MANOCALZATI

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 

Visualizzazione ingrandita della mappa

MANOCALZATI

 

 

Gsbarbatocastle1

Castello prima del restauro

images2

Castello dopo il restauro

 ab. 3280- dai 260 ai 579m s/l/m- - PT 0825-CAP 83030- Sup.com 8,62 Kmq






 Comune campano, in provincia di Avellino, con poco meno di tremilatrecento abitanti. Sorge in affaccio sulla valle del Sabato, nella conca Avellinese, fra le colline del Toppolo e di Sant'Angelo. Il territorio comunale confina con quello di Avellino manocalzati

Contrade

oooooooooooooooooooooooooo



 
Manocalzati Sulla destra del fiume Sabato, in amena situazione e circondato da folta vegetazione, Manocalzati, borgo di antiche tradizioni agricole con produzioni di qualità che caratterizzano le aree rurali (cereali, nocciole, castagne, uva da vino) e pastorali, nel corso del tempo ha saputo mutare la sua vocazione originaria, divenendo un attivo centro economico-culturale-sociale dotato di strutture ricettive (ristoranti, discoteche, pubs) e per il tempo libero (tra cui centri sportivi polivalenti). In realtà, al nucleo urbano di Manocalzati, va aggiunto quello di San Barbato, nettamente distinto da questo, e sua frazione. La felice ubicazione paesaggistica, la tranquillità e la salubrità dei luoghi, hanno indotto molti Avellinesi (ed altri Campani), nonchè tanti emigrati di ritorno, ad eleggere questo Comune Irpino a loro residenza. Ciò spiega perchè persino le aree rurali, intersecate da diverse strade interpoderali, si stiano sempre più urbanizzando.
Dati essenziali: a 455 metri s.l.m. ed a soli 7 chilometri da Avellino, Manocalzati ospita circa 3100 Manocalzatesi, con una tendenza demografica lievemente positiva, per i fattori citati all'inizio, più che per un positivo divario nati/morti. Siamo molto al di sopra del dato statistico di fine XIX secolo (1929 abitanti). Il Santo Patrono è S. Marco, festeggiato il 25 aprile. Manocalzati si raggiunge percorrendo la SS 400. Il territorio comunale è attraversato dall'autostrada A16 Napoli-Bari, che consente di raggiungere rapidamente Manocalzati uscendo al casello di Avellino Est. La stazione ferroviaria più prossima è quella di Avellino, ubicata quasi ai piedi di Manocalzati.


Storia
La frequentazione del territorio di Manocalzati è remota, come dimostrano diversi ritrovamenti archeologici effettuati soprattutto nella Contrada Selve Torelle, relativi sia all'età del ferro che all'epoca romana.  Il borgo venne fondato successivamente dai Longobardi.  Al principio del XII secolo suo Signore era il Conte di Avellino.  Dalla fine del XIV secolo all'inizio del XIX, si sono succeduti nell'esercizio dei diritti feudali, i Grillo, i Poderico ed i de Tocco di Montemiletto.  In generale, comunque, la storia di Manocalzati ha seguito le vicende di Atripalda ed Avellino.  Assai disputata è la questione etimologica, per cui, assai difficile è stabilire con certezza l'origine del nome del paese.  Vi è chi ricollega tale origine ad una matrona romana di nome Manuzia, chi ad una famiglia feudataria, chi a "loco malecalbiati", indicato in un atto del 1038 ("malecalbiati", cioè "poco spogli", in relazione all'abbondante vegetazione da cui era ed ancora è circondato il borgo), chi, infine, ad a "irsuti" (tali sarebbero stati i Manocalzatesi).


