Indovinello "Popolare"

Tata ‘o ngricca e mamma l’ammoscia.
(Il sacco di farina)


TRADIZIONI
C'era una volta
ARTISTI LOCALI
Home Monografia Storica di Montefalcione Dominio Francese degli Angiò

Dominio Francese degli Angiò

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
( tratto dalla monografia storica di montefalcione del Prof. G. Pagliuca - Viareggio 10 ott 1926)

 



Per invito del papa Urbano IV venne di Francia Carlo Dangiò, a togliere il regno delle due Sicilie a Manfredi ed ai Ghibellini.

Il 1266 Manfredi fu vinto ed ucciso presso Benevento.

Il vinto Manfredi venne però eternato dal sommo nostro Poeta, nel 3° canto del Purgatorio:

"biondo era bello e di gentile aspetto,

"ma l'un de' cigli un colpo aveva diviso.

E Manfredi dice al Poeta:

"...la bontà divina ha sì gran braccia

"che prende ciò che si rivolge a lei.

"Se il pastor di Cosenza che alla caccia

"da me fu messo per Clemente, allora

"avesse in Dio ben letta questa faccia,

"l'ossa del corpo mio sarieno ancora

"in cò del ponte presso Benevento,

"sotto la guardia della grave mora.

Per chi non lo abbia presente: il pastor di Cosenza era il Card. Pignatelli; Clemente IV era il papa; in cò del ponte, vuol dire: ad una estremità del ponte; grave mora significa un gran mucchio di sassi, sotto il quale era sepolto il corpo di Manfredi, come si usava da molti popoli per onorare i re e i grandi capitani morti sul campo di battaglia.

Di recente la città di Benevento ha voluto dimostrare al Poeta la sua gratitudine per essere stata menzionata nel divino Poema, innalzando a un lato della testata del ponte che la unisce alla stazione ferroviaria, un piccolo monumento che si riferisce al detto episodio.

Trionfarono dunque gli Angiò e la parte Guelfa.

La signoria di Montefalcione fu assegnata ad Andrea, erede dell'accecato Trogisio. Di lui si legge nei Registri Angioini "Anno 1306, 12 agosto. Andrea De Montefalzone, Dominus de Castro Montisfalzonis,,.

Andrea sposò Margherita Braida: ad un loro figliolo, di nome Iacopo, Carlo II° d'Angiò scriveva di tenersi pronto con armi e cavalli.

Si trovano successivamente signori di Montefalcione un terzo Trogisio, poi Antonello, Giovanni Troilo, Giovannotto nel 1421, Luigi nel 1436, Giovannetto nel 1451.

Tra gli Aragonesi, che sin dall'avvenimento dei Vespri Siciliani dominavano in , "Sicilia e cercavano di impadronirsi del regno di Napoli, e gli Angioini padroni di questo reame, erano continue lotte.

Giovannetto Montefalcione tenne per gli Angioini.

L'esercito di Alfonso d'Aragona, impadronitosi di Napoli nel 1442, dopo aver invaso e depredato le terre di Traiano Caracciolo conte di Avellino, avanzò fin sotto il Castello di Montefalcione. Ma, sia per la forte posizione del castello, sia per il valore dei difensori, gli Aragonesi furono costretti a sgombrare il territorio.

La guerra finì col prevalere degli Aragonesi.

La città di Avellino era talmente rovinata e deserta, che il papa Paolo II pensò di unire la cattedra vescovile di Avellino a quella di Frigento (1466).