Proverbio "Popolare"
'O puorco pe fa 'e bene, more acciso (il maiale per fare del bene, muore ammazzato)
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Montefalcione

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MONTEFALCIONE

panoramaMontefalcione via castello montefalcione1
   Montefalcione, panorama  
   Via Castello

 

ab. 3461-560m s/l/m-12 Km da Avellino-PT 0825-CAP 83030- Sup.com 15,15 Kmq

Comune campano, in provincia di Avellino, con più di tremilaquattrocento abitanti.

Sorge sui rilievi montagnosi dell'appennino Campano, situati fra la valle del Sabato e la valle del Calore, a nord del monte Terminio.

Il comune è a pochi km da Avellino.

montefalcione

Contrade: Rignuoccoli-Porcari- Petrulli- San Fele-

Figurelle- Toppolo San Felice- Castel rotto- Guarini- Cataldi- San Marco- Stazione- Croce- Lolli-Percianti- Rogliano ecc…

 

 

 

 

Cenni storici

L'antica frequentazione del territorio di Montefalcione è confermata dal ritrovamento di resti archeologici (iscrizioni romane, vasi e tombe) nelle Contrade Croce e S. Fele. Le popolazioni locali si opposero ai barbari invasori, anche se furono costrette ad abbandonare gli originari siti di insediamento, onde portarsi in posizione più sicura. Non vi è concordanza in merito alla nascita del borgo medioevale, visto che sebbene risalga all'epoca delle lotte tra Longobardi e Normanni, l'edificazione del castello viene attribuita da alcuni ai primi e da altri ai secondi. Ad ogni modo, la struttura difensiva venne edificata nel punto più elevato della collina, offrendo sicuro riparo agli abitanti che vi si andarono aggregando. Si formò così il nucleo originario del paese, che taluno (forse ottimisticamente) ritiene risalga al VI secolo, attorno a cui vennero edificati i primi edifici religiosi e civili. Le attività mercantili, per evitare il disagio della salita in collina, si svilupparono più in basso rispetto al paese, dove sorse un agglomerato urbano noto come "Taverna" o "Borgo", dove, nel 1680, venne costruita la Chiesa di S. Giovanni Battista l'Eremita, affiancata dal Monastero-Ospedale. Fuori dal centro abitato, venne costruito il convento dei Frati Benedettini di Montevergine. Tra i Signori che si sono avvicendati nella gestione delle rendite feudali spiccano i Montefalcione, feudatari per cinque secoli. Altri feudatari furono i Poderico, i de Tocco di Montemiletto ed, infine, Francesco Tocco-Cantelmo-Stuard. Ovviamente, col decorso del tempo, la crescita del paese ha finito per congiungere i vari nuclei antichi di aggregazione, originando l'attuale struttura urbana. La notte del 7 luglio del 1861, 2000 reazionari borbonici misero a ferro e fuoco il palazzo del sindaco di Montemiletto, in cui soccorso giunsero dei liberali di Torre Le Nocelle. I reazionari commissero nefandezze indicibili, quali fucilazioni di massa, ferimenti cruenti, incendi. Successivamente, i rivoltosi si spostarono nel paese dei soccorritori, che devastarono. I soccorsi giunti da Avellino affrontarono a Montefalcione, per diverse ore, i rivoltosi. Questi ultimi vennero dispersi solo successivamente, con il sopraggiungere di uno squadrone di cavalleria ungherese, dotato di quattro cannoni leggeri. Al pari di tanti altri Comuni irpini, Montefalcione ha subito numerosi terremoti; limitandoci ai più recenti, ricordiamo quelli del 5 giugno 1688, dell'8 settembre 1684 (drammatico), del 14 marzo 1702, del 29 novembre 1732 (tremendo), ed, infine, quello che ancora ricordiamo del 23 novembre 1980. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Montefalcione fu teatro di scontri bellici.

In merito alla questione etimologica, diverse sono le spiegazioni date all'origine del nome del paese. Secondo alcuni, Montefalcione prese il nome dai feudatari Montefalcione avanti citati, anche se vi è chi sostiene che fu piuttosto il paese a dare il nome ai feudatari. Altri, ricordando che il paese, venne chiamato "Montefalzone" e "Montefaudone" (e"Montefaucione in dialetto), in riferimento al falco, un rapace che svolazzava numeroso, o alla falce (volgarmente detta "faucione").

