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ALTRO CHE TEMPI "BELLI"

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ALTRO CHE TEMPI "BELLI"

di Franco Genzale BuongiornoIrpina 31/08/2011

mancino processioneNon fosse stata ancora per qualche giorno in vacanza, avrei volentieri affidato questa nota alle siringhe di-quella figlia di buona donna che è la mia parte migliore, cioè Mila Martinetti. D'altro canto, l'argomento è piuttosto serio: merita la posizione più prestigiosa della prima pagina. Leggere per credere.

Dunque, anche quest'anno il mio amico Angelo D'Agostino mi ha onorato del tradizionale invito a Montefalcione per assistere ai fuochi in onore di Sant'Antonio da Padova dal giardino della sua bellissima casa.

Quest'anno, a differenza delle altre volte, ho anticipato la visita ed ho potuto osservare un pezzo di processione: niente crisi mistiche, solo curiosità.

E' stato così che mi è capitato di notare in coda al corteo la presenza di Nicola Mancino, umilmente tra la gente: proprio lui, l'ex Ministro dell'Interno, l'ex Presidente del Senato, l'ex Vicepresidente nondimeno che del Consiglio Superiore della Magistratura. Mancino è montefalcionese doc. Al suo paese ha dedicato una vita di attenzioni. Dal suo paese ha sempre avuto le dovute attenzioni: dalle piccole alle grandi cose, sempre; come del resto si conviene rispetto ad una personalità politica che ha rivestito degnamente la seconda carica dello Stato e che per poco non ha colto la tappa del Colle più alto.

Ho frugato nei miei ricordi di cronista, e l'archivio della memoria fotografica mi ha rassegnato le immagini di Mancino sempre in prima fila a quella processione della festa patronale cui lui tiene tanto fin da quando portava i pantaloni corti.

Negli ultimi quarant'anni, indipendentemente da chi fosse il sindaco di Montefalcione, il Presidente Mancino è sempre stato nella prima fila della processione, opportunamente e formalmente invitato dall'Amministrazione di tumo, quale atto doveroso di giusto riconoscimento ad una personalità di straordinario spessore istituzionale e politico: uno di quegli atti, insomma, che sono carichi di valore simbolico, e che vanno osservati in omaggio all'alta funzione pubblica prima ancora che alla persona, come suggello della civiltà, della tradizione e della cultura di una comunità.

Un breve giro di informazioni e la verità è venuta a galla: spiace dirlo, in tutto il suo squallore. La verità è che Nicola Mancino si è ritrovato umilmente in coda alla processione, nella sola veste di fedele e non anche - come sempre - in quella di alta personalità politica, perché il sindaco Antonietta Belli non ha ritenuto di invitarlo. Per la prima volta in quarant'anni, Montefalcione ha interrotto un rito di grande valore simbolico perché il sindaco Belli confonde le faccende personali con il buon senso civico e soprattutto con il senso della storia politico-istituzionale di una comunità civilissima qual è quella di Montefalcione.

Altro che tempi nuovi e "Belli" per il paese! Se la qualità del trailer è questa, si può ben immaginare quali sorprese riserverà il film nella sua interezza.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 31 Agosto 2011 15:24)

 

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