Proverbio "Popolare"
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Emanuela Rullo Associazione Nato Brigante

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Estremamente breve e travagliata è la vita di coloro che dimenticano il passato, trascurano il presente, temono il futuro scriveva Seneca.

Il recupero della verità storica che a 150 anni di distanza non dovrebbe più spaventare un paese unito è invece un atto ancora incredibilmente lontano. La vera storia, quella che non teme la verifica documentale, è dopo un secolo e mezzo ancora intrisa di menzogna, camuffata, nascosta e oltraggiata, e al suo posto un’altra storia come una forma di dogma, incarnata nel luogo comune padroneggia, senza bisogno di supporti e prove perchè "è così, s'è sempre detto e quindi è vero".

Come scriveva Milan Kundera : Per liquidare i popoli si comincia col privarli della memoria. Si distruggono i loro libri, la loro cultura, la loro storia. E qualcun altro scrive loro altri libri, li fornisce di un'altra cultura, inventa per loro un'altra storia. Dopo di che il popolo comincia lentamente a dimenticare quello che è e quello che è stato. E, intorno, il mondo lo dimentica ancora più in fretta.

Ecco allora che molti hanno dimenticato, molti non sanno, molti non vogliono sapere. Ecco allora che quello che fu, quello che accadde, lo si bisbiglia in consessi di pochi amatori, guardati con sospetto e irrisi al tempo stesso, sbeffeggiati e sminuiti in nome di una presunta anacronistica nostalgia di re e regine.

Eppure non è nostalgia, ma bisogno di riscatto, bisogno di restituire dignità ad una terra e al suo popolo. La documentazione d’archivio dimostra in maniera rigorosa che in nome dell’unità d’Italia tanto fu il sangue versato, e che esso fu soprattutto sangue meridionale. Forte fu la reazione nel Sud d’Italia al nuovo regime a partire dal luglio del 1860: rivolte, cospirazioni e più generalmente una miriade di esternazioni contrarie al nuovo corso da parte di singoli o di gruppi di persone, sempre prontamente sanzionate dalle autorità governative.


Come scriveva Carlo Corsi, in Difesa dei Soldati Napoletani, si abbia la pazienza di leggere i documenti della Camera dei deputati del 1863 e si leggerà allora di fucilazioni di massa e senza giudizio, di incendi di paesi e altre crudeltà commessi da Generali ed autorità italiane sotto il pretesto del brigantaggio, si scoprirà di un grido di indignazione levatosi dall’Europa che fu tale da indurre il neonato governo a istituire una Commissione di inchiesta nominata per recarsi sopra luogo e riferire e il cui responso è ancora oggi coperto da segreto di Stato, si scoprirà ESSERSI FUCILATI FINO AL 18 APRILE 1863 LA SPAVENTEVOLE CIFRA DI 7511 BRIGANTI (Atti Ufficiali della Camera n. 1993 pag 4643) ed essersi BRUCIATI 28 PAESI. Si abbia la pazienza di leggere la legge Pica, di ritrovare nomi e storie di coloro che furono definiti briganti e di riscoprire storie come quelle di Angelina Romano,“brigantessa” di soli 9 anni che fu fucilata alle ore 13 di venerdì 3 gennaio 1862 in provincia di Trapani da un plotone di esecuzione.

Un frutto proibito, insomma, la nostra storia negata, che ognuno è invitato ad assaporare questa sera alle ore 19.30 in Montefalcione, per ripercorrere e riscoprire quello che accadde nella nostra Irpinia ben 150 anni fa, sì che acquisendo nozione dell’alto tributo da noi pagato per l’unità di questo paese, siano più chiare anche le ragioni, spesso inconsce, per le quali proprio noi più di altri oggi siamo a difenderla.

L’insurrezione popolare di Montefalcione e degli altri paesi irpini, ripercorsa in quattro domeniche consecutive nell'inserto OttoStorie (domani ultima puntata), sarà oggetto di approfondimento lì dove tutto ebbe inizio in un convegno organizzato dall'Associazione Nato Brigante e dal sito www.Montefalcioneonline.it, ove con il contributo del sindaco di Montefalcione, la Dott.ssa Maria Antonietta Belli, del prof. Edoardo Spagnuolo autore del libro “La rivolta di Montefalcione”, dei prof. Fausto Baldassarre e Domenico Pisano e della giornalista di Otto Pagine Rosy Cefalo, ascoltando le ragioni dei vinti e dei vincitori si cercherà di ripercorrere e analizzare in modo oggettivo quelli che furono i fatti.

Durante la Manifestazione sarà inoltre presentata dall’artista Prof. Giuseppe Martignetti la mostra scultorea “CO’A FUNA ‘NCHANNA” .

L'appuntamento è quindi per questa sera alle 19.30 nei giardini del Municipio di Montefalcione.


Emanuela Rullo

Ultimo aggiornamento (Sabato 16 Luglio 2011 14:50)

 

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