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Le confraternite di ieri e di oggi

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Le confraternite di ieri e di oggi

 

Le confraternite sorsero a partire dal secolo XII;quali che fossero in passato,si apprende dall’inventario della chiesa Maggiore,anno 1656,dove si descrive una cappella dell’angelo“che era confraternità antica”.Da una lettura delle visite pastorali si evince che le confraternite erano quattro;SS.Sacramento,S.Monte di Dio,SS.Rosario e Monte dei morti.“Eretta canonicamente queste quattro confraternite,cioè la prima sotto Paolo V;l’anno quinto del suo pontificato è di nuovo aggregata all’arciconfraternita di S.Maria della Minerva sotto il 12 Agosto 1602.La seconda eretta da noi sotto il 01 Luglio 1692.La terza dal padre Generale De Marinis sotto il 16 Luglio 1692.La quarta parimenti eretta da noi sotto il 11 Maggio 1695”.La presenza di queste quattro confraternite è stata incisiva, profonda.Furono queste strutture associative che permisero alla comunità di Montefalcione,nei secoli passati di superare la peste,le più diverse epidemie,le carestie,la povertà;è grazie appunto a questo laicato impegnato,organizzato democraticamente con propri statuti,che si formò la nostra società cristiana.

Attualmente le confraternite sono due:quella della“Buona Morte,con il priore masto Manuele Campa e quella del Preziosissimo Sangue Di Gesù,con il priore Ruberto Antonio”.Questi insieme ai confratelli,ha realizzato una cappella cimiteriale,con loculi ed ossari,opera di notevole valore architettonica-scultoreo.

La crisi delle strutture ecclesiali non ha risparmiato queste istituzioni.I moderni movimenti di volontariato possono attingere alle nostre tradizioni,che furono espressioni del pluralismo associativo per elaborare una cultura della protezione civile.Certo,bisogna andare al di là della nota di colore e della interpretazione di chi nella confraternità vede unicamente un residuato di folklore popolare o solo la sfilata in costume d’epoca.Ma anche la parata dei colori appariscenti,il cui Crocifisso dalle dimensioni monumentali spiccava e i fratelli dai passi gravi e cadenzati, con i loro abiti,erano segni autentici di un mondo cristiano-culturale, che va recuperato e aggiornato,non superficialmente restaurato,ma purificato da tutte quelle incrostazioni mentali ostacolanti una diversa qualità religiosa.

La battaglia,sta tutta qui,del volontariato cristiano,di riempire di contenuti vissuti queste antiche istituzioni e di affrontare l’indifferenza vasta che si insinua, purtroppo,anche nelle nostre comunità.

(Dal<< Ponte>>del 16/03/1985,articolo di Fausto Baldassarre)