 SULL’UNIFICAZIONE di MANOCALZATI e S. BARBATO
Tale esigenza nasceva dalla necessità di ridurre le spese di gestione dei comuni e dalla difficoltà incontrate dai piccoli centri nella composizione dei "decurionati " (consigli comunali), dovuti alla mancanza di persone eleggibili. A questi motivi si univa inoltre l'ingiustizia che i piccoli centri, approfittando della disposizione che esonerava dal servizio militare i comuni con meno di 500 abitanti, perpetravano ai danni dei più grandi sfuggendo agli obblighi di leva. A quel tempo, infatti, Manocalzati contava 1106 abitanti, S. Barbato solamente 451. Nel 1851 l'intendente del Principato Ultra, in seguito ad una delibera del consiglio provinciale, comunica al sindaco di S. Barbato, Emanuele Melchionno, che si riteneva utile l'unificazione con altro comune.
Il 18 maggio dello stesso anno il decurionato di S. Barbato decide di non accettare l'invito, ritenendo non vantaggiosa tale unione e non fondate le preoccupazioni in merito alla difficoltà nell'attribuzione delle cariche pubbliche non mancando nel piccolo centro persone atte alla buona amministrazione. Tale decisione viene unanimemente condivisa, viene fatto notare nella delibera, da tutti i decurioni, dall'arciprete e dalla popolazione.
L'intendente, non ritenendo valide tali motivazioni, rinnova la proposta al sindaco Emanuele Melchionno ed al sindaco di Manocalzati Almerindo Raimondi.
Il consiglio comunale di Manocalzati con pareri discordanti delibera in modo analogo.
La vicenda si conclude l'anno successivo quando, con decreto del 31 ottobre 1852, il Ministro dell'Interno del Regno di Napoli ordina la non unione dei due comuni.


MANOCALZATI da Visitare


Le prime due immagini mostrano la facciata, corredata da un bel portale in pietra, e la torre campanaria (XVII secolo) della chiesa Madre di Manocalzati dedicata a S. Marco Evangelista. L'edificio religioso risalirebbe, secondo alcuni al XII secolo, secondo altri al 1572. Quel che è certo, è che diversi sono stati gli interventi di restauro nel corso del tempo, e particolarmente nel XVIII secolo ed ancora nel XIX secolo.


                                                                                                                         

smarcofront3 smarco4 smarcowallstone5


Nella parete della torre campanaria è incastonato un blocco di pietra relativo alla terza immagine.  Su di esso sono scolpite due figure a mezzo busto. Presumiamo che si tratti di un reperto rinvenuto in loco e di epoca alquanto remota. All'interno dell'edificio religioso, si possono ammirare diversi antichi dipinti settecenteschi che ritraggono vari Santi.


Altre chiese


annunziata6 annunziatapainting7



Le prime due immagini si riferiscono alla chiesa dell'Annunziata, all'ingresso del paese, laddove termina il filare di alberi che ivi conduce. L'immagine sulla sinistra mostra un'immagine laterale dell'edificio religioso, che ne evidenzia le dimensioni contenute e la posizione di "dominio" sulla piazzetta circostante.La seconda immagine mostra l'affresco che si trova sopra il portale d'ingresso in pietra della chiesa. Per quanto le condizioni dell'opera d'arte non siano delle migliori, al centro della rappresentazione spicca la figura della Vergine Maria mentre sostiene il Bambin Gesù. Ai lati, si distinguono due sagome, forse relative a due Angeli.
                    

immacolata8 santonio9



Le due sopra mostrano due chiesette, in pratica due cappelle che arricchiscono ulteriormente l'edilizia religiosa di Manocalzati. L'immagine sulla sinistra si riferisce alla facciata della chiesa dell'lmmacolata Concezione, al cui lato si trova un bel edificio gentilizio, che si intravede sulla destra della fotografia. Non lontano da tale chiesa, si trova, al termine di un bel vialetto alberato, la Chiesa di S. Antonio, anch'essa dalle dimensioni alquanto contenute.

Croce in pietra


cross10 crossexpl11

 


                      Nel centro di Manocalzati, a margine di una piazzetta triangolare da cui è possibile godere un bel panorama sulla valle ed i monti circostanti, si trova la croce in pietra raffigurata nella fotografia sulla sinistra. L'immagine sulla destra si riferisce alla parte bassa della croce, su cui è incisa la seguente scritta in latino: Restaurata A.D. 1786.


"1733
MA S0(?)
NOTARIJ
PASCHALIS
FASANO
TEMPORE
SUNDICATUS


San Barbato

sbarbato12



 San Barbato, oggi frazione di Manocalzati, è un tipico borgo medioevale, con stradine e vicoletti che avvolgono la chiesa di S. Anna ed il notevole castello, che si ergeva su di uno sperone roccioso in posizione di dominio della valle sottostante.  L'edificio militare, edificato al tempo della dominazione normanna, ricostruito in epoca aragonese, ristrutturato durante il XVII secolo ed, infine, trasformato in residenza nobiliare, presenta una forma quadrata con torri circolari ed imponenti mura. L'edificio è stato restaurato ed è aperto al pubblico.

