Indovinello "Popolare"

‘O figghio re Pili Pilossa non tene nì carne, nì pili e nì ossa ma la mamma tene carne, penne e ossa.
(L’uovo)


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Candida

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panorama

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            Panorama                                                                                                                                                                                                                                                                          Il Castello


ab. 1163- dai 260 ai 556m s/l/m- pochi km da Avellino- PT 0825-CAP 83040- Sup.com 5,43 Kmq



Comune campano, in provincia di Avellino, con più di millecento abitanti. Sorge su di un colle alla destra del medio corso del fiume Sabato, nella conca di Avellino. Il comune è a pochi chilometri da Avellino. candida

CONTRADE

 


Comune campano, in provincia di Avellino, con più di millecento abitanti. Sorge su di un colle alla destra del medio corso del fiume Sabato, nella conca di Avellino. Il comune è a pochi chilometri da Avellino.


Contrade: 
Cenni Storici ecc…

Su di un colle che sovrasta la media Valle del Calore, immerso nel verde, tranquillissimo e salubre centro di antiche tradizioni agricole (castagne ed uva da vino, ed in passato anche canapa e lino), Candida fu celebre nei secoli passati per la produzione artigianale dei chiodi, protrattasi fino alla metà del XX secolo. Tale attività rivestì una tale importanza per la vita e la finanza delle famiglie di questo Comune Irpino, che riconoscenti, eressero una bella lapide metallica a ricordo dei "Chiodaroli", che si trova ai piedi del borgo antico. La vicinanza al Capoluogo ha ovviamente influenzato la storia di Candida e tanti sono i Candidesi "pendolari" che lavorano ad Avellino.
Il Santo Patrono è S. Filippo Neri, festeggiato il 26 maggio. Altre importanti feste religiose sono quelle dedicate a Maria SS. del Buon Consiglio (26 aprile) ed a S. Antonio (13 giugno). Candida si raggiunge in pochi minuti ed agevolmente da Avellino percorrendo la SS Ofantina.
Immersa nel verde ed ai piedi di monti, Candida vanta sorgenti di acqua purissima e leggera, come la sorgente Radice, nota per i ruderi di edifici di epoca romana ritrovati nei suoi pressi. Chi volesse approfondire la storia del paese, può rivolgersi alla Biblioteca comunale, sita in Piazza del Giudice Tel   0825 981024.



historychiodaroli2Sebbene in prossimità della sorgente Radice, nel territorio di Candida, siano state rinvenute delle rovine di edifici di epoca romana, le origini del vero e proprio borgo sono successive, precisamente medioevali.  Il nome del paese risulta già menzionato in documenti dell'XI secolo.  Tra le diverse famiglie feudatarie che si sono succedute nei secoli, ricordiamo i Caracciolo di Avellino, i Cardone ed i Filangieri.  Nella storia e nell'economia di Candida un ruolo fondamentale venne svolto dai "Chiodaroli", che a lungo produssero chiodi, a livello artigianale, fino alla prima metà del XX secolo.  L'importanza storica e finanziaria dell'attività di tali artigiani del ferro è stata tale, che i Candidesi l'hanno voluta celebrare con una bella targa metallica, ubicata ai piedi della salita che conduce al borgo antico, che potete ammirare qui sopra.
In merito alla questione etimologica, se siamo d'accordo con la tesi che ricollega il nome del paese al latino "locus candidus" (luogo candido, lucente, bianco), dissentiamo sulla sua traduzione ai fini etimologici in discorso. Infatti, Candida si chiama così, a nostro avviso, non perché, come si ritiene correntemente, sia "splendente, lucente o luminosa", in quanto irradiata dal sole quasi tutto il giorno, in virtù della sua posizione panoramica, ma piuttosto in quanto "bianca", cioè innevata, visto che la neve, durante il periodo invernale, la ricopre generosamente, sistematicamente ed a lungo.
Uomini illustri

i Barbato Fervato, XVI secolo, abate di Montevergine;
Anselmo Toppi, vescovo di Termoli;
Domenico Cutilli, 1771-1856, docente dell’Università di Napoli.
CANDIDA da Visitare
A Candida, bisogna distinguere due strutture che vengono denominate "castello", entrambe riconducibili agli antichi feudatari Filangieri.

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La prima, raffigurata dall'immagine sulla destra, si trova all'ingresso di Candida, ed è in evidente stato di rovina. La seconda struttura, sulla sinistra, ubicata nel punto più elevato del centro storico, è un castello edificato al tempo della dominazione dei Normanni. L'originario edificio venne distrutto dalle milizie di Filippo Filangieri nel 1418. Durante il XV secolo, sulla struttura residua, di cui oggi rimangono solo due torri cilindriche, venne realizzato il palazzo rinascimentale dei Filangieri, i cui resti oggi fanno parte di abitazioni private.


 Ex Monastero Virginiano

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         Le prime due immagini si riferiscono alla chiesa settecentesca (precisamente A.D. 1745, come si legge sullo stemma sovrastante il portale in pietra) dell'ex Monastero di Montevergine, o Monastero Virginiano, che è più antico, risalendo al XVI secolo. Nella struttura è presente la lastra sepolcrale di Filippo Filangieri, in stile gotico.  L'immagine sulla sinistra mostra l'imponente facciata della chiesa che domina una piazzetta, mentre la seconda immagine si riferisce allo splendido portale in pietra, sormontato da uno stemma.  All'interno del Convento, si trova un magnifico chiostro centrale, un cortile con un artistico pozzo del 1644.


