Indovinello "Popolare "
Ce stà na cosa ca pare na pezzottola re caso: va ncopp’a l’acqua e non s’abbagna, va ncopp’ ‘o fuoco e non s’abbrucia va ncopp’ ‘e spine e non se ponge.
(La luna)
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Dominazione Sannitica

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( tratto dalla monografia storica di montefalcione del Prof. G. Pagliuca - Viareggio 10 ott 1926)

 



Della dominazione dei Sanniti, seguita a quella degli Etruschi non è rimasta nel nostro paese traccia alcuna. La ragione di ciò sarà ben palese dopola lettura del presente capitolo.

La storia ci narra che i Sabini, cresciuti in si gran numero da non poter essere più contenuti nella terra natale, istituirono le primavere sacre. Tra il marzo e l'aprile di ogni anno, allo stesso modo che le api giovani sciamano allontanandosi dall'alveare ove son nate, una parte dei giovani Sabini erano costretti ad emigrare. Essi furono detti Sabelli, distinti poi in Marsi, Sanniti, Ernici ecc.

La parte del Sannio fra la Campania e l'Apulia (Puglia) fu chiamata Irpinia.

Tito Livio così ricorda le primavere sacre "Si coprivano di un velo i nati di ambo i sessi, indi si consegnava loro un toro, e poi si mandavano via. Appena arrivati al luogo ove il toro li aveva guidati, lo uccidevano in onore del nume, e poscia pensavano a farsi una casa; donde gli inizi di una città e di un popolo.,,

Dal nome toro (tau rum, toro) presero nome parecchie città; nella nostra provincia sono Taurasi, Taurano, Torella, Teora.

Così l'antica città Sabatium e il fiume che ancor oggi è detto Sabato, rammentano il dio Sabo, adorato da Sabini e Sabelli quale loro capostipite. E non sono forse estranei a tale tradizione i nomi di S. Saba di Avellino e di S. Sabino di Atripalda, come i nomi Sabato, Sabatello, ecc.

Roma nella sua sete di conquista, durò oltre cinquant'anni per assoggettare i Sanniti. Le sue Legioni dovettero sostenere tre guerre; nella seconda di queste subirono lo scacco delle Forche Caudine; nella terza, alla grande battaglia di Sentino cui parteciparono Etruschi, Umbri, e parte dei Galli Senoni, contro i Romani, il console Decio Mus, viste dubbie le sorti della giornata, per rincuorare i soldati si lanciò dove più fitta era la pugna e si sacrificò eroicamente per la patria.

Anche dopo la sconfitta di Sentino, i Sanniti sostennero cinque anni di feroce guerriglia finchè dovettero piegare il collo al giogo di Roma. (290 prima dell'era cristiana). A sorvegliare il territorio sottomesso, parte delle terre fu tolta ai vinti e data a colonie romane; e la via Appia servì a collegare le colonie a Roma e facilitare il cammino agli eserciti conquistatori.

Però l'antico amore alla propria indipendenza non si estinse facilmente in una popolazione che veniva descritta dal poeta Orazio:

"di rozzi guerrier gagliarda prole

"a romper zolle usata

"con sabelliche zappe,, (1)

E quando, nella seconda guerra contro Cartagine, i consoli Caio Varrone e Paolo Emilio furono vinti ed uccisi da Annibale a Canne, sulle rive dell'Ofanto, "defecere ad Poenos Atellani, "Calatini, Hirpini, Apulorum pars, Sannites,, cioè "si allearono "coi Cartaginesi gli Atellani, i Calatini, gli Irpini, parte dei Pugliesi, "i Sanniti,,. (Tito Livio)

Ma la tenacia e il valore di Roma finì di trionfare anche del genio di Annibale. Il generale Publio Cornelio Scipione, dopo aver esteso sulla Spagna il dominio romano, portò la guerra in Africa, e a Zama decise la rovina della potenza di Cartaginese.

Di conseguenza anche le popolazioni dell'Italia meridionale che si erano unite ai Cartaginesi ebbero a provare la pesante mano di Roma.

Un altro Scipione cioè, Lucio Cornelio Scipione Barbato distrusse due famosa città del Sannio: Taurasia e Cisanna (Taurasi e, forse, Chiusano). Lo attesta la lapide trovata fuori porta Capena, sul finire del secolo scorso:

Cornelius - Lucius - Scipio -Barbatus - Gnai -vod - patre - prognatus fortis - vir - sapiensque - quoius - forma - virtutei - paris uma - fuit - consol - censor - aedilis - quei - fuit - apud - vos - Taurasia - Cisauna - Sannio - cepit - subigit - omne - Lucanaa - obsi - desque - abdoucit.

Gli abitanti dell'Irpinia, dopo le tre guerre sannitiche, dopo cinque anni di guerriglia, dopo il contributo di uomini dato ai Cartaginesi, dovevano esser già ridotti a poche migliaia.

La distruzione di Taurasia e di Cisauna completò la strage e la desolazione. I Romani ripopolarono l'Irpinia col trasportarvi i ribelli Liguri Apuani (antichi abitanti della Carfagnana, presso le Alpi apuane).

Così lo narra Tito Livio:

"Eravi nei Sanniti un pubblico campo del popolo romano, "che era stato un tempo dei Taurasini; in questo volendo trasportare i Liguri Apuani, fecero un editto.......

"Quarantamila capi liberi, con le mogli e i figliuoli furono trasportati, a spese del romano erario.......,,

I consoli Bebio e Cornelio, vincitori dei Liguri, furono incaricati di trasportarveli.

Pochi anni dopo, altri settemila Liguri vi furono mandati per via mare, facendoli sbarcare a Napoli. Il Corcia nella sua "Storia delle Due Sicilie,, ritiene che l'odierna Lioni derivi dal nome Liguri, e trasformato in Liuni o Lione.

A tenere in freno i Liguri deportati ed a rimettere in valore le terre irpine rimaste incolte e deserte, Roma vi mandò altre colonie, come vedremo nel capitolo seguente.

(1) traduzione del Marchese di Montrone)