 

Gsbarbatocastle713

 

 

 

 

 

Il Castello prima del restauro

images14

Castello dopo il restauro


                                                     

Per comprendere le ragioni che dettero luogo alla costruzione del castello, occorre analizzare la struttura territoriale e viaria della Campania nel periodo longobardo altomedioevale, costituita da una fitta rete di strade montuose, completamente diversa da quella romana. Con la caduta dell'impero romano infatti, la rete viaria esistente perse la sicurezza e la continuità che l'avevano caratterizzata nei secoli precedenti, ed emersero nuove vie di collegamento, spesso lungo itinerari montani, tortuosi ma di facile protezione. Proprio a difesa di questi itinerari, sorsero le nuove opere di fortificazione secondo le caratteristiche dominanti dell'incastellamento. I feudatari longobardi, infatti, proteggevano le vie di comunicazione fortificando centri, anche piccoli, costruendo torri e castelli a controllo di confini, fiumi e strade. La creazione di buona parte degli insediamenti militari in quest'area irpina, è a loro dovuta anche se, le antiche postazioni, non presentano più le originarie forme per i numerosi terremoti, per le continue azioni di guerra e le seguenti ristrutturazioni. La posizione topografica di molti centri fortificati dell'Italia Meridionale e quindi dell'Irpinia, veniva predisposta secondo un'organizzazione territoriale che teneva conto delle linee di confine e degli itinerari stradali di più facile comunicazione. S. Barbato potrebbe essere sorto, arroccato su un colle, come avamposto militare a difesa della valle del Sabato. A quei tempi importante sbocco viario e militare che garantiva, ai longobardi di Benevento, un rapido accesso al porto di Salerno.
L' allineamento topografico di molti centri fortificati, secondo un abile gioco d'insediamenti sui due versanti della vallata, evidenzia la volontà di costruire un sistema difensivo lungo tutto il corso del fiume Sabato. Questo sistema difensivo è individuabile in una linea di castelli e centri fortificati, che hanno in comune la caratteristica dell'insediamento strategico che sfrutta le condizioni naturali delle alture dei colli.
Sarebbero questi dunque, i motivi che dettero luogo alla costruzione dell'impianto originario del castello. Esso col tempo perse la sua importanza come avamposto militare di controllo della vallata e assunse quello di residenza fortificata, proprio per le caratteristiche ambientali e strategiche del sito. Subì cambiamenti e ristrutturazioni per adeguarlo alla diversa destinazione secondo i canoni di costruzione vigenti durante il regno angioino e poi aragonese. Il castello così come si presenta o meglio, si presentava fino al sisma dell'80 che ne ha compromesso la struttura e la stabilità, è riferibile all'epoca aragonese della fine del '400 e presenta i caratteri tipici della residenza fortificata.
La struttura architettonica si articola in una semplice e bassa struttura quadrangolare con torri angolari, ai vertici del grosso corpo di fabbrica, racchiudente il cortile interno rettangolare, con scala aperta nello spazio della corte. Il tutto, secondo uno schema tipologico riscontrabile in numerosi altri episodi coevi in area irpina. La fabbrica di S. Barbato a questo schema tipologico aragonese aggiunge delle particolarità: alla forma quadrangolare (i cui lati misurano all'incirca a nord m. 26, a sud m. 333 a ovest m. 34 e a est m. 35) aggiunge, due torrioni circolari scarpati lungo il lato meridionale, e due grosse torri scarpate, dalla forma planimetrica a punta a fronteggiare lo strapiombo, sul lato settentrionale. Il primitivo impianto, dovendosi adattare alla morfologia del terreno, aveva adottato una disposizione planimetrica differenziata che non venne alterata dalla successiva ristrutturazione quattrocentesca e che ancora oggi esiste.
Dal lato settentrionale per sfruttare il dislivello infatti, l'edificio presenta tre piani, di cui il primo, un cantinato, presenta spessori murari di quasi 2 metri nelle torrette.
Gli altri due piani, piano terra e primo piano, sono entrambi allo stesso livello per l'intero castello e collegati, il primo tramite il cortile e il secondo con la scala.
L'ingresso del castello si apre sul prospetto principale, al termine dell'asse del borgo, via Chiesa, con un portale ad arco a tutto sesto, alla sommità di una lunga e diritta gradinata.
Questa gradinata, presente fino al 1950, è stata purtroppo, malamente ristrutturata e poi tagliata, per creare uno slargo davanti al castello e un più facile accesso veicolare all'abitato.
Dal portale si accede, mediante un grosso androne voltato, alla corte centrale, sulla quale prospettano tutti gli ambienti del piano terreno coperti da grandi volte a botte.
Gli ambienti del primo piano, a cui si accede con la scala, sono caratterizzati da solai in legno e alte finestre affaccianti sul paesaggio circostante e sull'ampio spazio del cortile.
Tutta la parte del primo piano è stata ampiamente manomessa, già prima del terremoto, destinandola ad uso abitativo, con la creazione di balconi in cemento sul prospetto principale, nuove tramezzature e costruzione di nuove scale in mattoni.
Oggi, purtroppo, tutto il primo piano è un cumulo di rovine, mentre seriamente danneggiate e compromesse risultano le strutture del piano terreno. Costruita nel 1540, la chiesa fu ampliata e ristrutturata nel 1769.  Notevole ne è la facciata a capanna con portale in pietra ornato con decorazioni in stile barocco, due finestre rettangolari ai lati, lo stemma del paese e quello della famiglia de Cardona, un rosone centrale nella terminazione a cuspide. Alla facciata sano adiacenti due corpi di fabbrica di costruzione più tarda.
L’interno è a tre navate. Nella parte terminale della chiesa è la torre quadrangolare con cella campanaria.


