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ECCO PERCHÉ IL COMUNE NON PUO' FAR PAGARE L'IVA SULLA TASSA SUI RIFIUTI

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ECCO PERCHÉ IL COMUNE

NON PUO' FAR PAGARE L'IVA SULLA TASSA SUI RIFIUTI

II Coordinamento di Montefalcione del Popolo della Libertà


Cari Concittadini,

sabato 3 dicembre l'Amministrazione comunale, con un "Avviso Pubblico", ha difeso la sua decisione di applicare l'IVA sulla tassa sui rifiuti (la cosiddetta TIA), citando una circolare ministeriale del 2010 e accusandoci di voler salire in cattedra e dare lezioni.

Abbiamo deciso, pertanto, di spiegare la questione in maniera definitiva, cercando di essere il più possibile chiari e sintetici e senza scendere in polemica con nessuno. II nostro obiettivo infatti è stato ed è esclusivamente quello di tutelare i cittadini, ai quali non è giusto addebitare, oltre alla già salatissima tassa sui rifiuti, un'ulteriore tassa (l'IVA) che non è dovuta.


La Corte Costituzionale, cioè il Supremo Giudice italiano, con sentenza n. 238 del 2009, ha affermato che la TIA deve essere considerata una tassa, indipendentemente da come è definita dalla legge, perché si paga a prescindere dall'utilizzo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti; per pagare la TIA, infatti, basta avere una casa in qualsiasi comune, anche se non si producono rifiuti. Da ciò consegue, secondo la Corte, che alla TIA non può essere applicata l'IVA, perchè altrimenti si pagherebbe "una tassa sulla tassa". L'IVA (imposta sul valore aggiunto), infatti, colpendo l'incremento di valore che i beni e i servizi subiscono nei vari passaggi economici (cioè quando passano, ad esempio, dal produttore al grossista, dal grossista al commerciante, dal commerciante al consumatore), presuppone che ci sia uno scambio, cioè una prestazione e una controprestazione. Le tasse, invece, si pagano a prescindere dal fatto di ricevere in cambio un servizio, come accade appunto per la TIA!

L'Amministrazione comunale, per giustificare l'addebito dell'IVA, richiama il decreto legge n. 78/2010, che definisce la TIA "tariffa" e non "tassa". Questo però, secondo la citata sentenza della Corte Costituzionale, è irrilevante, poiché per parlare di "tassa" non bisogna guardare alla definizione della legge, ma alla sostanza! E' vero poi che la circolare del Ministero delle Finanze ha invitato ì Comuni a far pagare l'IVA sulla TIA. Le circolari ministeriali, però, non sono atti vincolanti, tant'è che alcuni Comuni, dopo averla ricevuta, hanno chiesto un parere alla Corte dei Conti, la quale ha ribadito che bisogna rispettare la decisione della Corte Costituzionale, secondo cui PIVA non va pagata (si veda, in proposito, il parere della Corte dei Conti del Piemonte n. 65 del 2010). Infine, tantissimi Giudici di Pace e Commissioni Tributarie hanno accolto i ricorsi dei cittadini, affermando che sulla TIA non può essere applicata l'IVA e riconoscendo il diritto al rimborso di quanto pagato.

Per questi motivi molti Comuni hanno deciso di non applicare l'IVA sulla TIA, senza ricevere dallo Stato alcuna sanzione (ogni sanzione, d'altra parte, sarebbe illegittima e impugnabile davanti all'autorità giudiziaria!).

Sarebbe quindi sufficiente che l'Amministrazione comunale di Montefalcione adotti una delibera identica a quelle approvate da altri Comuni (per facilitare il compito agli amministratori abbiamo già trasmesso al Sindaco la delibera di un Comune che non fa pagare l'IVA).

Se tuttavia l'Amministrazione Comunale, ignorando questo appello, insistesse nella decisione di applicare l'IVA sulla TIA, METTEREMO A DISPOSIZIONE DEI CITTADINI DI MONTEFALCIONE I NOSTRI AVVOCATI DI FIDUCIA PER PROPORRE GRATUITAMENTE RICORSO PER IL RIMBORSO DELL'IVA INGIUSTAMENTE PAGATA.

Vi terremo informati sugli sviluppi della vicenda e restiamo a vostra disposizione per ogni chiarimento tutti i sabati, dalle ore 18 alle ore 20, presso il circolo del Popolo della Libertà di Via Aldo Moro (accanto al Monumento dei Caduti).

II Coordinamento di Montefalcione del Popolo della Libertà

 

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