Dominio Svevo

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( tratto dalla monografia storica di montefalcione del Prof. G. Pagliuca - Viareggio 10 ott 1926)

 

Ai tempi dello Svevo Federico II°, che per parte della madre ereditò il regno delle due Sicilie e fu anche imperatore di Germania, ebbe la signoria del nostro paese Guglielmo Montefalcione.

Quando Federico II°, con l'aiuto del suo vicario Ezzellino da Romano, ebbe vinto la seconda lega lombarda a Cortenuovo, togliendole il Carroccio, a detto Guglielmo Montefalcione furono affidati gli ostaggi lombardi.

Da documento del 1240 risulta che Montefalcione, insieme ad altri castelli, cooperò alla riparazione del castello imperiale di Montefusco.

Intanto l'Italia era straziata dalle lotte tra Guelfi e Ghibellini.

L'Imperatore di Germania asseriva che, essendo egli capo e padrone di tutti i feudi, aveva lui il diritto di scegliere e investire del potere i duchi, i principi, i vescovi, gli abati, ecc. I partigiani dell'imperatore furono chiamati Ghibellini (fra essi il padre della lingua italiana, Dante Alighieri). A capo dei Ghibellini era, da noi, re Manfredi, figlio e successore di Federico II°.

Il Papa invece, come vicario di Dio in terra, riteneva la sua autorità superiore da ogni altra. Perciò lui aveva il diritto di conferire la corona e il dominio a re, principi ed imperatori ecc; e spettava a lui il diritto delle investiture; poteva perfino sciogliere i sudditi dal giuramento di fedeltà prestato allo stesso imperatore.

I partigiani del Papa furono detti Guelfi.

Un secondo Trogisio, signore di Montefalcione si diede alla parte guelfa e si ribellò a Manfredi.

Trogisio, secondo l'uso dei tempi, fu accecato; dopo non molto ne morì.

Per ordine dello stesso re Manfredi la vedova di Trogisio, a nome Filippa, sposò il tedesco Corrado Roccacaimo, che fu investito signore di Montefalcione.