Criteri di valutazione Prof.A. Marano

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Criteri di valutazione dei fuochi artificiali a cura del Prof. Antonio Marano

 

Ogni pirotecnico quando costruisce una bomba si propone di realizzare un disegno ben definito.

Come il pittore, egli si prefigge di realizzare un quadro secondo un· determinato progetto.

Solo che il quadro di un pittore resta e può essere goduto per un tempo illimitato, quello del pirotecnico è un affresco che dura pochi minuti per poi dissolversi nell'aria.

Per giudicare correttamente, quindi, una bomba bisogna sapere che cosa il pirotecnico voleva realizzare e se quello che ha realizzato viene eseguito correttamente.

Preliminarmente, quindi, bisogna conoscere i tipi di bombe che, generalmente, vengono "sparate" in una gara.

Esse sono: la bomba stutata· e le bombe cosiddette faticate.

La bomba stutata (che è quella, generalmente più spettacolare). dopo di essere stata lanciata ad una certa altezza, non molto in alto, si apre· al buio e i suoi oggetti pirici si allargano il più possibile nel cielo per poi esplodere tutti insieme formando un tappeto di diversi colori. Che possono essere anche più di uno, a seconda della bravura del "fuochista". Successivamente, dopo che si è spento il "tappeto", esplode la "controbomba che deve essere la più ampia possibile, piena di colori e rotonda, atteso che questo tipo di bombe vengono lanciate in mortai di grosso calibro che, generalmente, sono di 26 o 28 centimetri di diametro. La bomba stutata può avere massimo due aperture perché, essendo essa di grosse dimensioni e quindi· di peso non ce la farebbe a rimanere ina aria.

Da quando detto, allora, i· criteri per la valutazione di questo tipo di bombe sono facilmente deducibili:

gli oggetti pirici (intrecci) devono accendersi· tutti· e tutti insieme con un sincronismo perfetto (si deve sentire un solo suono);

la o le aperture devono aprirsi solo dopo che gli "intrecci" si sono spenti e, come già detto, devono essere ampie , piene di colori (non· ci devono essere zone vuote) e aprirsi senza strappi. Il che indicherebbe la presenza di· una dose di polvere da spacco superiore alla quantità necessaria. Il colpo finale della controbomba (controcolpo) con cui si conclude la bomba deve esplodere solo dopo che si è spenta la controbomba (l'anticipo o il ritardo della sua esplosione sono da considerare difetti).

Quanto detto per le bombe stutate si può ritenere valido anche per giudicare gli altri tipi di bombe, pur con alcune varianti.

Gli altri tipi di bombe sono chiamate bombe lavorate faticate perché contengono diversi tipi di disegni e sono a più apertura (anche sette o otto) per i pirotecnici che vogliono strafare. Naturalmente più sono le aperture e più c'è il pericolo (per la forza di gravità) che esse· calino (come si dice in gergo) e parte di loro esplodano a terra, compromettendo irreparabilmente la buona riuscita della bomba. Comunque, qualunque sia la bomba faticata:

bomba che esplode otto volte prima delle controbombe· (cd. bomba ad otto di vari disegni e colori);

bomba a più intrecci di diverso tipo;

bomba a più stutate (che si basano sullo stesso principio di quelle stutate classiche, solo che si aprono prima di accendersi più volte ed in sincronismo successivo per poi essere seguite dalle aperture il cui numero è strettamente relazionato al numero delle stutate (più sono le stutate e meno sono le controbombe).

I criteri di valutazione in generale si ripetono.

In conclusione, per giudicare correttamente una bomba da tiro bisogna:

capire quale è il disegno dell'artista (bomba a otto, ad intreccio etc.),

i tempi di esecuzione ed il sincronismo con cui si accendono le varie parti della bomba

la bellezza e la pienezza dei disegni

il gusto con cui l'artista assembla i vari colori che possono essere più o meno vivaci, più o meno brillanti, più o meno intonati,

l'ampiezza e la pienezza delle aperture che, quando sono più di una devono aprirsi con il giusto ritmo, senza accavallarsi tra di loro (alcune volte può verificarsi addirittura il cd. passaggio di controbombe e cioè due o più aperture esplodono contemporaneamente, difetto questo molto grave che incide molto negativamente sulla valutazione della bomba stessa).·

L'altezza del lancio delle bombe, contrariamente a quanto si è portati a ritenere, non è molto importante nella valutazione dei fuochi artificiali, perché essa dipende dal tipo di bomba che si vuole eseguire: più la bomba è lavorata e più deve essere lanciata in alto per contrastare la forza di gravità ed impedire che una parte di essa esploda a terra con gravi pericoli per i fuochisti e per gli spettatori stessi, qualora questi non stiano a distanza di sicurezza che deve essere almeno di duecento metri in linea d'aria.

Le bombe "stutate", invece, devono essere lanciate ad un'altezza relativamente bassa per accrescere la loro spettacolarità

Per concludere questo escursus sulla composizione e sulla valutazione dei fuochi pirotecnici tradizionali (ci tengo a sottolineare tradizionali· perché quelli cd. "moderni", a mio parere, possono anche essere spettacolari, ma non hanno niente di artistico) si· farà un breve cenno al finale che chiude la performance di ogni singolo "fuochista" in· gara.

I criteri di costruzione delle bombe di finale, sono simili a quelle delle bombe da tiro, solo che queste ultime possono essere anche di calibro piccolissimo (7 centimetri) e tranne che nelle cosiddette fermate non hanno le controbombe.

Il finale (la parte più spettacolare di una gara pirotecnica) si giudica dalla varietà dei disegni, dalla sua luminosità, dalla varietà e grandezza delle bombe di tiro poste lungo il suo percorso (le cd. fermate), dal rimo che deve essere senza interruzioni, continuo ed incalzante fino all'esplosione finale (la strenta) che deve coinvolgere lo spettatore in un crescendo wagneriano di suoni e di colori.

Tutto ciò, naturalmente, dipende anche dalla lunghezza del finale: più esso è lungo e più l'artista ha la possibilità di esplicare tutto il proprio estro.