Proverbio "Popolare"
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Montefalcione ai Conti Tocco

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( tratto dalla monografia storica di montefalcione del Prof. G. Pagliuca - Viareggio 10 ott 1926)

 

Il Marchesato di Montefalcione cominciò, subito dopo la morte di Lucrezia avvenuta verso il 1585,la sua fase discendente.

Il nome Ottavio, dato al fratello del primogenito, Marchese Antonio, può denotare che egli fosse l'ottavo figliuolo, come consuetudine ancora oggi in molte regioni d'Italia.

Infatti sappiamo (Campanile - Notizie storiche) che una figlia di Lucrezia, a nome Margherita Montefalcione, andò sposa a Giovannantonio Cioffi, presidente della Gran corte alla Vicaria di Napoli.

Forse per la numerosa figliolanza, o per le grandi spese incontrate, o anche per le continue estorsioni di denaro fatte dagli Spagnuoli che "A Milano mangiavano, a Napoli divoravano,,; forse per tutte e tre le regioni insieme, la famiglia Puderico si trovò nelle ristrettezze.

Infatti nell'anno 1592 il marchese Antonio "di smembrando, con licenza ottenuta da sua Maestà, lo casale di Salza dalla Baronia delle Serre, quello vendi liberò (deliberò di vendere) ad Antonia Pisonella, moglie di Federico Tommacello marchese di Chiusano,,. (Registri Angioini)

Il figlio del marchese Antonio si chiamò Paolo. Negli atti della confraternita del Corpo di Cristo esistenti nella chiesa madre di Montefalcione, Paolo viene detto "di animo buonissimo zelante dell'amore di Dio,, tanto che in data 19 aprile 1588 era primo ufficiale di detta Confraternita.

Egli sposò Donna Vittoria de Santo, la quale gli sopravvisse, come rivelasi da atto notarile del 1651 conservato tra gli atti dei Benedettini di Montevergine.

Nove anni dopo la vendita del casale di Salza, fu inferto al Marchese di Montefalcione il colpo di grazia.

"Nell'anno 1601, de ordine Sacri Concili, ad istanza dei "creditori di Paolo Puderico, Marchese di Montefalcione, furono esposte venali le Terre di Montefalcione, Baronia delle Serre e Casale di Manicalzati; e rimasero all'III.mo G. Battista Tocco,conte di Montemiletto, ultimo limitatore,,.

"Marcantonio Capano fu nominato compratore delConte Tocco, promettendo cedere al detto Conte di Montemiletto le dette Terre di Montefalcione, Baronia delle Serre e Casale di Manicalzati, e quelle vendere e disporre a sua volontà; et interim lo fa procuratore irrevocabile a quelle governare,,(Reg. Angioini).

Al Conte Tocco, col feudo,passò anche il titolo di Marchese, e il diritto d'investitura degli Abati arcipreti di Montefalcione. Ciò leggesi negli atti della famiglia Tocco, che conservasi nell'archivio arcivescovile di Benevento.

Da allora Montefalcione ebbe il suo stemma primitivo, cioè un falcione su tre colline, e intorno, in due parole distinte: Monte Falcione.