Stemma di Montefalcione

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( tratto dalla monografia storica di montefalcione del Prof. G. Pagliuca - Viareggio 10 ott 1926)

 

Montefalcione era prima detto Montefalsone oppidum negli scritti Longobardi, poi Montefalzone a tempo dei Normanni, Montefaucione sotto gli Angioini, Montefalcione e Monte Falcione sotto il dominio dei Puderico e dei Tocco.

Tali cambiamenti, come abbiamo già accennato si debbono alle variazioni della lingua volgare a traverso le continue invasioni di stranieri.

Il latino falx diede origine alla parola false o falze, a fauci dialettale (dal francese faux e faucille), e poi a falce. Così la parola falsone, falzone, faucione, falcione.

Troviamo presso parecchi autori, ed anche nel prontuario postale stampato nel 1900, che Montefalcione era rinomato per grandi estensioni di eccellenti pascoli. Ciò è confermato dal nome dei comuni vicini Prata e Pratola, nome che deriva da prato; e Pratola era frazione di Monrefalcione.

Dall'inventario parrocchiale, a pag. 3, si sa che ai confini con Montaperto, Montemiletto e Montefusco, vi erano le paludi, cioè nella vallata a nord - est di Montefalcione il terreno era molto umido e quindi adatto ai pascoli.

E' logico supporre che sia stato scelto a stemma del nostro paese il falcione, come simbolo dei molti pascoli, e che le tre colline sotto il falcione rappresentino le colline del Castello, di S. Marco, e di S.a Marina, che sono i tre rilievi dell'agro montefalcionese.

Inoltre il nostro Castello dominava i castelli di S. Barbato, Serra, Prata, Tufo. Non è da meravigliarsi se, dinanzi alla parola falcione sia stata messa la parola Monte, a somiglianza di Montemiletto, di Montefusco, e di altri.

Infatti notiamo a volte il nome del paese in due parole: Monte Falcione, sia nei Registri Angioini, sia nell'inventario parrocchiale.

Che il paese abbia avuto tale stemma,distinto da quello delle famiglie che vi dominarono, si deduce da due fatti: 1° - La famiglia Normanna estintasi con Vannella o Lucrezia aveva per stemma una banda obliqua d'oro in campo azzurro; banda che diventò spinata dopo che Giovannetto ebbe il breve dominio della contea di Acerra, e che si osserva ancora sulla cantonata dell'ex palazzo del Seggio.

2° - Sulla base triangolare dei blocchi di pietra rossa che reggono le acquasantiere della chiesa madre, e che prima erano ai lati del presbiterio, v'è sulla faccia lo stemma dei Puderico, su un'altra lo stemma di Montefalcione, sulla terza un calice cioè lo stemma della congrega del Sacramento, o Corpo di Cristo, della quale il Puderico fu priore.

SULLA FACCIATA DEL PALAZZO DEL SEGGIO C'È QUESTA SCRITTA

ALOISIUS MONTEFALCIONIUS CONTIDUM A MAIORIBUS

SUIS CASTELLUM AUGEREIPSE ATQUE EXORNARE

DUM STUDET LOCUM HUNC REI PUBBLICAE DONO DEDICAVIT ANNO MDXV

Traduzione: Luigi di Montefalcione, mentre si adoperava egli stesso a migliorare ed ornare il Castello, costruito dai suoi antenati nell'anno 1515, donò questo luogo alla pubblica amministrazione.