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Tia, Belli: tariffa iniqua ma non l'ho voluta io

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Tia, Belli: tariffa iniqua ma non l'ho voluta io

Il sindaco: una decisione della precedente amministrazione

REDAZIONE PROVINCIA

Corriere dell'Irpinia

MONTEFALCIONE- Dai ieri fino a giovedì, dalle 28 alle 20, presso la sede del cicólo del Pdl di Via Aldo Moro è possibile ritirate i moduli per chiedere al comune la rettifica delle tariffe della Tia. Un balzello iniqua per i rappresentati del Pdl perché calcolato senza tener in conto la condizione economiche delle famiglie essendo calcolata.

La tariffa di igiene ambientale è il nuovo sistema di finanziamento comunale della gestione dei rifiuti e della pulizia degli spazi comuni introdotto dal decreto Ronchi e progressivamente sta sostituendo la Tarsu, la Tassa sui rifiuti solidi urbani.

«Il Comune di Montefalcione spiega il primo cittadino Maria Antonietta Belli -, è stata il primo e fin' ora l'unico nella nostra Provincia a decidere nello scorso febbraio, quando sindaco era ancora, Vanda Grassi, il passaggio alla nuova tariffa .

L'obiettivo sarebbe dovuto essere di far pagare agli utenti esattamente per quanto usufruiscono del servizio, nel modo più preciso possibile.

La tariffa è divisa in due parti: la quota fissa serve a coprire i costi di esercizio, come i costi dello spazzamento delle strade, e gli investimenti in opere; la quota variabile dipende invece dai rifiuti prodotti dall'utente. I costi (previsti) del primo tipo sono suddivisi fra tutti gli utenti in base a parametri fissi come la superficie occupata e i componenti del nucleo familiare per l'utenza domestica o il tipo di attività per le utenze non domestiche. La determinazione della quota variabile è più complessa: il primo passo è determinare il costo totale dello smaltimento (per unità di peso) delle varie tipologie di rifiuti; poi si procederà a dividere i costi sulla base dei rifiuti prodotti da ciascuno: a questo scopo esistono diversi metodi.


La tariffa puntuale è il metodo ideale, che-raggiunge la perfezione e il massimo dell'efficienza del sistema: consiste nel pesare esattamente i rifiuti indifferenziati prodotti dalla singola utenza domestica; ovviamente è anche il metodo più complicato ad attuarsi, ed è anche piuttosto costoso, perciò è applicato raramente.

Più in generale, spiega il sindaco Belli, «la Tia è una tariffa che colpisce soprattutto le famiglie più numerose che al sud sono anche le più povere. Sono già in contatto con Irpiniambiente per cercare di trovare un accordo, ma purtroppo i costi della differenziata sono elevati ed il Comune non può permettersi di spendere oltre.

Abbiamo ereditato in buco di circa un milione di euro.

Certo il servizio è efficiente e la differenziata arriva a coprire il 64 % dei rifiuti. Mala tariffa resta troppo alta per le classi sociali più deboli».

Ultimo aggiornamento (Martedì 22 November 2011 19:13)

 

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