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Il Castello di Montefalcione

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( tratto dalla monografia storica di montefalcione del Prof. G. Pagliuca - Viareggio 10 ott 1926)

 

Questo si ergeva sopra un vasto quadrilatero, di cui il lato sud era posto contro Candida, il lato ovest dominava i castelli S. Barbato, Serra, Prata, il lato nord guardava Montaperto e Montemiletto, l'altro lato difendeva il condado e la chiesa. Quattro torri rotonde erano agli angoli del quadrilatero e rendevano la posizione quasi inespugnabile. Sull'altipiano si osservano ancora una cisterna, per uso dei saldati, e dei sotterranei che sono da esplorare.

Le mura che rimangono e fasciano quasi il terreno sopralevato del frontespizio, sono disposte su cinque ripiani: le loro basi sono in molti punti innestate sopra la roccia calcarea di cui è formata la collina, la loro altezza varia fra i cinque e i nove metri.

Delle torri restano soltanto, (e in parte) le due che chiudono il lato prospiciente il paese: una di esse, rasa a pochi metri dal suolo sottostante, è presso all'entrata dell'antico palazzo ducale; l'altra, quasi integra, è ora una caratteristica abitazione coi suoi bravi balconcini.

Il castello aveva due porte una, ancora esistente, è detta della Ripa, cioè della rupe, perché vi si accede per un sentiero molto erto; l'altra, di cui non resta traccia, metteva in comunicazione il Castello col Borgo.

Nelle abitazioni a ovest e a nord avevano trovato ricovero e difesa gli abitanti delle antiche contrade distrutte.

Nel 1170 troviamo signore di detta terra Andrea Montefalcione, che maritò la figlia a Ruggero di Pietrafissa.