In situazione amena, lungo la la dorsale che suddivide i bacini del Sabato e del Calore, Montefalcione appare come un paese collinare, con la peculiarità di essere affusolato ed allugato. Il centro del paese è circondato da fertili campagne urbanizzate, assai ben tenute, dove si coltivano alberi da frutta, cereali, viti (vino Aglianico di Taurasi e Fiano di Avellino), ulivi. A ciò va aggiunta l'abbondante vegetazione semiselvatica costituita da querce, ginestre e ginepri e, soprattutto, da boschi di castagni, il cui legno è utilizzato per la realizzazione di lavori artigianali. Altre botteghe artigiane sono dedicate ad altre produzioni, quali quelle del ferro e del marmo.

Quando é sorto montefalcione?

Si hanno notizie certe che, nei primi secoli del Cristianesimo, mentre a Chiusano si svolgevano riti in onore di divinità pagane, ad Atripalda subiva il martirio S. Ippotisto.

A Prata esiste una chiesa con annesse catacombe databili alla stessa epoca.

L'esistenza di una via ancora oggi denominata Appia Antica che, attraversando ft territorio di Candida, prosegue per la zona S. Marco di Montefalcione e l'esistenza di un ponte romano sul fiume Calore presso Taurasi ci fanno capire che queste terre erano già abitate e coltivate ai tempi dei romani.

Da chi erano abitate?

Si hanno notizie certe dell'esistenza, intorno all'anno Mille o Milled'uecento, di un castello nella detta terra di Montefalcione.

Nell'archivio delta Chiesa Madre è stata trovata la copertina in carta pecora di un manoscritto con la dicitura A. D. MILLE.

Nella stessa chiesa, durante i lavori di consolidamento dopo ft terremoto del 1980, sono venute alla luce delle lastre in pietra che chiudevano le botole sotto il pavimento con sopra le scritte in latino: Pro Viribus; Pro Mulieribus; Pro Clero, mentre su di un’altra vi era incisa la data A.D. 1B33 e forse la B greca stava ad indicare il 2.

Montefalcione negli scritti longobardi era detto Montefalsone Oppidum, al tempo dei Normanni Montefalzone, sotto gli Angioini Montefaucione, poi sotto il dominio dei Puderico e dei Tocco fu chiamato Montefalcione e Monte Falcione. Lo stemma di Montefalcione è rappresentato da un falcione che sovrasta 3 colline probabilmente quella del Castello, San Marco e Santa Marina, che sono i 3 rilievi dell’agro montefalcionese. Il falcione invece è stato scelto come simbolo di lavoro e di civiltà contadina. Le origini di Montefalcione risalgono a molti secoli prima dell'Era Cristiana, ciò è confermato da documenti e testimonianze che affermano il succedersi delle dominazioni di Etruschi, Sanniti e Romani. Il ritrovamento di tombe e di vasi di notevole importanza testimoniano che fin dal 1100 a.C. Montefalcione era assoggettato dagli Etruschi, i quali ebbero il dominio della Campania e delle regioni meridionali finché i greci e i sanniti non li cacciarono. A confermare il dominio etrusco fu il ritrovamento, nel 1902, di due tombe etrusche, in esse furono ritrovate una moneta di rame etrusca e uno dei più bei vasi lacrimatoi etruschi. Dopo la dominazione etrusca seguì quella dei sanniti, di cui però non è rimasta alcuna traccia. Tale dominazione terminò nell' 82 a.C. quando i sanniti furono domati dai romani. Il ritrovamento di reperti archeologici, come le monete del periodo di Costantino, ruderi di costruzioni romane, tombe romane ed iscrizioni sparse per tutto il territorio di Montefalcione, testimoniano la presenza dei romani. Questa dominazione durò fino all'inizio del Medioevo, quando Montefalcione era un insieme di frazioni e casali sparsi sui fianchi delle colline di Santa Marina, San Marco, Fortuna, Rogliano e Villani San Pietro. Molte di queste terre però furono abbandonate dagli abitanti perché erano di facile accesso al nemico. Dopo molti anni di completo abbandono il paese passò sotto la dominazione longobarda. Montefalcione entrò a far parte del Ducato di Benevento costituito nel 570 e i Longobardi, per difendere il territorio e creare un rifugio sicuro per i montefalcionesi, fecero costruire un castello sulla collina più alta del paese.

