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Mezzo secolo di vita politica

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Montefalcione 1956 2006 mezzo secolo di vita politico amministrativa

 

Fausto Baldassarre

Il senso di questo scritto è offrire una lettura storica che solleciti analisi su mezzo secolo di vita montefalcionese, che ha come protagonisti i cattolici democratici, per comprendere il passato e consentire così nuove prospettive di sviluppo. La presenza dei Cristiani Popolari a Montefalcione (1956 2006) ha una sua peculiarità perché presenta un nuovo partito radicato nella società: un partito a larga base popolare (coltivatori diretti, braccianti, parte di lavoratori subordinati, operai, artigiani, piccoli produttori, ceto medio). La DC avvia una politica di rammodernamento delle strutture economiche e civili con dei provvedimenti, quali la creazione della Cassa per il Mezzogiorno (1950), la riforma agraria, tributaria e della Pubblica Amministrazione, della scuola e per l'edilizia popolare legate ai bisogni di ricostruzione materiale del Paese.

Per spiegare questo fenomeno così complesso occorre tener presente una varietà di fattori. Cento anni dell'unità d'Italia non avevano ricomposto il lacerato tessuto sociale compromesso dal sangue del 1860: sangue che aprirà una ferita e una frattura nella comunità montefalcionese, difficile da sanare nell'immediato. A tal proposito ci sono pezzi di biografie locali illuminanti. Il sacerdote Salvatore Polcari diffuse il sentimento della Patria in aspro contrasto con i filo borbonici.

Nella comunità, però, erano anche vivi i valori Cristiani della solidarietà e della democrazia elaborati nel mondo confraternale. La seconda metà dell'Ottocento vede anche a Montefalcione il diffondersi il movimento dei Terziari Francescani fondati da padre Ludovico Acernese, movimento che durerà fino al secondo dopo guerra e sarà impegnato a contrastare il comunismo. Nelle riunione delle francescane locali del 19 novembre 1946 viene deciso che "le Terziarie di idee comuniste o che militano nei partiti comunisti non possono essere Terziarie". Padre Albino da Teano il 17 maggio 1953 in un incontro parla "sull'obbligo di coscienza che ogni terziaria ha di votare e far votare per le liste cristiane".

Notevole è la presenza di una borghesia illuminata, che ha intrecciato rapporti con la Chiesa. Aspirazione continua è stata quella di impiantare a Montefalcione scuole dirette dai vari ordini religiosi con finalità spiecifiche di istruzione.

La Rerum Novarum (1891) di Leone XIII aveva mutato il modello di Sacerdote in quello sociale non più solo legato a riti e funzioni. L'Enciclica auspicava un rinnovamento che doveva condurre i cattolici sulla strada dell'organizzazione sindacale e della costituzione di un partito politico. Non mancavano infatti figure significative, come il teologo Gaetano Ciarfera, che sarà compianto dai Montefalcionesi per la sua incisiva azione cristiana sociale. Altra figura notevole quella del vicario foraneo don Giovanni Baldassarre, che insieme al parente Modestino Baldassarre e alla famiglia Capone seppero tessere sapienti rapporti con fratel Venanzio Vari di Benevento e infatti nel 1914 sorgerà a Montefalcione il Ginnasio Liceo "La Salle" nel Monastero.

Questi legami con la Chiesa sono improntati al riconoscimento, alla gratitudine: una strada principale del paese infatti è intitolata al Cardinale Dell'olio Arcivescovo di Benevento.

Altra significativa esperienza è l'associazionismo musicale, che si è nutrito di una cultura cristiana popolare.

Su questo terreno fertile si radica la singolare e straordinaria esperienza dei cattolici a Montefalcione nel secondo dopo guerra.

don camilloDon Camillo Iorio (1923-1971) dotato di sensibilità cristiana associativa è convinto assertore che il sacerdote deve fare politica per aiutare il popolo, per riscattarlo. Tale convinzione derivava al nostro dalla dottrina sociale della Chiesa e dalla lettura di testi di Toniolo e di Luigi Sturzo. Ispirato da queste idee don Camillo Iorio combatte l'analfabetismo e la mancata utilizzazione delle energie intellettuali e per questi motivi dà vita alla locale Scuola Media Privata. Il Corriere dell'Irpinia il 28 luglio 1945 prova "compiacimento con il preside don Camillo Iorio e col corpo insegnante e fa voti che l'Istituto, sorto sotto i più lieti auspici nell'elegante villa del Seminario Arcivescovile, messo a disposizione da S.E. l'Arcivescovo di Benevento, possa completare tutti i corsi..." lo stesso giornale il 15 settembre 1945 annuncia "l'istituzione delle borse di studio a favore degli alunni meritevoli".

L'azione della Chiesa è riscontrabile in quell'immediato dopo guerra in altre iniziative. Il Corriere dell'Irpinia il 3 marzo 1947 informa sulla "solenne manifestazione in omaggio al Sommo Pontefice ed in riparazione per le offese che certa stampa bastarda, anticlericale arreca alla Santa Sede... in piazza hanno parlato ai fedeli il rev. padre Ernesto ed il rev. don Alfredo Sica ed hanno messo in rilievo la luminosa figura di Pio XII e la sua opera, ed hanno invitato i cattolici ad ascoltare ed amare il Papa ed a difendere la morale che la Santa Chiesa insegna".

Certo, ci sono altri fattori che contribuiranno ad alimentare e irrobustire il movimento popolare cristiano locale. Ciò che accade sul piano nazionale ha risonanza nella realtà locale come la fondazione della Democrazia Cristiana nell'autunno 1942 per opera di alcuni dirigenti del Partito Popolare Italiani e di giovani esponenti cattolici provenienti dall'Azione Cattolica e dalla F.U.C.I.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 04 Febbraio 2011 18:16)