.

Tra le cose indimenticabili del proprio paese, per il quale sentono sempre nostalgia, vi è il culto per S. ANTONIO, Protettore e Patrono di Montefalcione.

L'ultima domenica di Agosto si celebra a Boston una grande e solenne festa in onore del Santo, in concomitanza con quanto avviene nel proprio paese. Chi vive a Boston in quel periodo ha l'impressione di trovarsi a Montefalcione.

Questa di celebrare la Festa di S. Antonio è una forte tradizione alla quale sono legate quasi tutte le comunità montefalcionesi sparse nel mondo. Essa rappresenta, forse, il modo più tangibile per testimoniare il sentimento di attaccamento al paese natio.

I Montefalcionesi di Boston hanno il loro paese sempre nel cuore e la Festa di S. Antonio è soltanto la manifestazione più palese di siffatto sentimento. Oltre la festa, infatti, vi sono tante altre piccole cose che contribuiscono a tenere accesa la fiamma dell'amore per il paese natale: la lingua, o meglio l'inconfondibile dialetto montefalcionese, ancora molto usato nei rapporti sempre vivi tra paesani; le visite di parenti e amici; la conservazione di tipiche tradizioni culinarie; abitudini varie che sembrano di poco conto, ma che per gli emigranti hanno grande significato.

Senza il richiamo di queste tradizioni, il legame col proprio paese sarebbe destinato ad affievolirsi per poi scomparire definitivamente. Ciò in considerazione del fatto che la stragrante maggioranza degli emigranti di Boston, alla pari di tutti quelli che sono emigrati nei lontani paesi d'Oltreoceano (Argentina, Canada, Venezuela, ecc.), non tornano al paese natio, alla fine del lungo periodo di lavoro, ma restano là dove sono emigrati. Al contrario di quanto avviene per coloro che, emigrati nei paesi europei, prediligono trascorrere gli anni della vecchiaia nel sereno ambiente del proprio paese, dove nel frattempo hanno comprato casa e talvolta anche un piccolo pezzo di terra.

Anche le visite alla terra amata e ai propri cari non possono avvenire a ritmo annuale, sia per motivi di lavoro, sia per motivi economici. Fanno eccezione per questo soltanto pochi Montefalcionesi, tra cui Alfonso Contrada e Remigio Saccone, che puntualmente, ogni mese di Agosto, assicurano la loro presenza tra gli amici.

Allora non rimane che aggrapparsi alle tradizioni della propria terra per mantenere vivo il ricordo. E il ricordo del proprio paese allevia i dispiaceri, le malinconie, le tristezze che pervadono l'animo di coloro che sono stati costretti ad allontanarsene per cercare altrove fortuna.

E per questi motivi gli emigranti in paesi lontani cercano di alimentare tra loro sentimenti di amicizia e solidarietà, come nel caso della benemerita Società Filantropica di Boston.

Ultimo aggiornamento (Domenica 05 Dicembre 2010 10:27)