Indovinello "Popolare"
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CARMINE OLIVA

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A CARMINE OLIVA

carmine oliva



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II giorno in cui Carmine e Fatima si sono sposati era Maggio, come adesso. Una bella giornata di Maggio. Primo pomeriggio, col sole.

Si sono sposati nel chiostro del Monastero, dove adesso ci sono gli uffici del Comune.

Carmine era sorridente, contento .

Aveva un cardigan blu e una camicia bianca candida, e la portava fuori dai pantaloni.

La cravatta, diceva di averla portata fino a poco tempo prima, e di essersela appena tolta, ma nessuno gli aveva creduto.

Dopo la cerimonia eravamo andati tutti al ristorante, sul mare, in un posto tra Torre del Greco e Torre Annunziata.

Carmine era allegro, a un certo punto è comparso con indosso un bellissimo vestito arabo, e ha ballato. Con Fatima e i suoi amici del Marocco.

Poi ha ringraziato tutti, naturalmente cominciando dal cuoco, ed è sceso sulla spiaggia , per lo spettacolo pirotecnico : il Cavaliere Oliva ci offriva i fuochi a mare. lo, avevo preparato un discorsetto, ma poi l'occasione non si era presentata e così l'avevo tenuto per me.

Questo fatto, a Carmine ,l'ho raccontato pochi giorni fa, in ospedale . Lui mi ha rimproverato : "e perché non l'hai fatto?".

Ecco, lo faccio adesso. Così non mi rimproveri più . E lo faccio anche per tutti gli altri amici.

Mi sono chiesto spesso perché Carmine aveva così tanti amici , come mai tutti lo cercassero e si fermassero a parlare con lui.

E forse ho capito : Carmine era innanzitutto un uomo libero. Libero nel pensiero, onesto, anche intellettualmente.

Sincero, a volte fino alla sgradevolezza, ma sempre corretto e rispettoso . E anche sensibile e delicato.

Da giovane era il centravanti della squadra di calcio del paese. Quando scendevamo in campo sentivamo la meraviglia e la preoccupazione dei tifosi e dei giocatori avversari: noi avevamo il centravanti di sfondamento. E invece nel gioco Carmine era leggero, elegante . Un esteta. Cercava lo scambio, la triangolazione perfetta, il lancio preciso. Quando arrivava sotto porta, stavamo tutti ad aspettare la cannonata , e invece lui lasciava partire un tiretto lento lento, a spiazzare il portiere.

E così, anche quando segnava , restavamo tutti delusi.

A stare con lui ci si sentiva più liberi . I suoi racconti di viaggio, le sue passioni (libri, viaggi, cinema; il calcio, i fuochi, e prima ancora l'astrologia, le partite di pallone, le nottate per strada a camminare) ce le riversava addosso con entusiasmo e, spesso, senza limiti di tempo.

E allora bisognava fermarlo , perché era un pozzo senza fine di conoscenze ed esperienze..

Ci si sentiva un po' più liberi, grazie a lui. E forse , per un po', ci si diventava, più liberi.

E poi Carmine era giovane. Anche nell'animo . Era pieno di curiosità, si interessava a tutto. E trascorreva il suo tempo come un ragazzo.

Senza ansie, senza fretta. Seguendo ritmi suoi, mai imposti da altri. E si godeva ogni attimo di vita .

Che possiamo dire adesso ?

lo gli dicevo spesso che era stato fortunato : in pensione da giovane, la casa a Roma , e soprattutto aver trovato Fatima. L'amore e la dedizione infiniti di Fatima. E' stata accanto a lui fino alla fine, senza lasciarlo mai. A consolarlo, rassicurarlo, abbracciarlo.

E invece, alla fine, Carmine non è stato fortunato.

Noi non ci dimenticheremo mai di lui. Mai ! E' stato una parte importante della nostra vita e della comunità di questo nostro paese.

Vogliamo continuare a pensare a lui, ringraziarlo per tutto ciò che ci ha dato e salutarlo, stavolta chiamandolo col suo nome da ragazzo .

Ciao, Carminuccio. Ciao . Fratello nostro, amico di tutti.


Alfredo Giannelli


 

Ultimo aggiornamento (Domenica 06 maggio 2012 16:16)

 

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