Totonno e Pacchitiello

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Totonno e' Pacchitiello il "Cavaliere"

 

pacchitiello"Totonno e' Pacchitiello", il "Cavaliere" per antonomasia, era un uomo intelligente, abile nel commercio e consumato giocatore di carte e di bancolotto.

Il Cavaliere era considerato un grande giocatore di poker e di "calabresella". In gioventù aveva frequentato le sale da gioco napoletane, dove, a suo dire e di quelli che avevano assistito alle sue giocate, aveva tenuto testa ai più abili e smaliziati giocatori della metropoli campana, riuscendo a vincere anche ingenti somme di danaro.

Il cavaliere gestiva un bar proprio al centro del paese (ora condotto dal figlio Franco). Esso era frequentato da un gran numero di persone che vi venivano attirate, non solo dai modi sempre affabili del proprietario, ma anche dalla sua capacità di venire incontro alle esigenze dei clienti nei modi più svariati.

Lo aveva fornito di tutto.

La prima pasticceria e gelateria di Montefalcione furono impiantate da lui. Sia per la pasticceria che per la gelateria aveva assunto, agli inizi, dei valenti artigiani di Avellino ma, in breve tempo, grazie alla sua spiccata intelligenza, era riuscito ad impadronirsi di tutti i segreti dei suoi maestri e si era messo a preparare dolci e gelati da solo, riuscendo a creare delle specialità come la "coviglia" e il "babà"che erano il suo vanto e il suo orgoglio.

A Natale e a Pasqua, il bar di "Pacchitiello" era pieno zeppo di panettoni di ogni tipo e marca, di colombe e di cassette di liquore.

Il Cavaliere non aspettava che i clienti andassero da lui.

In occasione di queste festività, organizzava delle vere e proprie campagne di vendita sui generis. Inviava la merce a casa della maggior parte dei Montefalcionesi (quasi sempre uno spumante ed un panettone che a Pasqua veniva sostituito dalla colomba).

Nessuno osava fare uno sgarbo al Cavaliere rifiutando la merce che veniva accettata anche se non se ne aveva bisogno.

Alla fine di quelle che lui chiamava le sue "campagne", a me che gli chiedevo come fosse andato quel Natale o quella Pasqua, rispondeva col sorriso sulle labbra e con gli occhi che gli brillavano per la gioia:" Tonino Marà', di commerciante a Montefalcione ce n'è uno solo: il sottoscritto. Gli altri sono solo dei dilettanti allo sbaraglio. Se metteno paura ca o' culo s'arrobba a cammisa", volendo con ciò significare che gli altri baristi erano poco propensi a correre quei rischi che sono insiti nel commercio, dove bisogna mettere in preventivo anche la possibilità di avere perdite consistenti per la merce non venduta.

Se ne andò improvvisamente una mattina di luglio, lasciando un grande vuoto nel cuore dei tanti paesani che lo stimavano e gli volevano bene.

Antonio Marano

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 05 Gennaio 2011 19:32)