Chiesa S. Anna (a S. Barbato)

sbarbatosanna15 sbarbatosannaexpl16


                       
Nella frazione San Barbato, in cima ad una lieve sommità e non distante dal castello, si trova la chiesa di S. Anna, risalente al XVIII secolo. Si tratta di una piccola costruzione attorno a cui la pace regna sovrana.  Nella parte superiore del portale in pietra, di cui riportiamo un ingrandimento, è incisa la seguente espressione:


"Luca melchianno sindaco - bernardo zara eletto
Anno Dmni 1802 Luca : Melchionno :".



* Attività religiose: LA VIA CRUCIS Il venerdì santo viene fatta una rappresentazione per le strade del paese della crocifissione di nostro signore Gesù. Altra tradizione era quella di fare una processione con le statue di Gesù morto e della Madonna Addolorata.
La processione era seguita da un assoluto silenzio interrotto solo dai canti penitenziali.


BATTENTI A S. PELLEGRINO E' questa più che una tradizione popolare, un fenomeno che si è sviluppato nel nostro paese più di quaranta anni fa e che ancora oggi è vivo e sempre più numerosi sono gli aderenti. Nel nostro paese abitava tale Russo Fiore che contrasse matrimonio in Altavilla Irpina e insieme ad altri paesani fece nascere questa  manifestazione di fede. Ogni 24 Agosto in occasione della festa di S.Pellegrino Martire, di buon mattino si parte a piedi scalzi e vestiti di bianco con fasce rosse, per Altavilla Irpina per rendere omaggio al Santo.


IL FOCARONE A S. BARBATO LA NOTTE DI NATALE A S.Barbato la notte di Natale si accende un grosso fuoco in piazza a ricordo del bambino Gesù che nasce.

IL FOCARONE DI S. SABINO Il 9 Febbraio ricorre la festa di S.Sabino patrono della vicina Atripalda e noi Manocalzatesi in segno di solidarietà e devozione al santo facciamo un falò.


*   Ristoranti  - PUB – HOTEL -  AGRITURISMO –


 -RISTORANTE  TAVERNA L'ORCAGNA , CONTRADA TORRE 2 TEL. 0825.675869
- RISTORANTE  ANTICHI  SAPORI ,  VIA CALZISI TEL. 0825.675441
- RISTORANTE  TAVERNA DEGLI ARTISTI ,  PIAZZA J.CIARDITEL. 0825.675941
- RISTORANTE  GOLOSONE ,  VIA OFANTINA TEL. 0825.675369
- RISTORANTE  EST,  VIA PIANI 7 BIS
- ROSTICCERIA  MAMMA IDA  , VIA VARIANTE EST
- PUB  QUEEN CASTLE ,  VIA APPIA
- PUB  DOPPIO MALTO , VIA G.DORSO
- PUB  GATTA CI COVA ,  VIA TORRE


- HOTEL  BELSITO LE DUE TORRI ,  SS.7 BIS VIA APPIA , PRESSI Casello Auto.le.       Avellino Est Tel. 0825 670001
- HOTEL  CRISTAL , VIA PISANI SS 7 BIS,TEL.0825.675671 , 0825.675674


- AGRITURISMO  IL CAVALIERE ,VIA STARZE



FIERE e FESTE


Specialità Locali


ab. 3280- dai 260 ai 579m s/l/m- - PT 0825-CAP 83030- Sup.com 8,62 Kmq

 Comune campano, in provincia di Avellino, con poco meno di tremilatrecento abitanti. Sorge in affaccio sulla valle del Sabato, nella conca Avellinese, fra le colline del Toppolo e di Sant'Angelo. Il territorio comunale confina con quello di Avellino .

