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Falsi attestati societari per partecipare alle gare: interdizione per D’Agostino

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Corriere dell'Irpinia


AVELLINO- Interdizione temporanea dall'esercizio di impresa. E' questa la richiesta che tra qualche giorno, quando saranno attivate le commissioni in Parlamento, finirà all'attenzione di quella deputata alle autorizzazioni a procedere nei confronti di Angelo Antonio D'Agostino, imprenditore e parlamentare di Scelta Civica.

Anche lui, secondo le accuse raccolte nell'ambito dell'operazione Attestati trasparenti, avrebbe beneficiato dei «pacchetti» di acquisizioni fittizie per ottenere certificazioni e requisiti utili a partecipare a gare per enti pubblici. Bastava pagare, anche fino a 700 mila euro, se privi dei requisiti di legge, per ottenere una falsa attestazione che avrebbe consentito la partecipazione ad appalti pubblici.

L'acquisizione di rami d'azienda fittizi era infatti l'espediente per superare lo scoglio di clausole e requisiti per partecipare a gare rilevanti. Ed una società, la Axsoa, che esercita la funzione di certificazione dei requisiti (tra l'altro qualità, strutture, professionalità e correttezza) offriva il "pacchetto completo".

Il meccanismo scoperto dalla Procura di Roma e dal Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza ha sortito 18 misure, nove cautelari (sei in carcere e tre domiciliari) ed altrettante di interdizione temporanea dall'esercizio dell'attività. Associazione per delinquere, corruzione, falso in atti pubblici, riciclaggio, omessa presentazione delle dichiarazioni dei redditi ed emissione di fatture per operazioni inesistenti i reati contestati, a seconda delle posizioni, dal procuratore aggiunto di Roma Nello Rossi e dal sostituto Giancarlo Cirielli. Secondo le accuse, proprio l’imprenditore irpino avrebbe versato 150mila euro per l’acquisizione di rami di un’azienda, la Fp srl, solo a livello cartolare.

Da qui la richiesta che il Gip si prepara a trasmettere alla Camera dei Deputati. L'operazione delle Fiamme Gialle, denominata operazione 'Attestazioni trasparenti', rappresenta lo sviluppo di complesse indagini svolte nel settore delle Società Organismo di Attestazione (Soa).
In particolare, è stato accertato che una di queste, la Axsoa, con intrecci societari, certificazioni false di lavori precedentemente svolti e fittizie cessioni di rami d'azienda, attestava, in capo alle imprese clienti, il possesso di requisiti, rivelatisi poi inesistenti, essenziali per la partecipazione agli appalti, creando così una grave turbativa del mercato.

Nell'ordinanza il gip D'Alessandro parla di un sistema criminoso basato su "un collaudato ed organizzato sistema, mascherato dietro l'attività di carattere pubblicistico esercitato dall'Axsoa spa, volto a vendere ai clienti della società di attestazione non già un servizio corretto ed imparziale di verifica dei requisiti e di successiva attestazione, bensì un 'pacchetto completo' costituito dalla vendita dei requisiti di attestazione solo cartolare (mediante la cessione di ramo d'azienda)". Ovviamente il parlamentare e i suoi legali potranno dimostrare l’estraneità alle contestazioni già a partire dalle prossime ore, prima che il caso finisca a Montecitorio.

 

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