Cambiamenti e reazioni

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 

Cambiamenti e reazioni

(L’inserimento nella vita del nuovo stato avvenne in modo tragico)

 

Gli avvenimenti di Montefalcione rientrano in quelle testimonianze che evidenza il carattere non popolare del nostro Risorgimento.L’inserimento del Sud nella vita dello stato nascente avvenne in modo tragico:<<i campagnoli>>,i<<bracciali>> non solo non aderirono al mutamento,ma anzi si scagliarono contro,aizzati tra l’altro da una borghesia paesana gretta,conservatrice,preoccupata di perdere con il nuovo stato di cose i privilegi conquistati.Le letture dei fascicoli del processo celebrato contro i contadini di Montefalcione<<colpevoli di avere attentato contro la sicurezza interna dello stato>>denunciano le colpe della classe dirigente dell’epoca,sono un invito a cogliere ed eliminare quelle contraddizioni,che si perpetuano mascherandosi in ogni tempo.

<<Il 06 Luglio di quell’anno(1861)in Montefalcione,verso il pomeriggio,entrò una banda al grido di Viva Francesco II.Inalberano sul campanile una bandiera bianca,scorrono il paese,non molestati da alcuno,a guida di D.Basilio Pagliuca e Pasquale La Contrada.La banda si componeva,dicono i testimoni,specialmente di sbandati del disciolto esercito.Il dì seguente sopraggiunge Angelo Ciarla,forse il più feroce condottiero di quelle orde,seguito da circa 15 individui di Montemiletto,i quali a prova di loro forza e sicurezza in cui erano fecero gli esercizi militari in mezzo una pubblica strada del paese.Dato termine alla funzione militare,ne incominciarono una religiosa e civile.Posto in mano a un frate,Urbano Noviello,un ritratto di Cristina,madre di Francesco II,lo portarono processionalmente per le strade.Il dì seguente,08,la maggior parte della banda parte per Montemiletto;resta D.Basilio Paglia come capo,che per dar prova di sua autorità,avrebbe voluto far incendiare la casa di D.Diomede Polcari,ma armatisi alcuni onesti e minacciatolo,

dovè desistere.Intanto gli eccessi assai più assai più gravi e lacrimevoli di Montemiletto si erano consumati,onde parte delle orde ritornarono in Montefalcione,menando seco prigionieri due soldati dell’esercito,presi come si dirà in Montemiletto sul palazzo Fierimonte;dei quali il giorno 10 uno fu ucciso per essersi ricusato di battersi contro la forza pubblica sopravvenuta;l’altro riuscì a scampare.

Verso il Mezzogiorno del 10 Giugno,il governatore di Avellino guidando una mano di armati,giunse in Montefalcione.Accerchiato per la grande sproporzione di forza dai reazionari,dovè rinchiudersi nel monastero dei Padri Dottrinari dal quale sostenne per parecchie ore il fuoco,finché sopraggiunse una colonna di cavalleria della legione ungherese.Del suo seguito rimasero uccisi:Achille Tondalo,milite della guardia mobile,che trovato solo da Michele Pagliuca e Caterina Sarro,fu da loro barbaramente ucciso,nonostante le proteste che l’infelice facesse di aver combattuto per adempiere al suo dovere di guardia mobile e di esserci indotto a prender servizio per il bisogno di alimentare quattro figli>>.<<Fu ucciso e derubato.Morirono ancora Sivestro Dattolo,un Silvestro Cantelmo sergente dell’esercito italiano>>.

(Archivio di stato di Avellino Gran corte criminale.Busta 111-Relazione sulla reazione del Luglio 1861 in data Napoli 23 Aprile 1861 con data 23 Aprile 1964 .Il sostituto procuratore).

(dal<<Ponte>>del “07/08/1983, articolo di Fausto Baldassarre)