Il comune è noto anche per essere stato teatro, nei primi anni dell'unità d'Italia di una rivolta antigovernativa e della susseguente strage perpetrata da parte delle truppe del regio esercito italiano sulla popolazione civile; simili eventi avvennero anche in altri paesi, nei territori annessi al regno d'Italia nell'ambito della lotta contro il brigantaggio postunitario.[3]


MONTEFALCIONE da VISITARE

castellotorremontefalciome

Castello

Quando si parla del "Castello", i Montefalcionesi si riferiscono alla parte alta del centro storico, che comprende Via Roma, Piazza Guglielmo Marconi, Via S. Antonio Abate, Via C. dell'Olio. In tale area, sorgeva appunto il castello di Montefalcione, in relazione al quale, nella storia del paese, abbiamo già sottolineato l'incertezza circa la paternità dell'edificazione, Longobarda o Normanna. Ad ogni modo, della struttura difensiva, ristrutturata dagli Aragonesi e circondata dal borgo medioevale, oltre alla denominazione del sito, residua una torre (XIII secolo), inglobata nell'edificio gentilizio in cui venne trasformato il castello, che divenne, quindi, una residenza privata.

palazzocaponemontefalcione       palazzostemmamontefalcione   Palazzo Capone


Dei vari palazzi gentilizi in cui ci siamo imbattuti, quello che fa maggiore mostra di sè è senz'altro il palazzo Capone, a cui si riferisce l'immagine sulla sinistra, visto che domina la piazza centrale di Montefalcione. Venne edificato nel XIX secolo. L'edificio, all'interno, è dotato di una scala in pietra ed una cappella privata. La copertura è con volte a botte. Inoltre, il giardino ospita piante secolari di notevole interesse.

L'immagine sulla sinistra mostra, invece, uno stemma signorile che ci è piaciuto moltissimo, che abbellisce un portale in pietra di un altro palazzo della zona centrale di Montefalcione.


portaripasottomontefalcione   portaripaXIIsecolomontefalcione  Porta Ripa


Le due immagini si riferiscono alla Porta Ripa, risalente al XII secolo Porta. Tale porta permetteva di accedere al borgo medioevale consentendo l'attraversamento delle mura.

L'immagine sulla sinistra ci mostra la Porta vista dall'interno dell'antica area, mentre quella sulla destra ci mostra la porta come appare dall'esterno, raggiungendo il paese.

                               

       Gborgomontefalcione            Borgo medioevale


sgiovannibattistamontefalcione

Chiesa San Giovanni Battista

L'immagine mostra la chiesa di San Giovanni Battista, risalente al 1680, corredata dal caratteristico portale d'ingresso in pietra che si vede nella fotografia. All'interno, si segnala un'antica acquasantiera. L'edificio religioso è in posizione "defilata", visto che occupa una rientranza, una specie di piazzetta, e risulta nascosto dalla struttura che nell'immagine è coperta da un'impalcatura

smarialoretomontefalcione   smarialoretoexmonasteromontefalcione      Chiesa Maria del Loreto



Entrando a Montefalcione, ci si imbatte in due edifici religiosi, la Venerabile Confraternita della Buona Morte e la chiesa di S. Maria di Loreto, un Santuario realizzato per volontà di Giovanni Poderico, verso la metà del XVI secolo, che si vede nell'immagine sulla sinistra. Nella chiesa sono presenti varie opere d'arte, tra cui dipinti (uno addirittura lo si vorrebbe attribuire a Raffaello) ed il sepolcro marmoreo che contiene le ceneri di Lucrezia Poderico, madre di Antonio Poderico, Marchese di Montefalcione. La scultura funebre venne realizzata da Tommaso Malvito nel 1593. Come bene mostra la seconda immagine, alla chiesa è annesso un convento, sede di Monaci Virginiani (XVI secolo), caratterizzato da diversi ambienti interessanti, particolarmente il chiostro con pozzo ed un caratteristico refettorio.

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Edificato nel XII secolo, l'edificio religioso costituiva la chiesa dedicata a S. Maria Assunta. L'immagine sulla sinistra ci mostra come appare il Santuario quando ci si avvicina, quasi all'imboccatura della piazza su cui l'edificio religioso insiste, mentre l'immagine sulla destra mostra l'imponente torre campanaria. All'interno, la struttura presenta tre navate e diverse opere d'arte, quali affreschi ed un calice di argento cesellato, con un disco incastrato in cui è rappresentato il Santo. La sua ristrutturazione e riconversione dovrebbe risalire al XVIII secolo. Tuttavia, l'aspetto attuale dovrebbe essere derivato da interventi successivi, quando la chiesa era in pessimo stato.