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D.O.M. SUMPTIBUS
UNIVERSITATIS
A.D. 1774"

Osservando l'immagine successiva sulla sinistra, si nota in basso a destra una lapide. Su di essa vi è una iscrizione in latino, in cui si parla dei Signori Ioannes Decadorna e Ioanna Villamarina. In primo piano sull'immagine risalta la croce metallica montata su una sorta di obelisco in pietra. Alla base del piccolo obelisco, di cui vi abbiamo riportato un ingrandimento, si legge una scritta in latino, che dice: "S.D.G.R.S.

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La prima immagine mostra la chiesa Parrocchiale di S. Maria Assunta, di cui vi mostriamo l'immagine della imponente facciata che sovrasta la piazza principale di Candida. L'edificio religioso risale al XVI secolo e presenta una facciata in stile barocco e delle decorazioni a stucco. La facciata è impreziosita da una torre campanaria di forma quadrangolare.
Un locale ha, però, designato tale chiesa come "Chiesa della Madonna del Buon Consiglio".
Sulla facciata della chiesa insistono le due lapidi che vedete. Quella sulla sinistra ricorda che la popolazione festante accolse il Principe di Piemonte, Umberto Savoia, nella piazza antistante la chiesa il 22 agosto 1932. La seconda si riferisce alla "Congregazione sotto il titolo di Maria Santissima dell'Addolorata" e sembra di capire che gli Stallata a "devozione dell'Arciprete D. Carmine Adinolfi nell'anno 1848. E dal medesimo Monte Frumentario nell'anno 1855. Tutto a sue spese" abbiano "Per riconoscenza dei Confratelli" effettuato qualcosa che non si evince, né è citato.
Dall'altra parte della piazza su cui si erge la chiesa di S. Maria Assunta, si trova una piccola costruzione attualmente adibita a luogo di ricreazione (non ne citiamo il nome e l'attività per non fare pubblicità). Si tratta dell'antica chiesa di S. Maria della Neve, che di edificio religioso oggi non ha più alcunché.


Nel centro di Candida è possibile ammirare palazzi signorili con i portali in pietra sapientemente lavorati nel XVIII sec.


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Le due immagini si riferiscono ad un edificio bello e ben tenuto in cui ci si imbatte all'ingresso del paese, dopo aver superato il castello-palazzo Filangieri. L'edificio in oggetto è anche fornito di una cappellina privata, come si vede nell'immagine sulla destra.

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Un altro edificio carino è quello raffigurato dall'immagine. Lungo la strada che conduce a Montefalcione, si trova l'antico  ex Casino di caccia dei feudatari, Principi Caracciolo di Avellino, che oggi si chiama Villa D'Amore.


*    Cappella di Palazzo del Giudice


Cappella di Palazzo del Giudice La Cappella costruita in adiacenza al palazzo Del Giudice, forse successivamente alla costruzione del palazzo stesso, rappresenta un momento storico ed architettonico molto importante per la comprensione della storia di Candida. Alla Cappella si accede oltre che dal portale d’ingresso situato sulla via Roma, anche da un passaggio posto a livello della cantoria che immette direttamente nel palazzo Del Giudice . Tale era il prestigio raggiunto dalla famiglia nel XIX sec. La cappella, interessata dall’intervento di riparazione e consolidamento insieme al palazzo, ha conservato la pavimentazione in piastrelle in maioliche a disegni che in alcuni tratti (ad es. a lato all’altare) risultano ormai sbiaditi, lesene in stucco a coppie sulle pareti laterali, sormontate da capitelli corinzi. Di particolare pregio un effige della Madonna in tela con sovrapposte selle e corona d’argento e cornice in oro zecchino. Sulle pareti ai lati dell’altare, in apposite teche sono conservati piccoli oggetti sacri ed ex voto in argento. Sicuramente in origine la cappella veniva adoperata solo dalla famiglia che l’aveva fatta edificare anche perché nella famiglia vi sono stati anche dei sacerdoti, oltre a medici ed avvocati. Successivamente, però, ad opera del vescovo di Avellino ed a seguito di Breve della Santa Sede, durante lo stato Borbonico, la Cappella venne dotata di un cospicuo fondo per l’esercizio del culto, che fu sempre mantenuto e lo è tutt’ora, con gran partecipazione del popolo, specialmente nelle solenni celebrazioni con predicazioni di valenti oratori, visite di vescovi, di processioni per tutto il paese, per la venerazione dei fedeli. La Cappella del Giudice, come l’adiacente Palazzo, è stata oggetto di vincolo di tutela ai sensi della L.1089/39


*   Il Castello Senza titolo-3    Costruito in epoca normanna su di uno sperone roccioso nel punto più alto del centro antico, i ruderi dell’attuale edificio sono anteriori al 1418, anno in cui il maniero fu semidistrutto da uno spaventosa incendio provocato dalla truppe di Filippo Filangieri, che segnò anche il definitivo abbandono della dimora signorile fortificata.
Del castello, a pianta trapezoidale, sono visibili ancora lunghi tratti delle cortine murarie con leggero basamento scarpato e resti delle quattro torri di forma quadrangolare poste agli angoli del forte.
Vi si accede attraverso una lunga scala di un’abitazione privata addossata lateralmente alla fabbrica.


*   Palazzo  Filangieri   Senza titolo-2  i La costruzione, a due piani,risale agli inizi del XV secolo ed ha la facciata caratterizzata da una loggetta, sorretta da piccole colonne, sporgente in avanti.
Attraverso un arco voltato a botte si accede ad una scala che conduce al piano superiore. La costruzione, a due piani,risale agli inizi del XV secolo ed ha la facciata caratterizzata da una loggetta, sorretta da piccole colonne, sporgente in avanti.
Attraverso un arco voltato a botte si accede ad una scala che conduce al piano superiore.
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Ultimo aggiornamento (Sabato 19 maggio 2012 18:29)