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IL CONCERTO BANDISTICO DI MONTEFALCIONE: IN MEZZO AD ALTRE NOTE STONATE

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IL CONCERTO BANDISTICO DI MONTEFALCIONE: IN MEZZO AD ALTRE NOTE STONATE

tratto da Agorà (mensile di dibattito, cultura, informazione)  dicembre 1992 n. 14

Antonio Marano

Dopo la parentesi del forum tra l' Amministrazione comunale e le forze politiche presenti a Montefalcione cui è stato dedicato il numero di ottobre del giornale, torna questa rubrica che , come è noto, cerca di fare qualche riflessione sugli avvenimenti più importanti che si verificano tra un mese e l'altro e che in qualche modo hanno attinenza con la realtà montefalcionese.

Ebbene, in questo lasso di tempo, che intercorre tra il mese di settembre (ultimo numero del giornale che ha ospitato la presente rubrica) ad oggi, non è che siano accaduti molti fatti che meritino una particolare attenzione, ad eccezione di due che, a mio giudizio, inducono ad una qual Marano che riflessione: l'orgia delle" -- feste dell'amicizia" (si fa per dire!) della Democrazia Cristiana che hanno tenuto desta l'attenzione politica provinciale per tutto il mese di ottobre ed il ritorno della grande tradizione musicale a Montefalcione con la ricostituzione del complesso bandistico --- Città di Montefalcione" ad opera dell'infaticabile amico, Maestro Pellegrino Melillo.

Le feste dell'amicizia della Democrazia Cristiana non sono, in verità, una novità, almeno nella nostra Provincia in cui questo partito, per la massa di consensi ricevuti alle ultime elezioni politiche, sfiora la maggioranza assoluta.

Costituisce, invece, a mio avviso, una nota fortemente stonata il modo in cui queste cosiddette feste sono state celebrate, sia a Montefalcione, dove si è dato appuntamento tutto il Gotha politico che conta, con la cornice di complessi e cantanti di vario genere, sia negli altri Comuni.

Questo sfarzo, questo sfoggio di grandezza e di potenza, in un momento di grave crisi politica, economica ed istituzionale, come quella che stiamo attraversando, ( di cui la Democrazia Cristiana ha una grande parte di responsabilità) è stato, almeno per me, come un pugno nello stomaco.

Ed allora mi sono detto (formulando un pensiero alquanto cattivello):" Vuoi vedere che la DC fa festa, sia per cercare di mascherare le ferite che in altre parti d'Italia sono tanto gravi e profonde da farne paventare la scomparsa, che per sottolineare, sia pur in malo indiretto, l'intima soddisfazione, di veder coinvolto fino al collo nel malaffare tanti uomini del ' ' garofano " , soprattutto nel nord Italia? Che bisogno c'era, altrimenti, in un momento così drammatico della vita del nostro Paese,di fare sfoggio di tanto fasto quando ben altri raduni penitenziali ci sarebbero voluti per le tante colpe che questo partito deve farsi perdonare?

A Montefalcione, poi,( dove non è mancata la nota tragi-comica con lo scambio, a seguito di delazione di qualche zelante e farneticante nostro concittadino, di due innocui giovani

montefalcionesi per pericolosi delinquenti intenti a preparare un attentato al palco della manifestazione) la festa dell'amicizia si è caricata di un altro significato, volendo la DC approfittare dell'occasione per celebrare i fasti della massima potenza raggiunta da quando il Senatore Mancino (cui vanno i sensi dell'umana solidarietà per la recente scomparsa della madre) è stato nominato Ministro dell'Interno.

Una folla di ' ' laudatores" provenienti da ogni parte della Provincia, nei tre giorni della manifestazione, ha invaso Montefalcione i cui disagi, anche a causa dei lavori in corso per la sistemazione di piazza Marconi, sono stati almeno pari agli entusiasmi dei soliti galoppini scudocrociati che hanno fatto a gara per mettersi in mostra agli occhi ciel loro Nume tutelare".

Non si sono accorti però, questi meschinelli, di stare celebrando non la festa, ma le onoranze funebri ad un sistema di potere che è giunto al suo stadio finale,travolto dai numerosi scandali i cui effetti, prima o poi, si faranno sentire anche da noi.

La ricostituzione del complesso bandistico è, come dicevo all'inizio di questa nota, l'altro avvenimento che merita una qualche riflessione.

La fama di Montefalcione in campo musicale data quasi un secolo.

Fino a non molti anni fa, il nostro Paese, oltre che per la gara di fuochi pirotecnici di fine agosto, era meritatamente famosa (soprattutto in Puglia, terra di grandi intenditori di musica) anche per la sua banda musicale, che è stata guidatala grandi Maestri, dei quali Pellegrino Melillo continua degnamente la tradizione, e che ha annoverato tra le sue fila prestigiosi suonatori solisti i quali, con i loro virtuosismi, incantavano le platee di intenditori di tutte le grandi piazze musicali del Meridione d'Italia.

Ebbene, dopo una stasi abbastanza lunga in cui il nome di Montefalcione, in campo bandistico, era ricordato solo grazie alla presenza sul podio del Maestro Melillo, sta per ricostituirsi, ,il concerto bandistico che, sotto la prestigiosa direzione di Pellegrino Melillo, siamo sicuri, saprà rinverdire i fasti di una tradizione luminosa che rischiava inesorabilmente di estinguersi.

Questo avvenimento (giusto come affermato nella elegante e suggestiva locandina stampata per il lancio del Concerto) vuole e deve essere considerata come una vera e propria attività socio-culturale e come tale mantenuta nel tempo in base a solidi presupposti organizzativi e finanziari.

A tale scopo, perciò, non credo che possa bastare la sola --- egida dell'Amministrazione comunale" pur importante per dare maggiore credibilità a tutta l'operazione. Se vogliamo che ima tale realizzazione si consolidi e diventi duratura nel tempo, à necessario, a mio avviso, creare per essa un' organizzazione ben articolata di cittadini che potrebbe anche far capo, secondo quanto suggerito dal Dott. Vincenzo Capone, al comitato direttivo del Centro socio-culturale tra le cui finalità istituzionali può essere senz'altro annoverata quella di promuovere e diffondere tra i giovani la cultura musicale.

In un momento di profonda crisi di una società, dedita esclusivamente al consumismo ed al soddisfacimento di bisogni materiali, impegnarsi per l'affermazione di certi valori culturali che, sviluppando soprattutto nei giovani il senso della bellezza e dell'armonia, contribuiscano a migliorare la civiltà di un Popolo. elevandone lo spirito, deve costituire oltre che un impegno, un obbligo morale da parte di tutti coloro che desiderano operare per il progresso, non solo materiale, di Montefalcione.

In tal senso credo che anche questo giornale possa assumersi il compito di tener sempre vivo l'interesse dell'opinione pubblica intorno a tale iniziativa, sollecitando la partecipazione concreta di quanti possono dare il proprio contributo sia finanziario che di idee.