 
Contrade:  oooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo
Manocalzati Sulla destra del fiume Sabato, in amena situazione e circondato da folta vegetazione, Manocalzati, borgo di antiche tradizioni agricole con produzioni di qualità che caratterizzano le aree rurali (cereali, nocciole, castagne, uva da vino) e pastorali, nel corso del tempo ha saputo mutare la sua vocazione originaria, divenendo un attivo centro economico-culturale-sociale dotato di strutture ricettive (ristoranti, discoteche, pubs) e per il tempo libero (tra cui centri sportivi polivalenti). In realtà, al nucleo urbano di Manocalzati, va aggiunto quello di San Barbato, nettamente distinto da questo, e sua frazione. La felice ubicazione paesaggistica, la tranquillità e la salubrità dei luoghi, hanno indotto molti Avellinesi (ed altri Campani), nonchè tanti emigrati di ritorno, ad eleggere questo Comune Irpino a loro residenza. Ciò spiega perchè persino le aree rurali, intersecate da diverse strade interpoderali, si stiano sempre più urbanizzando.
Dati essenziali: a 455 metri s.l.m. ed a soli 7 chilometri da Avellino, Manocalzati ospita circa 3100 Manocalzatesi, con una tendenza demografica lievemente positiva, per i fattori citati all'inizio, più che per un positivo divario nati/morti. Siamo molto al di sopra del dato statistico di fine XIX secolo (1929 abitanti). Il Santo Patrono è S. Marco, festeggiato il 25 aprile. Manocalzati si raggiunge percorrendo la SS 400. Il territorio comunale è attraversato dall'autostrada A16 Napoli-Bari, che consente di raggiungere rapidamente Manocalzati uscendo al casello di Avellino Est. La stazione ferroviaria più prossima è quella di Avellino, ubicata quasi ai piedi di Manocalzati.
Storia
La frequentazione del territorio di Manocalzati è remota, come dimostrano diversi ritrovamenti archeologici effettuati soprattutto nella Contrada Selve Torelle, relativi sia all'età del ferro che all'epoca romana.  Il borgo venne fondato successivamente dai Longobardi.  Al principio del XII secolo suo Signore era il Conte di Avellino.  Dalla fine del XIV secolo all'inizio del XIX, si sono succeduti nell'esercizio dei diritti feudali, i Grillo, i Poderico ed i de Tocco di Montemiletto.  In generale, comunque, la storia di Manocalzati ha seguito le vicende di Atripalda ed Avellino.  Assai disputata è la questione etimologica, per cui, assai difficile è stabilire con certezza l'origine del nome del paese.  Vi è chi ricollega tale origine ad una matrona romana di nome Manuzia, chi ad una famiglia feudataria, chi a "loco malecalbiati", indicato in un atto del 1038 ("malecalbiati", cioè "poco spogli", in relazione all'abbondante vegetazione da cui era ed ancora è circondato il borgo), chi, infine, ad a "irsuti" (tali sarebbero stati i Manocalzatesi).

