Indovinello "Popolare"
Pitta lo muro e pittore non è, porta la sarma e ciuccio non è, porta le corna e ‘ove non è, anduvina no poco che è?
(La chiocciola)
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Dominio Normanno

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( tratto dalla monografia storica di montefalcione del Prof. G. Pagliuca - Viareggio 10 ott 1926)

 

Nel 1016 i Saraceni operarono uno sbarco a Salerno e la circondarono d'assedio. La città stava per arrendersi quando un esercito formato di Avellinesi, Nocerini e Amalfitani, insieme a una quarantina di pellegrini normanni provenienti da Terra Santa, assalì i Saraceni e li mise in fuga.

I Normanni, avuti molti doni dal principe di Salerno, tornarono in Francia, presso la Manica, nella regione loro assegnata un secolo prima da Carlo il Semplice. I racconti che essi fecero sulla bellezza e fertilità dell'Italia meridionale, stimolarono i loro connazionali a farne la conquista. Vennero alcuni Normanni con Dreugot, che divenne conte di Aversa; altri con Guglielmo di Altavilla, detto - braccio di ferro -, che tolse ai Greci la Puglia e ne fece uno stato con Melfi capitale. (1042)

Ruggero d'Altavilla aggiunse ai suoi domini i principati di Benevento, Salerno e Capua.

Il Papa Leone IX, preoccupato dei progressi straordinari fatti dai nuovi venuti, si rivolse per aiuto all'imperatore Arrigo III di Germania e dichiarò loro guerra. I Normanni vinsero e fecero prigioniero il Papa: però erano credenti e lo trattarono con rispetto. Intanto i soldati di Arrigo III avevano presa la città di Benevento (1053). Nelle trattative di pace, il Papa riconobbe ai conti Normanni il possesso delle terre conquistate, e questi gli lasciarono la sovranità di Benevento, che fece così parte del potere temporale dei Papi fino al 1860.

Rimasero perciò ai Normanni due principati: Salerno e Capua; Avellino e terre vicine, già appartenute a Benevento, passarono al principato di Salerno.

I Castelli di Montefalcione, Montemiletto e Montaperto formavano come tre baluardi, a difendere i confini del dominio Normanno, verso Benevento, contro Longobardi, Greci, Saraceni.

Poco dopo, Roberto Guiscardo assunse il titolo ducale e insieme ad altri capitani della famiglia d'Altavilla tolse ai Saraceni la Sicilia. Compiuta la conquista del Napoletano e di Sicilia, Ruggero II si fece intitolare Re delle due Sicilie (1130).

Intanto nel 1120 Giordano conte di Ariano, e Rainulfo conte di Avellino erano in guerra fra loro per ragioni di confini.

Dalla cronaca di Falcone Beneventano si sa che Tufo era suffeudo del conte di Ariano, e che nel maggio di quell'anno il conte di Avellino insieme a Roberto di Montefusco posero assedio al castello di Tufo.

Montefalcione parteggiava per Giordano, perciò Rainulfo mise a sacco e fuoco la contrada di S. Felicita e le altre presso S. Marina.

Raone, signore di Tufo, resistè lungamente finchè il conte Giordano, accampandosi nel castello di Montefalcione, costrinse Rainulfo e Roberto ad una lunga tregua e poi alla pace.

Nel 1150 era signore di Montefalcione il normanno Trogisio, come rivelasi dalle parole del Prignano: "L. M. Trogisius Dei gratia Dominus de Montefalzone,,.

Egli ne fortificò ed ampliò il Castello.