Indovinello "Popolare"

È tunno e non è munno, è verde e non è ereva, è russo e non è fuoco, tene acqua e non è mare.
(Il cocomero)


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ATTILIO DE BERNARDO

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Caro Alfonso,

è un piacere leggerti e spero di avere la possibilità di sentirti oltre che scriverti. Ho letto con interesse la tua lettera, la condivido e, soprattutto, ne apprezzo, come tu sei solito fare, l’analisi. Suppongo che tu abbia ascoltato i miei interventi: è vero, partono da un’analisi degli ultimi anni ma credimi, questi sono stati anni di vera sofferenza per i cittadini di Montefalcione. Come certamente saprai, e come ho ribadito nei miei interventi, sono stato lontano dall’impegno ammnistrativo negli ultimi anni perché ritengo che sia stato giusto così, che c’è anche il tempo, per chi non fa politica di professione, come il sottoscritto, di lasciare il passo alle nuove generazioni. La mia storia politica nel paese è stata sempre all’opposizione, anche quando, candidato nella lista dell’Ulivo nel 2001, insieme ad Antonio D’agostino, Antonio Musto, Antonio Marano e Pagliuca Erminio, in qualità di vice sindaco, penso di aver esercitato la mia autonomia sulla vicenda dell’insediamento del Pip, al punto da perdere la carica che ricoprivo. Sono stato impegnato nella sinistra, sono un uomo di sinistra. Il nuovo impegno nasce da una convinzione, sottolineata anche da te, che il contesto, che tu ritieni non essere cambiato, in questo momento potrebbe cambiare. Il mio impegno è al servizio di un rinnovamento della classe amministrativa, un impegno inteso a traghettare il paese verso un nuovo modo di amministrare ponendo la politica, questa certamente impresa difficile, al centro del confronto nel paese. Il percorso lento e costante negli anni, il percorso democratico che tu invochi tra forze politiche, comprese la sinistra, potrebbe incominciare da questo progetto fatto tra soggetti diversi, con il solo intento di cambiare pagina nella storia amministrativa di Montefalcione. Come tu certamente capirai, chi coltiva la passione per la politica non può sottrarsi a questo gravoso impegno, ci mette la faccia perché il contrario avrebbe il sapore del disimpegno.

Un caloroso abbraccio,

Attilio de Bernardo     

 

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