 SULL’UNIFICAZIONE di MANOCALZATI e S. BARBATO
Tale esigenza nasceva dalla necessità di ridurre le spese di gestione dei comuni e dalla difficoltà incontrate dai piccoli centri nella composizione dei "decurionati " (consigli comunali), dovuti alla mancanza di persone eleggibili. A questi motivi si univa inoltre l'ingiustizia che i piccoli centri, approfittando della disposizione che esonerava dal servizio militare i comuni con meno di 500 abitanti, perpetravano ai danni dei più grandi sfuggendo agli obblighi di leva. A quel tempo, infatti, Manocalzati contava 1106 abitanti, S. Barbato solamente 451. Nel 1851 l'intendente del Principato Ultra, in seguito ad una delibera del consiglio provinciale, comunica al sindaco di S. Barbato, Emanuele Melchionno, che si riteneva utile l'unificazione con altro comune.
Il 18 maggio dello stesso anno il decurionato di S. Barbato decide di non accettare l'invito, ritenendo non vantaggiosa tale unione e non fondate le preoccupazioni in merito alla difficoltà nell'attribuzione delle cariche pubbliche non mancando nel piccolo centro persone atte alla buona amministrazione. Tale decisione viene unanimemente condivisa, viene fatto notare nella delibera, da tutti i decurioni, dall'arciprete e dalla popolazione.
L'intendente, non ritenendo valide tali motivazioni, rinnova la proposta al sindaco Emanuele Melchionno ed al sindaco di Manocalzati Almerindo Raimondi.
Il consiglio comunale di Manocalzati con pareri discordanti delibera in modo analogo.
La vicenda si conclude l'anno successivo quando, con decreto del 31 ottobre 1852, il Ministro dell'Interno del Regno di Napoli ordina la non unione dei due comuni.
MANOCALZATI da Visitare
Le prime due immagini mostrano la facciata, corredata da un bel portale in pietra, e la torre campanaria (XVII secolo) della chiesa Madre di Manocalzati dedicata a S. Marco Evangelista. L'edificio religioso risalirebbe, secondo alcuni al XII secolo, secondo altri al 1572. Quel che è certo, è che diversi sono stati gli interventi di restauro nel corso del tempo, e particolarmente nel XVIII secolo ed ancora nel XIX secolo.
                                                                                                                         
Nella parete della torre campanaria è incastonato un blocco di pietra relativo alla terza immagine.  Su di esso sono scolpite due figure a mezzo busto. Presumiamo che si tratti di un reperto rinvenuto in loco e di epoca alquanto remota. All'interno dell'edificio religioso, si possono ammirare diversi antichi dipinti settecenteschi che ritraggono vari Santi.
Altre chiese
                      Le prime due immagini si riferiscono alla chiesa dell'Annunziata, all'ingresso del paese, laddove termina il filare di alberi che ivi conduce. L'immagine sulla sinistra mostra un'immagine laterale dell'edificio religioso, che ne evidenzia le dimensioni contenute e la posizione di "dominio" sulla piazzetta circostante.La seconda immagine mostra l'affresco che si trova sopra il portale d'ingresso in pietra della chiesa. Per quanto le condizioni dell'opera d'arte non siano delle migliori, al centro della rappresentazione spicca la figura della Vergine Maria mentre sostiene il Bambin Gesù. Ai lati, si distinguono due sagome, forse relative a due Angeli.
                     Le due sopra mostrano due chiesette, in pratica due cappelle che arricchiscono ulteriormente l'edilizia religiosa di Manocalzati. L'immagine sulla sinistra si riferisce alla facciata della chiesa dell'lmmacolata Concezione, al cui lato si trova un bel edificio gentilizio, che si intravede sulla destra della fotografia. Non lontano da tale chiesa, si trova, al termine di un bel vialetto alberato, la Chiesa di S. Antonio, anch'essa dalle dimensioni alquanto contenute.
Croce in pietra
                      Nel centro di Manocalzati, a margine di una piazzetta triangolare da cui è possibile godere un bel panorama sulla valle ed i monti circostanti, si trova la croce in pietra raffigurata nella fotografia sulla sinistra. L'immagine sulla destra si riferisce alla parte bassa della croce, su cui è incisa la seguente scritta in latino: Restaurata A.D. 1786
"1733
MA S0(?)
NOTARIJ
PASCHALIS
FASANO
TEMPORE
SUNDICATUS

San Barbato
 San Barbato, oggi frazione di Manocalzati, è un tipico borgo medioevale, con stradine e vicoletti che avvolgono la chiesa di S. Anna ed il notevole castello, che si ergeva su di uno sperone roccioso in posizione di dominio della valle sottostante.  L'edificio militare, edificato al tempo della dominazione normanna, ricostruito in epoca aragonese, ristrutturato durante il XVII secolo ed, infine, trasformato in residenza nobiliare, presenta una forma quadrata con torri circolari ed imponenti mura. L'edificio è stato restaurato ed è aperto al pubblico.
                                                     
