Indovinello "Popolare "
Ce stà na cosa ca pare na pezzottola re caso: va ncopp’a l’acqua e non s’abbagna, va ncopp’ ‘o fuoco e non s’abbrucia va ncopp’ ‘e spine e non se ponge.
(La luna)
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Lucrezia Montefalcione

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( tratto dalla monografia storica di montefalcione del Prof. G. Pagliuca - Viareggio 10 ott 1926)

 

Nei Registri Angioini si legge: "Il 1573 la detta Vannella, "nunc Lucretia, detta terra al magnifico Antonio Puderico, "suo figlio,,.

Le parole "nunc Lucretia,, ci dicono che Vannella, la cui gioventù era stata molto contrastata dagli avvenimenti politici, dopo la morte del marito avvenuta il 1562, si diede alle opere di pietà; e vestì poi l'abito monacale, cambiando il nome di nascita, Vannella, in quello, di Lucrezia.

La data della sua decisione di farsi monaca deve certo coincidere con la rinunzia ai beni di Montefalcione in favore del suo primogenito Antonio, cioè il 1573.

Bellissimo è il monumento erettole dai figli Antonio ed Ottavio, religiosamente custodito nella chiesa del convento, a sinistra del portone d'entrata.

LUCRETIAE MONTIFACIONIAE

MASTRI PIENTISSIMAE

TEMPLI HUIUS FUNDATRICI ANTO S MARCHIO

MONTISFALCIONIS ET OCTA S PUDERICUS FILII

PERFECTO ABIPSIS OPERE AMPLISSIMISQUE REDDITIBUS

AUCTO ET MUNERIBUS LOCUPLETATO AMORIS AC

PIETATIS ERGO BENEMERINTI POSUERUNT

A. D. M593

Traduzione: A Lucrezia Montefalcione, madre piissima, fondatrice di questo tempio, I figli Antonio Marchese di Montefalcione e Ottavio Puderico, dopo aver compiuta l'opera, dotatala di molte rendite ed arricchita di doni, a lei benemerita, in segno di amore e di venerazione posero. A. D. 1593

Ancora oggi però detto monumento viene indicato dal popolo come dedicato a Lucrezia Spinelli, e non a lucrezia Montefalcione. Perché?

E' indubitato che la bellissima Marchesa, per la lunga vita travagliata, per le molte opere di beneficenza compiute abbia conquistato l'affetto e la venerazione dei concittadini, tanto da lasciare il suo nome, a traverso le generazioni, circonfuso di un'aureola di munificenza e pietà cristiana.

Essa discendeva da casa Spinelli pel ramo materno, poiché a pag. 36 dell'inventario parrocchiale si legge che la signora Francesca Spinelli aveva donato alla chiesa madre una "coltre di velluto carmosino e taffetà verde con le armi di casa Montefalcione e Spinelli,,.

Subito dopo vi si legge di un'altra coltre identica donata da Loisi Montefalcione, padre di Vannella o Lucrezia, col solo stemma della sua casa.

E' logico l'affermare, che lei, come cambiò il nome di Giovannella in quello di Lucrezia, così abbia ritenuto il cognome materno Spinelli, in luogo di quello paterno "Montefalcione,, o del maritale "Puderico,, in segno di completo addio alle cose del mondo.

Si afferma che il monumento a Lucrezia era prima collocato dietro l'altar maggiore, e che solo in tempi più recenti fu trasferito dove attualmente si trova.

Dall'epigrafe che è incisa sul portale della chiesa del convento si apprende che quel prospetto marmoreo, eretto dai Puderico nel 1585, fu restaurato dall'Abate pro tempore il 1760.

Probabilmente verso tale anno, 1760, fu operato, oltre il trasferimento del monumento a Lucrezia, un completo restauro alla chiesa. Avendo tolto il monumento di dietro l'altar maggiore, vi si costruì la pregevole opera architettonica con colonne, fregi, cherubini, che ancora si ammira. Il quadro della Madonna col Bambino, dipinto su legno di pino, degno lavoro dell'arte del cinquecento, fu tagliato da una parte perché sciupato dalle tarli, e messo nel centro.

Nella chiesa, sugli altari laterali, vennero collocati dei quadri dipinti su tela, che rivelano l'arte del Settecento.

Lo stesso Abate aveva anche curato il restauro del convento. Egli era l'Abate Ciampi, come si può leggere su una lapide del convento stesso sulla cantonata del giardino.

FAB: M: AB: CIAMPI

FIERI FECIT

ANNO D: 1759

Di quell'epoca è anche la pietra, con lo stemma del paese, murata sul pozzo pubblico di fronte alla chiesa, a destra di chi svolta per andare in campagna.