Indovinello "Popolare"
Pitta lo muro e pittore non è, porta la sarma e ciuccio non è, porta le corna e ‘ove non è, anduvina no poco che è?
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CONFRATERNITA DEL SS.MO ROSARIO

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CONFRATERNITA DEL SS.MO ROSARIO

 

Eretta canonicamente dal Padre Generale domenicano De Marinis il 30 gennaio 1577. Sull'origine della confraternita del SS.mo Rosario a Montefalcione, ci informa una pergamena datata 30 gennaio 1578 riportata nel V volume del Regesto delle Pergamene di Montevergine a cura di G. Mongelli. E' opportuna la trascrizione sintetica: «Roma, Sisto Fabbro di Lucca, procuratore dell'ordine dei predicatori nella Curia Romana, e Vicario del Padre Generale, dietro richiesta della chiesa del monastero di S. _Maria di Loreto, della congregazione di M. V. in Montefalcione (richiesta presentata dal P. D. Vincenzo Verace definitore della stessa congregazione) dà licenza e riconosce 1a confraternita del Salterio o Rosario di Maria SS.ma e l'altare e la cappella in guella chiesa di Montefalcione sotto i1 titolo di S. Maria del SS.n.o Rosario».

Altre informazioni sulla suddetta confraternita riscontriamo nelle Notizie di cronaca scritte dall'abate S. Mazza nel 1570. Questi ci parla di una lite avvenuta fra la chiesa maggiore con i padri del convento.

«Nel 1649 si cominciò la lite con li padri di Montenegrine, del monastero di questa terra che ricusarno venire alle processioni, si fa processo dei solito antiquo et si esaminorno fino ai 10 li più vecchi come era solito venire et fu introdotta la causa in Roma nella Sacra congregatione di cardinali, dai quali nell'anno 1652 si ottenne decreto seu lettera decisiva, che fussero astretti quale lettra (...1 l'originale è alla banca di Benevento e1 ne stà una copia nel epitaffio dentro la sagrestia della Ecclesia Maggiore ad facíendo rei memento si spesero ducati vinti per aver tenuto due anni? l'avocato signor (...) Giordano in Roma». Con l'occasione di questa > ? te si eh be noti zia che la cappella e «confraternita del SS.mo Rosario non era legittimamente fundata in S. Maria del Reto, benché vi fosse stata in questa chiesa per anni 60 et cossi si procurò per la chiesa mia, et benché l'avesse tentata due volte, per mezzo del procuratore generale di S. Domenico, non era possibile indurre il predetto generale a darla a noi allegando che saria stato ponere lagnie in lusso, et perciò pigliai il mezzo di Mons. arcivescovo Foppa il quale fu di persona dal Rev. Generale et la ottenne vi fu dato l'assenso dell'ordinario con disturbo grande delli Padri di detto convento et ultima mente si ebbe lettera della

S. congregazione per le vesti, stendardo et crocifisso che rie furono dalli detti padri pigliati, come appare per lettera et bulle fogli 92 et 93 et vi è lettera in sagrestia al epitafio. Vi fu di spesa et altri ducati vinti extra i1 sparagno fatto per essersi posto per mezzo in Benevento i1 Signor Principe nostro et padrona Principessa. Concorse il popolo cori allegrezza grande a questa devozione et perciò di elimosina di cittadini si fé 1a cappella del SS.mo Rosario con spesa di 150 ducati fatti tutti di carità. Molti cittadini ferno 1e spese, alli inasti, carriarono la rena, calci, pietre et altro con ponervi per due anni i1 candeloro, et contribui l'abate Silvio _Mazza alle spese predette de11i masti, fabriche et altro essendo i1 tutto fatto per mano sua. Si fé di più la statua del SS.mo Rosario, che mai pria v'era stata, la quale fu fatta di legnio a spese del sergente maggiore Giò Dominico Russo; 1a veste poi di lama di oro con ricamo et altro, con i1 manto si fé di elimosina da cittadini essendo andato l'abate Mazza di persona casa per casa per 1'elinosina, al che concorsero 1e donne con devozione grande dando grano, castagne et altro che ridotti in contanti importarono docati 35, che sispesero ut soma essendosi salvata detta tela di oro miracolosamente a1 uscire da Porta Capuana per le spie, mentre fu cercato chi 1a portava et non la trovarono».