*   Il Castello (prima del restauro)                                  Il Castello (dopo il restauro)
Per comprendere le ragioni che dettero luogo alla costruzione del castello, occorre analizzare la struttura territoriale e viaria della Campania nel periodo longobardo altomedioevale, costituita da una fitta rete di strade montuose, completamente diversa da quella romana. Con la caduta dell'impero romano infatti, la rete viaria esistente perse la sicurezza e la continuità che l'avevano caratterizzata nei secoli precedenti, ed emersero nuove vie di collegamento, spesso lungo itinerari montani, tortuosi ma di facile protezione. Proprio a difesa di questi itinerari, sorsero le nuove opere di fortificazione secondo le caratteristiche dominanti dell'incastellamento. I feudatari longobardi, infatti, proteggevano le vie di comunicazione fortificando centri, anche piccoli, costruendo torri e castelli a controllo di confini, fiumi e strade. La creazione di buona parte degli insediamenti militari in quest'area irpina, è a loro dovuta anche se, le antiche postazioni, non presentano più le originarie forme per i numerosi terremoti, per le continue azioni di guerra e le seguenti ristrutturazioni. La posizione topografica di molti centri fortificati dell'Italia Meridionale e quindi dell'Irpinia, veniva predisposta secondo un'organizzazione territoriale che teneva conto delle linee di confine e degli itinerari stradali di più facile comunicazione. S. Barbato potrebbe essere sorto, arroccato su un colle, come avamposto militare a difesa della valle del Sabato. A quei tempi importante sbocco viario e militare che garantiva, ai longobardi di Benevento, un rapido accesso al porto di Salerno.
L' allineamento topografico di molti centri fortificati, secondo un abile gioco d'insediamenti sui due versanti della vallata, evidenzia la volontà di costruire un sistema difensivo lungo tutto il corso del fiume Sabato. Questo sistema difensivo è individuabile in una linea di castelli e centri fortificati, che hanno in comune la caratteristica dell'insediamento strategico che sfrutta le condizioni naturali delle alture dei colli.
Sarebbero questi dunque, i motivi che dettero luogo alla costruzione dell'impianto originario del castello. Esso col tempo perse la sua importanza come avamposto militare di controllo della vallata e assunse quello di residenza fortificata, proprio per le caratteristiche ambientali e strategiche del sito. Subì cambiamenti e ristrutturazioni per adeguarlo alla diversa destinazione secondo i canoni di costruzione vigenti durante il regno angioino e poi aragonese. Il castello così come si presenta o meglio, si presentava fino al sisma dell'80 che ne ha compromesso la struttura e la stabilità, è riferibile all'epoca aragonese della fine del '400 e presenta i caratteri tipici della residenza fortificata.
La struttura architettonica si articola in una semplice e bassa struttura quadrangolare con torri angolari, ai vertici del grosso corpo di fabbrica, racchiudente il cortile interno rettangolare, con scala aperta nello spazio della corte. Il tutto, secondo uno schema tipologico riscontrabile in numerosi altri episodi coevi in area irpina. La fabbrica di S. Barbato a questo schema tipologico aragonese aggiunge delle particolarità: alla forma quadrangolare (i cui lati misurano all'incirca a nord m. 26, a sud m. 333 a ovest m. 34 e a est m. 35) aggiunge, due torrioni circolari scarpati lungo il lato meridionale, e due grosse torri scarpate, dalla forma planimetrica a punta a fronteggiare lo strapiombo, sul lato settentrionale. Il primitivo impianto, dovendosi adattare alla morfologia del terreno, aveva adottato una disposizione planimetrica differenziata che non venne alterata dalla successiva ristrutturazione quattrocentesca e che ancora oggi esiste.
Dal lato settentrionale per sfruttare il dislivello infatti, l'edificio presenta tre piani, di cui il primo, un cantinato, presenta spessori murari di quasi 2 metri nelle torrette.
Gli altri due piani, piano terra e primo piano, sono entrambi allo stesso livello per l'intero castello e collegati, il primo tramite il cortile e il secondo con la scala.
L'ingresso del castello si apre sul prospetto principale, al termine dell'asse del borgo, via Chiesa, con un portale ad arco a tutto sesto, alla sommità di una lunga e diritta gradinata.
Questa gradinata, presente fino al 1950, è stata purtroppo, malamente ristrutturata e poi tagliata, per creare uno slargo davanti al castello e un più facile accesso veicolare all'abitato.
Dal portale si accede, mediante un grosso androne voltato, alla corte centrale, sulla quale prospettano tutti gli ambienti del piano terreno coperti da grandi volte a botte.
Gli ambienti del primo piano, a cui si accede con la scala, sono caratterizzati da solai in legno e alte finestre affaccianti sul paesaggio circostante e sull'ampio spazio del cortile.
Tutta la parte del primo piano è stata ampiamente manomessa, già prima del terremoto, destinandola ad uso abitativo, con la creazione di balconi in cemento sul prospetto principale, nuove tramezzature e costruzione di nuove scale in mattoni.
Oggi, purtroppo, tutto il primo piano è un cumulo di rovine, mentre seriamente danneggiate e compromesse risultano le strutture del piano terreno. Costruita nel 1540, la chiesa fu ampliata e ristrutturata nel 1769.  Notevole ne è la facciata a capanna con portale in pietra ornato con decorazioni in stile barocco, due finestre rettangolari ai lati, lo stemma del paese e quello della famiglia de Cardona, un rosone centrale nella terminazione a cuspide. Alla facciata sano adiacenti due corpi di fabbrica di costruzione più tarda.
L’interno è a tre navate. Nella parte terminale della chiesa è la torre quadrangolare con cella campanaria.
Chiesa S. Anna ( a S. Barbato)
                       
