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C’è il rischio di un tutti contro tutti: si profila una corsa a cinque?

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Poche certezze, un quadro ancora confuso, pochi punti fermi

C’è il rischio di un tutti contro tutti: si profila una corsa a cinque?

La canditatura della dottoressa Belli (UDC), l’impegno  dell’imprenditore D’Agostino (Pd): ma è attorno a questi due nomi che si agita un coro di posizioni contrastanti

Corriere  dell’Irpinia 27/03/2011

elezioni-amministrativeMontefalcione- Poche certezze, molta confusione. In vista delle amministrative di maggio, il quadro politico in quel di Montefalcione resta estremamente fluido. Un mosaico che stenta a completarsi ma i cui tasselli, nel corso dei prossimi giorni, dovranno giocoforza trovare definitiva collocazione.


Partiamo dai pochi punti fermi: da un lato la candidatura ufficializzata da tempo della dottoressa Belli in quota Udc, dall'altro quella dell'imprenditore Angelo D'Agostino sponsorizzata dal Partito democratico. Sullo sfondo, la discesa in campo di Pasquale Anzalone, a capo di "Modem", movimento che il diretto interessato ha definito a forte vocazione generazionale, ovvero concepito per favorire la partecipazione delle giovani generazioni alla vicenda politica ed amministrativa del paese.

Ma è attorno alle candidature della dottoressa Belli e di Angelo D'Agostino che si gioca la vera partita. Partendo dalla prima, nonostante i proclami iniziali restano ancora tutte da verificare le condizioni per un'intesa con gli ambienti vicini al Popolo della Libertà, che trovano riferimento nel coordinatore cittadino degli azzurri, Giuseppe Ruberto. Portatore di un pacchetto di voti che conti alla mano potrebbe davvero fare la differenza nel determinare l'esito delle consultazioni, Ruberto si è fatto promotore, già a partire dai mesi scorsi, di un progetto dal chiaro profilo civico e dunque libero da qualsiasi steccato riconducibile all'appartenenza partitica.

Ma se è vero che nel corso delle settimane trascorse lo stesso coordinatore cittadino del Pdl ha provato a coinvolgere tanto i rappresentanti del Partito democratico che quelli di Sinistra Ecologia e Libertà, senza tuttavia ottenere i risultati sperati, le previsioni di quanti davano per scontata la sigla di un patto con l'Unione di Centro a sostegno della Belli, ad oggi non hanno trovato alcuna conferma nei fatti.

Anzi, in più di un'occasione, dalle colonne del Corriere, Ruberto ha rilanciato l'ipotesi di una corsa in solitaria ponendo condizioni molto rigide per la sigla di un'intesa con le pattuglie demitiane: mantenimento del profilo civico del progetto politico, qualità delle personalità da inserire in lista, ed una piattaforma programmatica chiara e votata ad un autentico rinnovamento.

Ma non è questa l'unica incognita che accompagna la discesa in campo della dottoressa Belli. Stando a crescenti indiscrezioni, infatti, il vero sponsor della Belli, il demitiano d.o.c Lino Pericolo, non ha ancora sciolto le riserve su di un suo diretto impegno in lista, alla luce di un crescente dissenso nei confronti dei dirigenti provinciali del partito. Particolare, questo, tutt'altro che secondario se si considera che la stessa candidata. nell'ufficializzare la propria discesa in campo, aveva apertamente auspicato l’impegno in lista di Pericolo, portatore di un sostanzioso numero di voti.

Venendo all'altra parte del campo, il quadro, se possibile, si complica ulteriormente. Mentre si lavora alla costruzione della lista che dovrà accompagnare la corsa di Angelo D'Agostino, tra le fila democratiche si continua a ricercare, seppur sottotraccia, lo spazio per recuperare il dialogo con Sel, al fine di ricostruire, dopo anni di divisioni, il largo fronte del centrosinistra.

Obiettivo, questo, non solo propedeutico ad allargare il fronte' dell'alleanza e dunque i recinti del consenso, ma funzionale ad arginare il pericolo di emorragia interna dovuto ai crescenti malumori di quanti, nel partito, vedono nell'alleanza con Sel un punto irrinunciabile e cominciano a guardare con crescente interesse all'ipotesi di un centrosinistra alternativo come quello teorizzato da Rita Labruna, riferimento dei vendoliani, non più ardi di venerdì da queste colonne. Una coalizione che avrebbe in Sel il suo perno ma che potrebbe aggregare tutti quegli ambienti che pur gravitando nell'orbita del centrosinistra si dicono indisponibili ad accettare la candidatura di D'Agostino, nè tantomeno la costruzione di una lista intrisa di personalità provenienti dall'amministrazione uscente, come quella che in questi giorni sta prendendo forma. In tal caso, il nome del candidato a sindaco verrebbe fuori da ambienti di chiara matrice politica, anche se al momento vige il massimo riserbo sulla rosa dei papabili. Riserbo funzionale, tra l'altro, a tenère ancora aperto lo spiraglio del dialogo.

Già, perché fermo restando il no ad un'intesa organica a queste condizioni, tra le fila di Sel si continua a sperare in un cambio di rotta da parte dei democratici non tanto sulla candidatura di D'Agostino, che seppur a malincuore potrebbe essere accettata, quanto su quello del programma e della formazione della lista. In tale quadro, dunque, qualsiasi pronostico sul numero dei candidati a sindaco e delle liste, appare quantomeno azzardato. (emmesse)

Ultimo aggiornamento (Domenica 27 Marzo 2011 10:50)

 

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