Il Feudalismo

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( tratto dalla monografia storica di montefalcione del Prof. G. Pagliuca - Viareggio 10 ott 1926)

 

Il re longobardo Desiderio, volendo riunire tutte le città d'Italia sotto il suo dominio, avanzò col suo esercito anche sotto Roma. Il Papa Adriano I° chiamò contro di lui Carlo Magno re dei Franchi o Francesi. Questi vinse i Longobardi, si fece giurare fedeltà dai duchi Longobardi, e donò al Papa, Ravenna, Bologna e città minori, che costituirono il potere temporale dei Papi.

I duchi di Benevento, di Salerno e di Capua assunsero il titolo di principi e rimasero indipendenti. Il castello di Montefalcione fece parte del principato di Benevento.

Però pochi anni dopo, per aver cospirato, furono sostituiti da principi e conti Franchi.

Nella nostra regione, come nel resto d'Italia, fu stabilito il vassallaggio con tutta la gerarchia feudale di conti, marchesi, baroni, ecc; divisioni di grandi concessioni di terre, date a un duca o principe, in parecchie contee o marchesati, ogni conte o marchese divideva le terre assegnategli in baronie, il barone divideva le sue terre fra nobili e cavalieri, questi a castaldi o fattori e a contadini. Ogni categoria superiore percepiva da quella inferiore tributi e decime, oltre al diritto di avere in guerra un dato numero di soldati.

Dopo la morte di Carlo Magno (814) attraversammo tempi peggiori.

I Greci bizantini lottavano contro i Longobardi per insediarsi a Benevento volevano assoggettare Salerno e Capua; i Saraceni, padroni della Sicilia, venivano or in aiuto dell'uno ora dell'altro contendente, ora depredavano per conto proprio. Fu un periodo di rappresaglie, di tradimenti, d'incendi.

Avellino e i vicini castelli furono sballottati fra i principi di Benevento e di Salerno, fra eserciti Greci, Longobardi, Saraceni, Tedeschi. La città fu più volte presa d'assalto e messa a sacco e a fuoco: nel 925 dai Saraceni, nel 969 dai Tedeschi, nel 1015 di nuovo sai Saraceni.