Nella frazione San Barbato, in cima ad una lieve sommità e non distante dal castello, si trova la chiesa di S. Anna, risalente al XVIII secolo. Si tratta di una piccola costruzione attorno a cui la pace regna sovrana.  Nella parte superiore del portale in pietra, di cui riportiamo un ingrandimento, è incisa la seguente espressione:
"Luca melchianno sindaco - bernardo zara eletto
Anno Dmni 1802 Luca : Melchionno :".


* Attività religiose: LA VIA CRUCIS Il venerdì santo viene fatta una rappresentazione per le strade del paese della crocifissione di nostro signore Gesù. Altra tradizione era quella di fare una processione con le statue di Gesù morto e della Madonna Addolorata.
La processione era seguita da un assoluto silenzio interrotto solo dai canti penitenziali.

BATTENTI A S. PELLEGRINO E' questa più che una tradizione popolare, un fenomeno che si è sviluppato nel nostro paese più di quaranta anni fa e che ancora oggi è vivo e sempre più numerosi sono gli aderenti. Nel nostro paese abitava tale Russo Fiore che contrasse matrimonio in Altavilla Irpina e insieme ad altri paesani fece nascere questa  manifestazione di fede. Ogni 24 Agosto in occasione della festa di S.Pellegrino Martire, di buon mattino si parte a piedi scalzi e vestiti di bianco con fasce rosse, per Altavilla Irpina per rendere omaggio al Santo.

IL FOCARONE A S. BARBATO LA NOTTE DI NATALE A S.Barbato la notte di Natale si accende un grosso fuoco in piazza a ricordo del bambino Gesù che nasce.

IL FOCARONE DI S. SABINO Il 9 Febbraio ricorre la festa di S.Sabino patrono della vicina Atripalda e noi Manocalzatesi in segno di solidarietà e devozione al santo facciamo un falò.

*   Ristoranti  - PUB – HOTEL -  AGRITURISMO –

 -RISTORANTE  TAVERNA L'ORCAGNA , CONTRADA TORRE 2 TEL. 0825.675869
- RISTORANTE  ANTICHI  SAPORI ,  VIA CALZISI TEL. 0825.675441
- RISTORANTE  TAVERNA DEGLI ARTISTI ,  PIAZZA J.CIARDITEL. 0825.675941
- RISTORANTE  GOLOSONE ,  VIA OFANTINA TEL. 0825.675369
- RISTORANTE  EST,  VIA PIANI 7 BIS
- ROSTICCERIA  MAMMA IDA  , VIA VARIANTE EST
- PUB  QUEEN CASTLE ,  VIA APPIA
- PUB  DOPPIO MALTO , VIA G.DORSO
- PUB  GATTA CI COVA ,  VIA TORRE

- HOTEL  BELSITO LE DUE TORRI ,  SS.7 BIS VIA APPIA , PRESSI Casello Auto.le.       Avellino Est Tel. 0825 670001
- HOTEL  CRISTAL , VIA PISANI SS 7 BIS,TEL.0825.675671 , 0825.675674
- AGRITURISMO  IL CAVALIERE ,VIA STARZE


FIERE e FESTE

Specialità Locali

Ultimo aggiornamento (Domenica 20 maggio 2012 16:49)