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La rabbia dei genitori di un bimbo disabile

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“Qualcuno ascolti i diritti del nostro bambino, per Ippocrate!”
La rabbia dei genitori di un bimbo disabile.

da Liberi di Agire marzo 2013 di Pasqualina D'Agostino


lettinoInizia il 19 Dicembre 2011, con il numero di protocollo 5901, la battaglia di A. M. e A. D., genitori di un bambino disabile, finaliz- zata alla sostituzione di un lettino per uso scolastico per il cambio giornaliero del proprio figlio. A definirla battaglia sono proprio loro, con uno sguardo intriso di rabbia e rassegnazione, genitori che si trovano da un anno e mezzo a richiedere al Comune quanto  spetterebbe di diritto ad un bambino riconosciuto disabile al 100%. Circa un anno e mezzo fa, il 19 Dicembre 2011, A. M. e A. D. chiedevano all’Amministrazione comunale la sostituzione   del lettino della scuola elementare, inadeguato perché non conforme alle norme igieniche e di sicurez- za e quindi non idoneo per cambiare un bambino disabile di 8 anni e mezzo. Circa un anno e mezzo fa il Comune protocollava questa richiesta nel silenzio e, nel silenzio, ha continuato a protocollare i successivi solleciti fino al 6 marzo del 2012 quando, la Giunta Comunale (assente il Sindaco all’appello) deliberava l’individuazione delle risorse finalizzate all’acquisto del lettino. Burocrazia si sa, fa spesso rima con lentez- za, ma non ci sono incartamenti che regga- no davanti a questioni di primaria importanza come queste, ampiamente tutelate, tra l’altro, da leggi che tendono a  garantire la piena integrazione nel sistema scolastico degli alunni con disabilità. Proprio al fine di garantire la suddetta integrazione, animati dalla voglia di rendere più facile la vita scolastica del proprio bambino, i genitori  si  sono  impegnati per  richiedere  al  Consorzio dei servizi sociali, sotto sollecitazione della stessa Amministrazione comunale, un contributo per l’acquisto di detto lettino, riscuotendo in un secondo momento tale contributo con la promessa che venisse integrato dal Comune, al fine del raggiungimento della somma utile all’acquisto. Risultato:  il  lettino  da  Giugno 2012   (in   procinto   della chiusura dell’anno scolastico) è presente nell’edificio scolastico, ma il suo acquisto è stato possibile grazie ai contributi, ricevuti dal Tesoriere del Consorzio dei servizi sociali,integrati, non come promesso dall’ente Comune, bensì dagli stessi genitori del bimbo disabile. Inutile dire che, come le precedenti, le richieste protocollate al Comune per il rimborso della restante quota sborsata  dalla  famiglia  sono risultate vane.  Come a dire: le esigenze sono vostre, provvedete voi a soddisfarle!

Gli  incartamenti,  tanti,  davvero  troppi per una questione così delicata dal punto di vista prima umano e poi sociale, raccontano, purtroppo, una storia non di- versa dalle richieste fatte in modo informale e quindi verbale al Sindaco. La testimonianza dei due genitori ha dell’incredibile. E’ incredibile, in quanto sarebbe da non credersi, la dimenticanza delle istituzioni riguardo esigenze che coinvolgono la tutela di diritti fondamentali come quello allo studio e il diritto ad una piena inclusione scolastica. Incredibile, in quanto non concepibile, un ritardo così ampio nella sostituzione di un lettino privo di alcun dispositivo di sicurezza dal quale, per giunta, il piccolo ha rischiato di cadere ogni giorno nel silenzio dell’ Amministrazione comunale, informata non solo dai protocolli  ma  dalle  innumerevoli  sollecitazioni verbali! Con quale criterio
si è deciso di lasciare da soli i genitori di questo bambino? Può un Sindaco (che ha il pregio di essere prima di tutto un medico), insieme alla sua amministrazione, permet- tere che un cittadino con tali bisogni non sia tute- lato adeguatamente? Ippocrate, considerato il padre della medicina, in nome del quale ancora oggi medici e odontoiatri osservano un giuramento prima di iniziare la pro- fessione, configurerebbe idealmente tale atteggiamento superficiale in un comportamento  adatto ad un buon medico?  Ad ascoltare realmente questa storia, per Ippocrate, un tale disinteresse alla tematica non  si  addice  assolutamente  né  ad  un buon medico né ad un buon amministratore!

Il Sindaco dopo due anni svela “Le priorità della mia amministrazione sono tre: Poveri – Giovani senza lavoro – Malati.”


Pasqualina D’Agostino

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 13 Marzo 2013 09:09)

 

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