A parte questa documentazione a disposizione possiamo coglìere i lineamenti di questa confraternita attraverso le visite pastorali. Nella visita del 1694 l'arcivescovo di Benevento a proposito della confraternita del SS.irio Rosario ordina che si «faccia ogni sforzo per fare acrivere fratelli a questa confraternita acciò possano guadagnare i1 gran tesoro de11'indulgenze, che tali fratelli sogliono partecipare, essendo una gran vergogna che in una terra così numerosa i:on sia chi voglia ascriversi ad una confraternita cosi santa e che gode infinite indulgenze>>.

Nella visita del 25 ottobre 169° si invita il signor arciprete a rimettere in piedi «gli esercizi spirituali de'confrati, e tener delle regole poste nella pendice dei:ostro sinodo diocesano o non potendo egli accudire a' fare il prefetto Spirituale vi destini oi1 signor Bonavita qual altro sacerdote idoneo colla provvisione di ducati otto

l'anno. E sarà cura del medesimo prefetto di notare tutte le mancanze senza legittima causadi procedere alle pene prescritte nelle stesse regole e insegnando i confrati di praticare con fervore gli esercizi, dopo il mese, dichiariamo

le confraternite ora per allora suppresse, e le rendite si amministreranno dal signor arciprete per impiegarle in beneficio della chiesa restando solamente le confraternite per qué che si faranno scrivere per acquistare le indulgenze. E perché i1 popolo s'infervori nella devozione del Rosario averà cura i1 prefetto spirituale o i1 signor arciprete di fare che si reciti in chiesa tre volte 1a settimana comprese le feste e gli giorni festivi prima di recitarla si farà leggere allo stesso popolo un capitolo de11'indulgenze che si acquistano ed un miracolo della Beata Vergine del SS.mo Rosario, provvedersi a questo effetto de'libri necessari a spese delle confraternite» .

oltre le diverse disposizioni che si possono cogliere nelle visite degli arcivescovi è possibile anche riportare il numero dei fratelli che strutturano la suddetta confraternita. Dagli inizi del 1700 assistiamo ad un incremento di componenti. Nella visita del 1706 i fratelli sono numero 13.

Nel 1708 sono 14 (7). Nel 1712 sono 25.Nella visita del 21 agosto 1713 l'arcivescovo è pienamente soddisfatto dell'incremento complessivo anche delle altre confraternite.

Ma nella visita del 1716 l'autorità ecclesiastica se da un lato evidenzia la crescita, dall'altro sottolinea che al numero materiale non corrisponde lo spirituale profitto dei medesimi. I fratelli del SS.rcno Rosario sono 68. Secondo l'arcivescovo bisogna «insistere che si frequenti la buona e Santa costumanza della cotidiana recitazione del SS.mo Rosario in chiesa».

Così anche in un'altra visita del 1720 si raccomanda «la continuazione della intrapresa cotidiana recita del SS.mo Rosario poiché se una fiata s'intralascia difficilmente poscia si ripiglia». La visita del 9 giugno 1722 sottolinea il vantaggio che il popolo può avere dalla «generale ascrizíone alle confraternite per 1o lucro delle sante indulgenze».

Oltre le suddette visite pastorali esiste nell'archivio della chiesa madre di Montefalcione un libro degli ascritti al sodalizio per guadagnare le indulgenze del SS.mo Rosario (13). Sfogliando questo manoscritto leggiamo che in esso si acrivono anche «li fratelli e sorelle del Monte dei Morti aggregati alla cappella del SS.mo Rosario e questi pagano grana 5 l'anno e ne ricevono di suffragio una messa cantata o nel di sora morta o nel settimo fatto dall'arciprete

Cotticell i nell'anno 1736».

Inoltre noi sappiamo che il Monte Frumentario della terra di Montefalcione eretto sotto il titolo del SS.mo Rosario fu fondato il 24 agosto 1717 istituito con l'aiuto e contribuzione di Fra Vincenzo Maria, cardinale Orsíni, arcivescovo di Benevento. Tale istituzione fu promossa per combattere gli usurai ed era un centro di prestito di grano, al minimo interesse. Il fondo del Monte Frumentario consisteva in grano e al tempo dell'istituzione era di soli tommoli 22 e misure 20 stabilito fino a tommoli 200. La scarsezza di documenti non ci consente né di approfondire ulteriormente l'analisi di questa confraternita né di cogliere la durata dl. questa struttura associativa cristiana che con le altre ha inciso profondamente sul tessuto sociale della nostra comunità.