Infatti, il testo seguente, inciso nella lapide che si vede sopra al bel portale in pietra del Santuario, recita quanto segue:

"TEMPLUM HOC
DEIPARAE VIRGINI SIDERIBUS ASSUMPTAE
AC COELESTI APUD DEUM TUTELARI PATRONO
DIVO ANTONIO PATAVINO
DICATUM
VETUSTATE SQUALIDUM
CIVES PRAESERTIM QUI IN AMERICAM SE TRANSTULERE
EQRUMQUE PAROCHUS ANTISTES URBANUS
RMUS DNUS ANTONIUS PAGLIUCA
AN REP. SAL MDCCCLXXXVII
MUNIFICENTISSIME FEFECERUNT
ANNO VERO MCMXXXI SAECULO SEPTIMO
AB EIUSDEM DIVI PATRONI PRETIOSO OBITU
IPSI CIVES ET PAROCHUS
MAIORE LIBERALITATE ATQUE MUNIFICENTIA
EX INTEGRO SUMPTUOSEQUE EXORNARUNT".

venerabileconfraternitadellabuonamorte montefalcione   congregadelbuongesumontefalcione   Altre Chiese



Le prime due immagini si riferiscono a due Confraternite. L'immagine sulla sinistra mostra la Venerabile Confraternita della Buona Morte, un edificio abbastanza malconcio, situato all'ingresso del paese, prima della lunga strada principale che alla fine conduce al borgo medioevale. Secondo una persona del luogo, tale Confraternita dovrebbe coincidere con la Confraternita del SS. Sacramento, risalente al XVI secolo. L'immagine sulla destra si riferisce alla Congrega del Buon Gesù, nel centro storico. Sopra al portale in pietra si nota una lapide, datata 1891, che recita il seguente testo

"SODALICIUM HOC SACELLUM
IN HONOREM PRETIOSISSIMI SANGUINIS I.O.D.N.
SS ROSARII ET IMMACULATAE B.M.V. LURDENSIS
COLLATICIO AERE SODALITATIS
SUB IISDEM VITULIS CAMONICE INSTITUTAE
CURANTE ANGELO TITOMANLIO VICARIO FORANEO
EIUSDEM SODALITATIS CONDITORE
ET SACRORUM ANTISTITE
INCHOATUM ABSOLUTUM QUE FUIT
(?)NRS MDCCCXCI".


crocifissochapelmontefalcione   smarinamontefalcione

Queste due immagini si riferiscono a piccoli edifici religiosi situati fuori del centro urbano. Sulla sinistra si vede una cappelletta bianca, mentre sulla destra la chiesetta è dedicata a Santa Marina, che ha dato il nome all'omonima Contrada.

Inoltre:

*   Statua del cinquecento “Lucrezia Montefalcione” (nell’attuale Municipio)

*   Piazza Dell’Olmo

*   Vari Percorsi Vita dal centro, alle varie contrade (itinerari naturalistici e ginnici)

*   Rappresentazione della Via Crucis (con statue del maestro Giuseppe Martignetti)

lungo la strada della Ripa.


FIERE e FESTE

*   Carnevale dei Bambini – febbraio-marzo

*   Mercato – ogni lunedì

*   1° Maggio sfilata di carri allegorici

*   San Feliciano – ultima domenica di maggio

*   Sant’Antonio da Padova – 13 giugno

*    Rappresentazione e convegno- Rivolta antigovernativa e susseguente strage, moti 1861

*   Festa della Santa Croce ultima domenica di luglio

*   Festa Sant’Antonio e Santa Lucia – ultima domenica di agosto (gara di fuochi Pirotecnici)

*   7 settembre fiera dellagricoltura

*   Mercatini di Natale – dicembre


SPECIALITA’ LOCALI

*   Vini Aglianico DOCG (cantina e Resort DONNA CHIARA) –(cantina    MONT’ANTICO) –(cantina CROGLIANO)

*   Vini Fiano ( cantina e vigneti TERREDORA ecc… di Mastroberardino)

*   Olio

*   Pizza Chiena (pizza ripiena, formaggio, prosciutto, uova).

Ultimo aggiornamento (Domenica 06 maggio 2012 18:39)