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L'omaggio di Montefalcione a don Vincenzo

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Corriere dell'Irpinia 

20 luglio 2013

di Fausto Baldassarre


Si terrà questo pomeriggio, alle ore 19 la messa per celebrare i sessant'anni di sacerdozio di don Vincenzo De Vizia. Ad ospitare le celebrazioni, officiate dal vescovo di Benevento Andrea Mugione, il santuario di Sant'Antonio con Mons. Francesco Zerrillo, vescovo di Lucera

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Vincenzo De Vizia nasce a Montefusco (Avellino) il giorno 1 maggio 1930, figlio di Giovanni, commerciante di vini, e di Panza Maria Rosaria, casalinga. Secondogenito di quattro figli; Lelio, Vincenzo, Luigi e Melina. Frequenta le scuole elementari nel paese natio. A dodici anni è nel Seminario Arcivescovile di Benevento, dove compie gli studi ginnasiali. Successivamente presso il Seminario Regionale Pio XI del capoluogo sannita frequenta le classi liceali conseguendo il baccalaureato in teologia.

Il giorno 19 luglio 1953 il nostro viene ordinato sacerdote in Monefusco, nell'antica chiesa collegiata di S. Giovanni del Vaglio, da sua Eccellenza mons. Arcivescovo Agostino Mancinelli.

Stimato per la sua cultura e le sue capacità didattiche Don Vincenzo De Vizia nel Seminario Arcivescovile di Benevento per circa un anno e mezzo ricopre la funzione di assistente, in qualità di docente di materie letterarie. Nel 1955 viene nominato parroco della chiesa San Giovanni Battista in S. Giovanni di Ceppaloni (Benevento) dove si segnala per l'attività pastorale incisiva, svolta contemporaneamente anche nelle parrocchie di Arpaise e Beltiglio. Intanto, grazie a questo vivere e alimentare le speranze e le vocazioni del mondo giovanile, Don Vincenzo viene nominato assistente diocesano di Azione Cattolica.

Per tutti coloro che vi hanno partecipato, restano indimenticabili i campi estivi diocesani e nazionali così organizzati dal nostro sacerdote, che sa mettere insieme svago e dottrina cristiana e consapevolezza degli alti valori evangelici. Attualmente gli abitanti di S. Giovanni Ceppaloni, di Beltiglio ricordano la sua missione sacerdotale ed il notevole contributo offerto nelle realizzazioni del campo sportivo, della costruzione di un oratorio e dell'asilo parrocchiale. In questi centri Don Vincenzo cura anche in modo particolare l'associazionismo giovanile elaborando un vero modello alternativo dando nuovo senso a un modo di trascorrere il tempo libero, elevando la qualità del vivere, lontana da ogni forma dell'effimero.

E' dell'anno 1965 la nomina di arciprete della Chiesa Madre S. Maria Assunta in Montefalcione. In questo centro irpino Don Vincenzo continua a mettere a frutto l'intera esperienza umana, culturale, cristiana, dialogando con la tradizione e innovandola.

Non tardano a venire altri riconoscimenti da parte dei Presuli beneventani. Viene nominato membro del Collegio dei Consultori, del Consiglio Presbiterale, del Consiglio Pastorale Diocesano e Delegato Arcivescovile   c;nsM. úraM, ai meriti conquistati nell'opera continua ed efficace svolta, a Mons. De Vizia viene conferito dall'Arcivescovo di Benevento Carlo Minchiatti l'ufficio e la dignità di Vicario Generale e successivamente riconfermato dall'Arcivescovo Serafino Sprovieri. Fra i vari riconoscimenti: quello di Prelato, titolo dei membri del Clero forniti di giurisdizione. E' del 1992 l'Onorificenza Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Ma il riconoscimento più alto è quello di Protonotario Apostolico nella Curia Pontificia, titolo degli appartenenti al Collegio dei Sette dignitari incaricati della registrazione degli atti, con Decreto del 20 aprile 2001 del Papa Giovanni Paolo 11. L:Arcivescovo di Benevento Serafino Sprovieri si rallegra e gli preannuncia la menzionata nomina in uno scritto datato Benevento 7 ottobre 2000; esalta la figura del sacerdote De Vizia ricordandogli di averlo "affiancato [in qualità] di un amico fraterno, che ha reso possibile questi anni, vissuti nella serenità e nella pace. A ogni ora Ella è stata un compagno fedele nel condividere croci e gioie, suggeritore attento e delicato perché non sfuggisse alcun elemento essenziale dei problemi affrontati, pronto nello sposare i progetti pastorali via via sperimentati...Sento di dover lodare la sua presenza puntuale nella Curia, la difficile arte di cucire le smagliature con esemplare pazienza ...Ma c'è stato un settore in cui il suo servizio a favore dell'Arcidiocesi è risultato preziosissimo: quello economico. La nostra diocesi ha dovuto affrontare problemi non piccoli per avere tradotto in realtà un sogno meraviglioso: il Nuovo Seminario Arcivescovile... Ciò però di cui l'intera famiglia diocesana dovrà serbarle perenne gratitudine è il completamento del Centro La Pace, ideato dall'indimenticabile Don Emilio Matarazzo che ne curò personalmente 1'intziale costruzione ...Essa era un'opera profetica e quindi dovevano passare molti anni, prima che venisse capita da tutti nella sua profonda valenza. Per tanto tempo perciò il progetto incompiuto è gravato sulle spalle di pochi, tra cui... prevalentemente su di lei... ".

Altrettanto importante la sua opera di parroco svolta a Montefalcione dove si è prodigato per la realizzazione dei locali catechistici, dell'oratorio S. Antonio da Padova, del restauro della Chiesa Nostra Signora del Sacro Cuore. Indimenticabili la proclamazione solenne del Santuario di S. Antonio in Montefalcione, la realizzazione del Portale di bronzo dello scultore Aldo Melillo e la Via Crucis "gigante" dello scultore Giuseppe Martignetti. Resta tutt'ora un punto di riferimento per la comunità sia per le sue qualità umane sia per la fedeltà alla Chiesa. Nella storia di Montefalcione Don Vincenzo De Vizia occupa meritatamente un posto, perché ha tracciato un cammino e nuovi sentieri.

Tutto ciò è stato possibile realizzare grazie all' autentica vocazione "missionaria" del Parroco, manifestando anche singolare attenzione per la riscoperta della Santità francescana della Beata Teresa Manganiello, sua conterranea.

Ultimo aggiornamento (Sabato 20 Luglio 2013 15:37)

 

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