Indovinello "Popolare "
Ce stà na cosa ca pare na pezzottola re caso: va ncopp’a l’acqua e non s’abbagna, va ncopp’ ‘o fuoco e non s’abbrucia va ncopp’ ‘e spine e non se ponge.
(La luna)
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Come rendere pubblico ciò che è già pubblico?

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DIRITTO DI PRIVA (r) CY”

Come rendere pubblico ciò che è già pubblico?

La premessa:

Durante le precedenti sedute del Consiglio Comunale di Montefalcione è stata più volte effettuata una richiesta per poter riprendere con immagini audio/video quanto è considerato pubblico(aomma 7, art. 38 del Tuel dispone che le sedute del Consiglio e delle commissioni:Sono pubbliche salvi i casi previsti dal regolamento del Consiglio). II Sindaco, Maria Antonietta Belli ha sempre negato le riprese in modo verbale e informale adducendo motivazioni riguardanti la privacy dei singoli componenti  dell' Amministrazione comunale. Dopo l'atteggiamento "fotofobico" (perché poco incline ad agire alla luce del sole) mostrato da questa Amministrazione, avevamo interessato del problema anche il Presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, che aveva manifestato, con un breve articolo, il suo sdegno per la negazione del diritto all'informazione.

A distanza di mesi, fiduciosi che la maggioranza intanto avesse rinfrescato le sue conoscenze in materia dell'esercizio democratico di una libera informazione, la mattina del 12 ottobre abbiamo depositato al Comune , con protocollo N. 4115, la richiesta per poter effettuare le riprese audio/ video della seduta consiliare. Nella richiesta, redatta a nome di una giornalista provvista di regolare tessera e comprensiva di recapiti telefonici, compariva tra le altre la seguente dicitura " In caso di mancata comunicazione in senso contrario, la presente richiesta si intende accolta".

I fatti:

II 12 ottobre 2012, alle ore 19.15 è iniziata la seduta del Consiglio comunale. In assenza di una comunicazione contraria, sia verbale che scritta, da parte dei Sindaco e della restante giunta abbiamo iniziato le riprese della seduta. La nostra telecamera era ben visibile,intorno al decimo minuto di registrazione il vigile urbano, garante dell'ordine pubblico, ci ha invitato a deporre la telecamera ostruendo intanto l'obiettivo. Abbiamo quindi deciso di porre fine alle riprese in quanto il pubblico ufficiale si è reso tramite della contrarietà di alcuni consiglieri della maggioranza a farsi riprendere, condizione sufficiente a far decadere la richiesta delle riprese protocollata in mattinata.

Le norme:

Alla luce di quanto accaduto, e della poca chiarezza del Sindaco e dell' Amministrazione in merito alla possibilità di riprendere il Consiglio comunale, abbiamo depositato in comune, il giorno 24 ottobre con numero di protocollo 4270, un' ulteriore richiesta. Abbiamo preferito agire con un largo anticipo rispetto alle prossime sedute del Consiglio comunale, in modo da permettere ai nostri amministratori di essere quanto più informati possibile sulle nostre intenzioni. Lungi da noi infatti voler essere nuovamente etichettati come "furbetti" per aver voluto eludere qualsivoglia regola!

Le regole, o meglio le norme, in materia ci sono. Lasciamo a voi (interpretazione riportando la richiesta, protocollo N 4270, negli estratti che rimandano alle stesse:

VISTO

- quanto disciplinato dagli articoli 10 e 8 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali (D,Lgsn-267/2000), che garantiscono espressamente la pubblicità degli atti e delle sedute del Consiglio Comunale. Inoltre con specifico riferimento alla sedute consiliari, art,38 dei D.Lgsn.267/2000 rinvia al regolamento comunale ivi previsto l’introduzione  di eventuali  limiti al regime di pubblicità sopra descritto.

- la mancanza di un regolamento comunale ín materia

- quanto disciplinato daglí estratti delle norme, ivi riportate:

- art. 97 comma 1 della legge n. 633 del 22 Aprile 1941 del testo consolidato al 2010 ove si legge: "Non occorre “ consenso della persona ritrattata quando la riproduzione dell’immagine è giustificata dalla notorietà o dall'ufficio pubblico coperto da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici e culturali, o quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico . Il ritratto non può tuttavia essere esposto o messo in commercio, quando l'esposizione o messa In commercio rechi Pregiudizio all'onore, alla reputazione o anche al detono della persona  titrattata”'

CHIEDE

Alla S. V. di poter effettuare senza costi per L’Ente Comune, le riprese audio/ video durante le prossime sedute del Consiglio Comunale. La registrazione audio video del Consiglio ha lo scopo di rendere trasparente /azione amministrativa, ed avvicinare i cittadini alla politica dando la possibilità a tutti i cittadini di valutare l'operato dei consiglieri ed è, pertanto, uno strumento della democrazia.

Attendiamo fiduciosi una risposta scritta da parte dell'amministrazione, affinché si possa rendere davvero pubblico ciò che è già pubblico!

Pasqualina D'Agostino

 

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