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Consigliere e assessore: le ragioni di una incompatibilità

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MANCINO NICOLA

Consigliere e assessore: le ragioni di una incompatibilità

di Nicola Mancino

Pur vivendo prevalentemente a Roma, mi sento di dire che non mi sfugge la noiosa - anche perchè ripetitiva – cronaca della precarietà dello status di assessore comunale della città di Avellino. Ammetto che, se il potere di nomina e di revoca è nelle mani di chi è stato legittimamente eletto alla carica di sindaco, è e resta precario chiunque sia stato prescelto a svolgere la funzione di assessore - esterno interno al Consiglio. Il legislatore ha, però, posto, per i Comuni maggiori, una incompatibilità tra la carica di assessore e la funzione di consigliere comunale. E la ragione di detta incompatibilità insiste sulla diversità di ruolo tra Consiglio e Giunta; il primo è riconosciuto come espressione di un potere di indirizzo e di controllo dell'attività amministrativa; la seconda è per legge l'organo di attuazione del programma esposto dal Sindaco e approvato dal Consiglio all'inizio della consiliatura.

L'incompatibilità, se ha sempre creato problemi di insofferenza tra chi è stato eletto consigliere e chi è stato scelto come assessore, sin dall'entrata in vigore del nuovo ordinamento delle autonomie - 1990 - doveva rispondere a quella più volte auspicata divisione di chi è "chiamato" a controllare e di chi è stato prescelto a collaborare con il vertice dell'amministrazione nella fase di attuazione del programma, peraltro condiviso dalla maggioranza elettorale che ha espresso il Sindaco.


Il tempo trascorso dall'entrata in vigore del nuovo ordinamento dei poteri locali ha in non pochi casi stemperato il principio di incompatibilità tra le due cariche: molti consiglieri

hanno gestito deleghe di funzioni amministrative, per legge facenti parte in esclusiva delle attribuzioni dell'esecutivo; non pochi consiglieri comunali sono diventati assessori e, di conseguenza, con l'accettazione del diverso ruolo, sono automaticamente

decaduti da "controllori dell'esecutivo".

La disciplina delle funzioni all'interno dei singoli Consigli ha spesso subito, come è dato rilevare, una "deformazione", temperata solo dall'ovvia decadenza da consigliere di chi, proposto, ha accettato di "andare a fare" l'assessore (anche le deleghe al singolo consigliere hanno concorso e concorrono a deformare). Nella città di Avellino, nella fase finale della passata consiliatura, la "deformazione" è stata addirittura istituzionalizzata attraverso una modifica statutaria, che stabilisce che la provvista dei componenti dell'esecutivo debba fare registrare una prevalente presenza in Giunta di consiglieri comunali.

Nell'osservanza, vincolante, della novella statutaria è accaduto che gli assessori interni siano stati nominati sulla base del maggiore consenso elettorale ottenuto alle elezioni amministrative,con la conseguenza di avere depauperato il Consiglio dei talenti prescelti dagli elettori. Questa osservazione viene da me fatta senza alcuna intenzione di interferire nei poteri del Sindaco in carica: a statuto in vigore non mi pare utile modificare, in corso d'opera, una novella pur se essa si è dimostrata fonte di permanenti fibrillazioni. Gli assessori vivono con la paura di essere sostituiti, mentre i consiglieri in carica spingono perchè qualcosa cambi, magari anche solo per loro. Sono cambiati i tempi: mentre "dentro" si incrociano e si scontrano le ambizioni, "fuori" si affolla e prende sempre più consistenza un gruppo invisibile di "demotivati" da una politica che ha perduto la sua attrazione.

Sul futuro, invece, a mio avviso - condivido l'opinione delpresidente Gengaro -, sarà bene ripristinare la norma ordinamentale: un assessore può essere scelto anche fra i consiglieri, ma come eccezione, giammai come regola – personalmente reputo che chi si candida come consigliere è bene che, una volta eletto, svolga la sua attività all'interno del Consiglio, controlli e indirizzi: c'è tanto potere istituzionale nella corretta dialettica Consiglio - Governo! Ma c'è soprattutto un ripristino dei ruoli così diversi e così alternativi (un aiuto alle istituzioni e un ritorno alla buona politica).

 

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