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La rivolta di Montefalcione, 6 luglio 1861

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fucilazione di Vincenzo Petruzziello«Dal 6 al 10 luglio 1861, la nostra Irpinia fu protagonista di vicende storicamente rilevanti che Otto Pagine, in collaborazione con l'Associazione Nato Brigante e lo storico Edoardo Spagnuolo vuole sottrarre all'oblio dei tempi e ripercorrere, in maniera ovviamente sintetica, descrivendo i fatti salienti relativi a ciascuno di quei giorni che videro un susseguirsi incessante di manifestazioni popolari e di scontri a fuoco, giorni in cui il popolo volle riappropriarsi delle redini del proprio destino e far sentire la propria voce troppo spesso calpestata e ignorata, e che solo una durissima e sanguinaria repressione con l'intervento di eserciti stranieri riuscì nuovamente a zittire»

«La sera del 5 luglio il giovane Basilio radunò all'aperto gli altri capi, intorno ad un fuoco, per le ultime istruzioni. Parola d'ordine dell'insurrezione: "Roma e sette mazze". Il giorno seguente due uomini armati entrarono spavaldamente in paese e si presentarono dal sindaco, Diocle Polcari, con I'ingiunzione di adunare il popolo in pubblica piazza, distruggere le insegne sabaude ed inneggiare a Francesco II.

La sollevazione di Montefalcione fu il segnale della rivolta. Una scossa elettrica eccitò a tal punto gli animi che nei glomi successivi, uno dopo l'altro, decine di comuni e villaggi si sollevarono contro il regime dei Savoia»

Leggi di più (sezione "1861 L’unità d’Italia")



 

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