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ECCO LE RAGIONI PER CUI IL SINDACO DEVE AUTORIZZARE LE RIPRESE

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Riceviamo e pubblichiamo

ECCO LE RAGIONI PER CUI IL SINDACO DEVE AUTORIZZARE LE RIPRESE


IN MERITO AI COMMENTI DELL’ARTICOLO “DIRITTO DI PRIVA (r)CY” Come rendere pubblico ciò che è già pubblico.



A prescindere dalla questione di legalità riguardo al potere dovere del Sindaco di autorizzare o negare ad un giornalista le riprese del Consiglio Comunale, ecco perché è sempre sbagliato impedirlo. Se ci rifacciam...o al richiamato buon senso allora il Sindaco deve essere sollecitato veramente a tutelare la dignità dei componenti del Consiglio, degli Assessori Esterni, degli addetti ai lavori e soprattutto di noi cittadini sia come elettori che come destinatari della buona o cattiva amministrazione. Non è dignitoso per i cittadini vedersi limitare la diffusione del delicato lavoro del Consiglio Comunale che produce importanti provvedimenti amministrativi di cui sono destinatari. Non è dignitoso negare ai cittadini di avere “a portata di mano e quasi in tempo reale” integrali informazioni delle delicate ed importanti attività amministrative del Consiglio Comunale che li riguardano e che possono concorrere liberamente all’accrescimento della propria formazione di cittadino più consapevole e partecipativo del suo ruolo.

Non tutti possono seguire di persona i lavori del Consiglio anche per questioni di limitata capienza dei locali. Tanti il più delle volte sono costretti loro malgrado a formarsi una errata convinzione sulla base di informazioni cosiddette di seconda mano sui delicati argomenti discussi in sede del Consiglio Comunale. Non è quindi dignitoso nemmeno per il Consiglio Comunale negare l’autorizzazione alla video riprese dei lavori del consesso. Non lo è per i suoi componenti (consiglieri o assessori che siano) in quanto la loro attività di soggetti pubblici rimane circoscritta e comunque limitata alla conoscenza diretta di pochi partecipanti. Eppure sappiamo che, indipendentemente dai risultati, i Sig.ri Eletti dai Cittadini o Assessori esterni, sono chiamati ad una estenuante attività lavorativa anche nella fase preparativa dei lavori del consesso. Allora perché negargli la possibilità di essere apprezzati da un platea più ampia dei cittadini amministrati attraverso la diffusione, mediante i consentiti mezzi di comunicazione, possibilmente integrale del proprio operato? Non è ancora dignitoso negare la concreta possibilità dell’aumento del livello della dialettica nel consesso che produrrebbe la massima diffusione dei lavori. Né è possibile trascurare il conseguente effetto che la stessa giocherà nella libera formazione del cittadino nel renderlo più partecipe e consapevole del proprio ruolo rispetto agli effetti dell’azione amministrativa di cui è destinatario. 

Allora con tutte queste incomprensibili negazioni, considerato che non è possibile invocare a pretesto la Privacy dei soggetti pubblici quali sono gli addetti ai lavori fermo restando limitatissimi casi ed argomenti che potrebbero interessarli direttamente ( che il Presidente del consesso al momento potrà limitarne la registrazione e quindi la diffusione), atteso che la richiesta della video registrazione proviene da una giornalista, peraltro consorte del Capogruppo dei Consiglieri di minoranza e proprietaria di emittente televisiva locale, tenuto conto che il giornalista, a prescindere o meno dei sollevati conflitti di parentela ed interessi dovuti alla proprietà di mezzi di comunicazioni, secondo il proprio Codice Deontologico risulta essere legalmente più del Sindaco responsabile verso terzi della Garanzia della Privacy, rilevato che non è possibile mortificare l’intelligenza dei cittadini sull’autonomo potere di discernimento sulle eventuali pure probabili veicolazioni o commenti sulla diffusione dei lavori del consiglio in favore dei componenti della minoranza per il paventato conflitto di interesse, si ritiene per quanto sopra ed in virtù del più volte richiamato buon senso che il Sindaco debba procedere senza ulteriore indugio ad autorizzare la richiesta di audiovideoregistrazione dei prossimi consigli comunale per rendere un servizio serio ai cittadini amministrati e garantire veramente la dignità di quanti chiamanti in causa. Non possiamo e non dobbiamo pensare che per difendere la richiamata dignità bisogna necessariamente ipotizzare un eventuale ricorso al Tar o peggio ancora all’autorità giudiziaria penale per riscontrare se il potere espresso con la negazione alla richiesta di audiovideoriprese del Consiglio possa invece avere una diversa interpretazione ovvero potrebbe connotarsi in una omissione di un dovere connesso alla necessità di garantire la più ampia diffusione a mezzo dei mass media dei lavori del consesso che, sebbene con i suoi codificati limiti, nel caso in esame appare essere prevalente rispetto all’invocata tutela della privacy di soggetti comunque pubblici.

La Redazione

di Liberi di Agire

Ultimo aggiornamento (Domenica 02 Dicembre 2012 09:14)

 

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