Ida Cassi

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 

 

Tratto da Edizione Il Ponte del 1993

Di Prof. Fausto Baldassarre

LA FORESTIERA  IDA CASSI

IDA CASSIPRESENTAZIONE

Saluto con gioia la pubblicazione del prof. Baldassarre per far conoscere una Suora-Maestra, Ida Cassi, che possiamo considerare « nostra » dal momento che, pur essendo nata a Firenze, ha regalato tutta sé stessa al Sannio, a cominciare da Montefalcione dove ha dato forma alle intuizioni del suo cuore nel campo educativo.

Le origini fiorentine

Ida nasce a Fírenze il 17 marzo 1864 da Pietro Cassi e Serafina Masi - la casa è nel rione di S. Lorenzo. Una famìglia profondamente cristiana.

1 genitori godono di condizioni finanziarie facoltose. I primi anni della sua adolescenza sono sereni e felici in compagnia dei suoi cinque fratelli.

La scomparsa del padre nel 1874 dì morte accidentale è per Ida il primo ed immenso dolore.

La madre rimasta vedova a 34 anni, con 6 figli da educare, un patrimonio da amministrare, si trova in difficoltà e così viene in soccorso un tutore nella persona dello zio Tito.

La prima formazione religiosa oltre dalla famiglia la Cassi la riceve tra le figlie di S. Vincenzo De Paoli a Firenze.

Intanto non mancano avvenimenti con ripercussione sulla giovane donna.

La sorella maggiore Orlanda a 16 anni si sposa. 1 fratelli Attilio e Guido studiano in collegio. Quest'ultimo muore per un'amputazione di una gamba, all'età di 50 anni. Le altre due sorelle Enrichetta e Virginia prenderanno marito. Ida e la madre, per la necessità del trasferimento a Roma dal tutore entrambe, si portano in quella città, dove può continuare gli studi frequentando l'istituto del Perpetuo Soccorso.

Finiti gli studi, può vestire l'abito del nascente Istituto delle Suore del Protettorato di S. Giuseppe. Ed ecco un altro dolore tocca la giovane esistenza: la morte della madre a solo 45 anni, il 22 ottobre 1892.

Questa sofferenza vissuta all'interno della famiglia, per la giovane diventerà oggetto di riflessione, che la porterà a considerare il dolore non come abbattimento e disperazione ma come prova ed elemento costitutivo di un piano trascendente.